Cronaca
Si è tolto la vita

Conosce una ragazza in chat, ma in realtà era un uomo e voleva truffarlo

Una complessa vicenda giudiziaria accaduta a Forlì, in Emilia Romagna.

Conosce una ragazza in chat, ma in realtà era un uomo e voleva truffarlo
Cronaca 05 Novembre 2022 ore 12:33

Si era tolto la vita perché il dolore dell'inganno subito lo aveva completamente distrutto. Ad un anno di distanza dalla sua morte, si è tornato a parlare della tragica vicenda accaduta a Daniele, 24enne di Forlì, morto impiccato dopo aver scoperto che la ragazza conosciuta in chat, con cui aveva instaurato un'affettuosa relazione, in realtà era un uomo di 64 anni che lo aveva manipolato per tutto il tempo. Una storia veramente controversa, su cui era arrivata persino una sconvolgente disanima della Procura che si era occupata del caso.

(In copertina una foto di Daniele dal servizio tv de Le Iene)

Il caso di Daniele, morto impiccato a 24 anni

Partiamo dall'origine dei fatti, quella più dolorosa, risalente al 23 settembre 2021, poco più di un anno fa, quando a Forlì, i genitori di Daniele hanno trovato il loro amato figlio 24enne impiccato nella soffitta della loro abitazione. Un suicidio veramente straziante da cui, subito, erano partite le indagini per cercare di comprendere i motivi di un simile gesto estremo.

Dalla ricostruzione del caso di Daniele è emerso che il ragazzo era arrivato a togliersi la vita per la fine di una relazione d'amore, ma non una storia qualsiasi. Il 24enne, infatti, si era fortemente invaghito di una certa "Irene Martini", 20enne bellissima che aveva conosciuto in Rete e con la quale aveva cominciato a chattare su Whatsapp, continuando a scambiarsi messaggi per diversi mesi. Una conversazione virtuale fin troppo affettuosa e spinta, dove i due erano arrivati a parlare con "Irene" addirittura di matrimonio e figli.

La fine di tutto è giunta quando Daniele si è imbattuto in alcune foto della sua "bellissima ragazza" su un altro sito, chiedendole quindi delle spiegazioni. "Irene", tuttavia, aveva tagliato corto su quelle immagini, scaricandolo di punto in bianco. Il 24enne, distrutto dalla disperazione per la fine di quel rapporto, è quindi arrivato a impiccarsi. A riguardo, nei messaggi finali scritti ad "Irene", infatti, sono emersi a più riprese propositi suicidari da parte di Daniele, il quale, prima di togliersi la vita ha anche lasciato una lettera d'addio ai genitori, scrivendo:

"Non ve l'ho mai detto, ma vi voglio un mondo di bene...".

"Irene" era in realtà un uomo di 64 anni

Dopo la morte di Daniele, la drammatica scoperta: la 20enne "Irene Martini" in realtà era un uomo di 64 anni residente a Forlimpopoli (Emilia Romagna). Sul profilo della ragazza fake con cui chattava Daniele si trovavano foto di una donna da sogno, delle quali si è scoperto che appartenessero agli account social di una modella. Contro di lui, quindi, era iniziata una complessa vicenda giudiziaria, la quale, tuttavia, ha avuto esiti veramente rocamboleschi.

La Procura che si è occupata del caso, infatti, è giunta ad archiviare il reato di "morte come conseguenza di un altro reato" (articolo 586 del codice penale), inizialmente ipotizzato, contestando al 64enne solo quello di "sostituzione di persona". Non essendoci stata estorsione di denaro, infatti, la Procura, in giugno, ha ritenuto di chiedere l'archiviazione del possibile reato principale.

Per il 64enne è comunque arrivato il decreto penale di condanna per sostituzione di persona, ma quest'ultima è stata poi sostituita con una sanzione pecuniaria di 825 euro.

I genitori vogliono giustizia

Per come è andata a delinearsi la vicenda giudiziaria sul caso di Daniele, i genitori del 24enne non intendono fermarsi e sono disposti a tutto pur di avere giustizia per quanto accaduto al loro figlio. L'uomo di Forlimpopoli, infatti, potrebbe essere incriminato ai sensi dell'articolo 586 del codice penale che recita:

"Quando un fatto preveduto come delitto doloso deriva, quale conseguenza non voluta del colpevole, la morte o la lesione di una persona, si applicano le disposizione dell'articolo 83, ma le pene stabilite negli articoli 589 e 590 sono aumentate".

