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sport e "mentalità"

Da Jacobs alla Juve, quando l'assist vincente arriva dallo psicologo

I bianconeri tornano al successo dopo l'intervento del professionista. Ma i casi nello sport sono moltissimi.

Da Jacobs alla Juve, quando l'assist vincente arriva dallo psicologo
Sport 03 Novembre 2021 ore 11:57

Questa volta sì, è stato "fino alla fine". La Juve non solo è tornata alla vittoria, ma ha vinto e convinto. La pratica Zenit San Pietroburgo è stata archiviata con un perentorio e netto 4-2 che è valso la qualificazione anticipata agli ottavi di Champions League. Per molti, pur con tutte giudizi prudenti davanti a un avversario non insormontabile, è stata addirittura la migliore partita in stagione per la squadra allenata da Massimiliano Allegri. Che alla vigilia della partita era stato visto colloquiare a bordo campo con una certa animosità con Giuseppe Vercelli, responsabile dell'area psicologica della società bianconera. Che l'assist vincente sia arrivato proprio dallo psicologo?

Juve, ritorno alla vittoria, segreto mentale?

Ma dietro il ritorno alla vittoria dopo le batoste   in campionato contro Sassuolo e Verona (due sconfitte, entrambe per 2-1, in casa e in trasferta) potrebbe esserci non solo la "mano" del tecnico di Livorno. Perché dalle parti di Torino e Vinovo, devono aver pensato che Bonucci, Chiellini, Dybala & C. non valgano quei miseri 15 punti che mettono al momento mestamente la  Vecchia Signora  a metà classifica. Oltre agli avversari, ai valori tecnici, alle gambe, poteva esserci  qualcos'altro.


Terapia di gruppo per tornare al successo

Il passato recente e remoto del calcio ci ha regalato spesso episodi anche divertenti di chi cercava un "aiuto" per arrivare alla vittoria oltre a quanto fatto in campo e alla lavagna attraverso allenamenti e lezioni di tattica. C'era chi come il presidente del Pisa, Romeo Anconetani buttava il sale in campo, c'è chi metteva calze rigorosamente rosse come il presidente dell'Ascoli Costantino Rozzi, c'è chi come Adriano Galliani indossa una cravatta gialla in occasioni di partite importanti. C'è poi chi entra in campo per ultimo, chi lo fa con un saltello, chi allaccia le scarpe con nodi particolari o chi più "tradizionalmente" prega o si fa un segno della croce. Ma nel caso di questo Allegri Bis e di questa Juve che stenta a decollare, il problema dall'entourage bianconero, più che nelle sorti decretate da fortuna o sfortuna, è stato individuato altrove: nelle gambe e ancor più nella testa che le fa muovere.

Il soccorso dello psicologo

Ecco allora che più che a talismani o altro, in soccorso della Juventus è arrivato lo psicologo, Giuseppe Vercelli (nella foto). Il professore che vanta decine di collaborazioni (anche con il Coni) in verità è già dal 2011 responsabile dell'Area Psicologica della Juve. Ma in dieci di successi, della sua figura finora non si era parlato molto. Avevano parlato di più le prodezze dei campionissimi in campo. Ma dopo un avvio stentato, Allegri deve aver pensato a lui. E così, nel preparare la sfida con lo Zenit, si è confessato per una decina di minuti abbondanti con Vercelli illustrandogli quelli che ritiene problemi soprattutto mentali della sua squadra, ovvero dare continuità alle prestazioni. Dalla sua, lo psicologo laureato a Padova ha monitorato tutto l'allenamento della squadra e i "movimenti" dei giocatori. E poche ore più tardi la Juventus è tornata a fare... la Juventus. E cioè a vincere e convincere. Sarà la svolta?

Mental coach nello sport: il caso di Jacobs

Detta così la cosa sembra un po' bizzarra, ma in un mondo sportivo ultra-competitivo e dove ogni minimo particolare viene studiato a tavolino e deve raggiungere la percezione, non si può ignorare l'aspetto mentale. Non solo nel calcio. Un esempio? Marcell Jacobs, l'uomo più veloce del mondo, il centometrista che quest'estate ha fatto innamorare l'Italia con l'oro olimpico nei 100 metri e nella 4x100, a seguito delle vittorie di Tokyo ha raccontato la svolta della sua carriera. E indovinate un po'? E' arrivata proprio grazie al lavoro di una mental coach, Nicoletta Romanazzi.

La professionista (che peraltro lavora anche con alcuni calciatori, tra cui l'interista Stefano Sensi e il portiere juventino Mattia Perin) ha incontrato Jacobs nell'agosto 2020, quando l'atleta stava facendo comunque buoni risultati. Ma evidentemente mancava qualcosa. Con l'aiuto della mental coach Marcell si è sbloccato, toccando il tasto giusto.

"Ho capito che per lui sarebbe stato importante risolvere il rapporto con il padre, essendo lui stesso padre di tre bambini e da lì in poi è riuscito a esprimere tutto il suo potenziale"

Altri esempi

Per restare in tema calcistico e juventino, Leonardo Bonucci da anni si affida a un mental coach, ma ci sono fior di esempi. Anche di campioni che - una volta smesso - diventano a loro volta "tecnici mentali". E' il caso di Michael Phelps.  L'atleta olimpico più decorato del mondo (26 medaglie olimpiche, di cui 23 d'oro e 16 individuali, e 27 titoli mondiali, solo per citare i principali successi), una volta smesso è diventato un mental coach, specializzandosi nel golf. Segue infatti Jon Rahm, numero uno del world ranking, e Jordan Spieth,  texano che, dopo un lungo periodo di crisi, nel 2021 è tornato a stupire.