Cronaca
"Gogna mediatica"?

Istigazione al suicidio: duro scontro fra Lucarelli e Le Iene sul caso Forlì

La giornalista contesta aspramente i metodi utilizzati dall'inviato Matteo Viviani: "Chi sarà la loro prossima vittima?".

Istigazione al suicidio: duro scontro fra Lucarelli e Le Iene sul caso Forlì
Cronaca 09 Novembre 2022 ore 12:57

E' ormai trasceso in un durissimo scontro mediatico, il caso di Forlì.

Il servizio de Le Iene su Roberto Zaccaria, parrucchiere 64enne che aveva ingannato il 24enne Daniele facendogli credere di essere una ragazza con cui aveva instaurato una relazione d'amore, ha prodotto drammatiche conseguenze: l'uomo, infatti, si è drammaticamente tolto la vita.

La sua famiglia che parla di "gogna mediatica", adesso, pare essere pronta a querelare Le Iene e l'inviato Matteo Viviani sul quale però, in queste ultime ore, si è anche abbattuto il ciclone Selvaggia Lucarelli, fortemente contraria ai metodi giornalistici utilizzati dalla trasmissione televisiva di Italia 1.

Selvaggia Lucarelli: "Chi sarà la prossima vittima delle Iene?"

Sulla tragedia di Forlì è esploso un vero e proprio putiferio, soprattutto dopo la messa in onda del servizio de Le Iene. La gogna mediatica scaturita sul 64enne Roberto Zaccaria ha generato effetti veramente drammatici: il parrucchiere di Forlimpopoli, protagonista in negativo del suicidio del 24enne Daniele, purtroppo, si è tolto la vita, trovato morto in casa dalla madre.

Una conseguenza che ovviamente non è passata per nulla inosservata e della quale si è fatta carico la giornalista Selvaggia Lucarelli, intervenuta in modo perentorio sul caso, contestando aspramente i metodi utilizzati dal programma televisivo d'inchiesta che va in onda da anni su Italia 1.

 

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In un editoriale pubblicato su Domani, infatti, Selvaggia Lucarelli usa il pugno duro contro Le Iene:

"Le Iene sono un programma socialmente pericoloso. Sono due decenni che si assiste allo scempio che Le Iene fanno del giornalismo, che accettiamo le immagini di macchiette in giacca e cravatta all’inseguimento di persone per strada, sul proprio posto di lavoro, nelle proprie abitazioni private.

A microfoni sbattuti sui denti per strappare manate e parolacce che serviranno a dimostrare chi è il cattivo, a errori grossolani, a giustizialismo spacciato per giustizia, a ghigliottina spacciata per giornalismo.

La tv usata come manganello sui detrattori, da sempre. È per questo che quello che è accaduto in questi giorni – il suicidio di un uomo di 64 anni – protagonista di una brutta storia di catfishhing ai danni di un 24enne che in seguito si è tolto la vita – dopo un servizio di Matteo Viviani e Marco Fubini - non stupisce affatto".

La giornalista, a riguardo, cita poi altri casi spinosi nei quali l'inviato de Le Iene è stato protagonista:

"Il metodo di lavoro di Viviani è noto: è colui che fece disinformazione sul fenomeno Blue Whale, mentre nel 2010 un prete si è gettato sotto un treno per un suo servizio".

Tra le altre cose, Selvaggia Lucarelli cita anche la vertenza che Le Iene e Matteo Viviani hanno avuto con il Comune di Lissone, persa in Tribunale dall'inviato e dal programma televisivo.

"Dopo più di dieci anni si è verificata una vicenda simile. Roberto Zaccaria, condannato per sostituzione di persona, non era stato ritenuto colpevole del suicidio del ragazzo. Ma qui arrivano Le Iene che non si accontentano della storia: devono andare a caccia del colpevole".

La denuncia di Selvaggia Lucarelli prosegue:

"Il loro servizio è agghiacciante. Viviani insegue questo signore per le stradine di Forlimpopoli leggendogli ad alta voce i messaggi che l'uomo inviava in chat al ragazzo suicida. Atteggiamenti che non hanno alcuna finalità se non ad alimentare il senso di vergogna.

Questo servizio de Le Iene, così feroce nei confronti di un uomo che per quanto colpevole non si poteva rieducare con un agguato mortificante e la vergogna mediatica, ha provocato un'ondata di violenza nei suoi confronti: messaggi di odio sui social, minacce e insulti. Roberto, travolto dai sensi di colpa, si è tolto la vita.

Viviani può essere soddisfatto, giustizia è fatta. Del resto, gliel'aveva gridato per strada: 'Fino all'ultimo continueremo a chiedere perché lo hai fatto!'. Ecco, quell'uomo ha capito che la sua vergogna avrebbe avuto un vestito preciso: il completino giacca e cravatta nero del grande giustiziere de Le Iene. Chi sarà la loro prossima vittima?".

Cosa hanno risposto le Iene

Con un servizio specifico, nella puntata di ieri, martedì 8 novembre 2022, l'inviato Matteo Viviani è ritornato sul caso di Forlì. Dopo aver brevemente ripercorso la vicenda, la trasmissione televisiva di Italia 1 ha fatto sapere che sta continuando a indagare su quanto accaduto poiché si è scoperto che, oltre a Daniele, altri ragazzi avrebbero iniziato un rapporto via social con "Irene Martini".

Matteo Viviani li ha contattati per ascoltare la loro testimonianza, per capire come stessero e se quella relazione ingannevole avesse impattato anche nelle loro vite. Se per alcuni non è stato nulla di significativo per altri, invece, la storia ha rappresentato qualcosa in più come per Daniele. Sul suicidio di Roberto Zaccaria, tuttavia, ancora non è stata data alcuna replica ufficiale.

Cosa è successo a Forlì

Il caso di Forlì, come detto, ha avuto grandissima risonanza mediatica. All'origine dei fatti c'è la tragica morte del 24enne Daniele, trovato impiccato in casa dai genitori il 23 settembre 2021. Il ragazzo si sarebbe tolto la vita per la fine della storia d'amore con una certa "Irene Martini", una bellissima 20enne conosciuta online e con la quale aveva iniziato una relazione virtuale.

Dietro al profilo di "Irene", tuttavia, si è scoperto che si celasse l'identità di Roberto Zaccaria, 64enne parrucchiere di Forlimpopoli. Il caso è finito in Tribunale e l'uomo, alla fine, è stato condannato per il reato di "sostituzione di persona", ma non per quello di di "morte come conseguenza di un altro reato".

Sulla vicenda ha voluto fare chiarezza Matteo Viviani, inviato de Le Iene, che in prima visione su Italia 1 ha portato il suo servizio a riguardo. Da lì la situazione è degenerata col suicidio anche del 64enne di Forlimpopoli.

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