Politica
Approvato l'emendamento

Dalla manovra via libera all'abbattimento dei cinghiali (e non solo) in città

Il provvedimento per fermare la proliferazione della fauna selvatica nei centri urbani ha fatto infuriare i Verdi, l'Oipa e gli Animalisti Italiani.

Politica 22 Dicembre 2022 ore 12:54

cinghiali roma

Insieme alla proroga per l'occupazione del suolo pubblico (che salva dehors e tavolini all'aperto per bar e ristoranti) e ai due nuovi Bonus per i giovani, la commissione Bilancio della Camera ha approvato l'emendamento alla manovra che dà il via libera all'abbattimento di cinghiali e fauna selvatica per motivi di sicurezza stradale anche in aree protette e in città (e non solo).

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Manovra, ok per l'abbattimento dei cinghiali (e non solo) in città

Con l'approvazione dell'emendamento, a firma Tommaso Foti (FdI),  da parte della commissione Bilancio alla Camera si cercherà di porre fine al problema della libera proliferazione della fauna selvatica.

Il provvedimento, inserito nella Manovra economica del Governo Meloni, prevede infatti il via libera all'abbattimento dei cinghiali per motivi di sicurezza stradale anche in aree protette e in città (e non solo).

La proposta, nello specifico, è stata ritoccata su tre punti:

  • uno che aggiunge “sentito l'istituto superiore per la prevenzione e la ricerca ambientale”
  • uno che specifica che la norma “non costituisce attività venatoria”
  • un terzo che prevede che si tratterà di persone formate e con licenza

I cinghiali abbattuti potranno essere mangiati

Tra le altre cose, la versione finale dell'emendamento di Fratelli d'Italia alla manovra approvato in commissione Bilancio, prevede anche che i cinghiali abbattuti, nell'ambito della misura sulla caccia in città, saranno sottoposti ad analisi igienico-sanitarie e in caso negativo saranno destinati al consumo alimentare.

La proposta include anche l’adozione di un Piano straordinario quinquennale per la gestione e il contenimento della fauna selvatica attuabile "mediante abbattimento e cattura".

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Protestano Verdi, Oipa e Animalisti Italiani

Sul via libera all'emendamento relativo all'abbattimento della fauna selvatica in città protestano duramente i Verdi:

"Questa mattina, con un blitz inaccettabile, la destra in commissione Bilancio ha approvato l'attività venatoria dentro i parchi, dentro le aree urbane - afferma il deputato Angelo Bonelli - Si potranno cacciare tutti gli animali senza nessuna distinzione. È semplicemente una vergogna. Per questo ci appelleremo all'Unione europea e siamo convinti che l'Unione europea, come per la normativa sul pos, farà levare questa norma inaccettabile. La norma consentirà l’abbattimento di specie protette dalla UE, non riguarda solo i cinghiali, come lupi, orsi, volpi e altro in totale violazione della direttiva Habitat e dell’art.9 della costituzione. Hanno deciso l’abbattimento di animali protetti in aree vietate alla caccia per fare un favore alla lobby venatoria e delle armi".

L’Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali, ha già annunciato il ricorso alla Corte di Giustizia ambientale europea con quello che definisce "l’emendamento Far West":

"Con ogni probabilità - queste le parole di Massimo Comparotto, presidente dell’Organizzazione - sarà presentato con il maxi-emendamento in Aula e, se sarà approvato, siamo pronti a segnalarlo alla Corte di Giustizia ambientale europea poiché un emendamento del genere modifica la legge nazionale sulla caccia n. 157/92, che richiama una direttiva europea".

Fa eco Walter Caporale, presidente degli Animalisti Italiani:

"La norma non riguarda solo i cinghiali, ma consentirà l’abbattimento di specie protette dalla Ue come lupi, orsi, volpi e altro in totale violazione della direttiva Habitat e dell’articolo 9 della Costituzione. Ricorrere alle doppiette dei cacciatori per gestire il contenimento della fauna selvatica non risolve il problema, tanto più che ampliando le concessioni ai cacciatori, non solo si aumenta l’inquinamento ambientale, ma anche i pericoli per l’incolumità pubblica".

Gli ultimi casi di cinghiali in città

Il libero scorrazzare dei cinghiali in città non passa mai inosservato perché le conseguenze della loro proliferazione sono spesso gravi. Gli ultimi casi più eclatanti sono avvenuti sul Gran Sasso e in provincia di Mantova.

La prima vicenda ha visto una famiglia di ungulati ha fatto irruzione in un asilo di Bussi sul Tirino (Pescara). Il cinghiale più grosso del gruppo è poi incredibilmente entrato in un'aula dove in quel momento c'erano una quindicina di bambini tra i 3 e 5 anni. Nel panico generale e con la situazione che rischiava di degenerare pericolosamente, una maestra si è frapposta tra i suoi alunni i e l'animale, ferendosi leggermente dopo avere urtato un armadio.

Le grida di paura nel frattempo hanno richiamato il cuoco dell'asilo che è subito corso verso l'aula, ha aiutato i bambini a uscire dalla porta della classe prendendoli per mano a uno a uno ed è poi andato in soccorso anche della maestra. Poi il cuoco è riuscito a far uscire anche il cinghiale che si è allontanato insieme alla sua famiglia.

Nel secondo episodio, invece, si è verificato a San Giovanni del Dosso (Mantova). In questo caso il 92enne Alberto Esposti, dopo essere stato richiamato fuori casa dall'abbaiare incessante dei suoi cani, è stato aggredito da un grosso cinghiale. L'anziano, ricoverato in Rianimazione all'ospedale di Cremona, ha quindi subìto l'amputazione del braccio destro e di parte della gamba sinistra.

L'aggressione è stata fulminea. L'animale selvatico in un attimo ha attaccato l'uomo, poi si è scagliato su un cane, ferendolo in modo serio, e poi di nuovo sull'uomo che è rimasto lesionato a braccia, gambe e ventre. Dopo l'attacco  il cinghiale è fuggito nei campi.

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