Il problema a riguardo, tuttavia, è che la dottrina prevalente considera tale reato come particolare fattispecie di aberratio delicti, mentre la giurisprudenza si è espressa in maniera non concorde. Il nodo da sciogliere sta infatti nella possibile presenza di un rapporto di conseguenzialità tra delitto doloso ed evento mortale.

Sabrina Mancini, legale della famiglia del ragazzo, parla così al Corriere della Sera:

"Abbiamo presentato opposizione alla richiesta di archiviazione e siamo in attesa dell'udienza. Abbiamo presentato una corposa relazione del professor Cristiano Barbieri dell'Università di Pavia".

L'accusato si discolpa

Dopo la morte di Daniele, si è poi scoperto che il 64enne lo aveva contattato con altri due profili fake: uno a nome "Braim" e l'altro a nome "Claudia", nonché identificati come fratello e migliore amica della sua "Irene".

I genitori del 24enne, alla fine di tutto, sono riusciti a risalire all'identità dell'uomo nascosto dietro il profilo fake di "Irene", denunciandolo ai carabinieri. L'uomo di Forlimpopoli, in un servizio tv de Le Iene andato in onda lo scorso martedì, 1° novembre 2022, incalzato sulle sue responsabilità, ha affermato:

"Se quel ragazzo era uno squilibrato che colpa ne ho io".

Dopo che l'inviato Matteo Viviani lo ha messo alle strette, il 64enne ha dichiarato:

"Era uno scherzo... non volevo finisse così".

L'avvocatessa della famiglia di Daniele ha infine reso noto:

"Daniele gli aveva detto che voleva suicidarsi, ma a nostro parere l'indagato non ha fatto nulla per evitare questo".

Ex pallavolista azzurro per 15 anni ha amato una donna inesistente

La tragedia di Daniele, nelle dinamiche, ha ricordato da vicino il caso di Roberto Cazzaniga, ex pallavolista azzurro, storia anch'essa che aveva avuto grande risonanza mediatica grazie al servizio televisivo de Le Iene.

L'ex giocatore di volley brianzolo, infatti, è stato truffato per 15 anni da qualcuno che ha utilizzato le foto della supermodella brasiliana Alessandra Amoroso, ovviamente estranea ai fatti. L'uomo era convinto di avere con lei una relazione e ha acconsentito a inviarle vertiginose quantità di denaro, addirittura fino a 700mila euro, finché, anche grazie al sostegno di amici e familiari, ha deciso di spezzare l'illusione.

Il tutto era accaduto perché Roberto, come può succedere a tanti, si è innamorato della persona sbagliata, anzi, di una persona che in realtà non esiste. L'uomo, per quindici anni, è stato letteralmente alla mercé di una sedicente Maya, che si è spacciata per una fantomatica modella brasiliana, che non ha mai potuto incontrare e che oltre a spezzargli il cuore gli ha prosciugato anche il conto in banca.

Nel servizio delle Iene emerge fin da subito la persona che avrebbe fatto conoscere Roberto e Maya. Si tratta di Manuela Passero, una conoscente, ex pallavolista brianzola, residente nel Vimercatese; sarebbe stata proprio lei a mettere in contatto Roberto e Maya, a farli conoscere (solo virtualmente) nel lontano 2008.

Manuela Passero

Peccato che, come smascherato da "Le Iene", Maya non esista: a prestarle la voce in tutti questi anni, raccontano i giornalisti del programma, è stata una donna, Valeria Satta, residente in Sardegna (e in qualche modo legata a Manuela Passero) a cui Roberto, come mostrato da lui stesso durante il programma, avrebbe fatto innumerevoli bonifici con importi anche importanti; solo negli ultimi mesi sarebbero arrivati sul conto di questa donna circa 18mila euro.

Valeria Satta

Le Iene hanno tentato di parlare con Manuela Passero, a cui Roberto, raccontano nel programma, avrebbe dato persino una macchina, una Mito rossa, da donare a Maya, ma che a Maya non è mai arrivata. Manuela tuttavia non si è prestata ad essere intervistata. Anzi, ha ripetuto più volte di non conoscere lo sportivo.

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