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Referendum cannabis e eutanasia: cosa ne pensano i partiti?

Entrambi hanno superato di slancio le 500mila firme necessarie. Ma i "grandi" della politica un po' li snobbano.

Referendum cannabis e eutanasia: cosa ne pensano i partiti?
Politica 19 Settembre 2021 ore 15:40

La proposta di referendum sull'eutanasia ha ampiamente superato le 550mila firme richieste (traguardo raggiunto a metà agosto, ma la raccolta dei consensi continua e ha superato quota 750mila, mettendo la proposta al riparo da qualunque "rischio"), mentre quella sulla depenalizzazione della cannabis ha fatto registrare un vero e proprio boom, superando le cinquecentomila sottoscrizioni in meno di una settiman, grazie anche alla possibilità di sottoscrizione online. Due quesiti che terranno banco nei prossimi mesi, ma dei quali la politica parla poco (o quasi).

I referendum: eutanasia e cannabis

La prima raccolta firme a iniziare è stata quella dedicata al quesito sull'eutanasia, promosso dall'associazione Luca Coscioni, presentata il 17 giugno alla Camera dei Deputati. Scopo del referendum, come sancito dal testo depositato in Corte di Cassazione il 20 aprile scorso, la parziale abrogazione dell'articolo 579 del codice penale (omicidio del consenziente), che impedisce la realizzazione di ciò che comunemente si intende per "eutanasia attiva".


Come spiegato dall'associazione (alla quale si sono poi uniti anche alcune forze politiche - +Europa, Possibile, Radicali italiani e Sinistra Italiana - e altri sodalizi), in caso di approvazione si passerebbe dal modello della "indisponibilità della vita", sancito dal codice penale del fascismo nel 1930, al principio della "disponibilità della vita" e dell’autodeterminazione individuale, già introdotto dalla Costituzione repubblicana, ma che ora deve essere tradotto in pratica.

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Il quesito sulla cannabis invece interviene sul Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative. Come prima cosa propone la depenalizzazione della coltivazione e l'eliminazione della  sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori oggi prevista per tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa.

E' promosso da una serie di organizzazioni (Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone) e ha l'appoggio anche dei partiti +Europa, Possibile, Radicali italiani, Sinistra Italiana, Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Europa Verde.

E  la politica, cosa ne pensa?  Sulla cannabis...

La politica dei "grandi" si divide tra chi ha posizioni nette e chi invece ancora non si è esposto. Soprattutto sul tema cannabis. Su questo argomento il centrodestra appare compatto per il "no", con l'eccezione di Forza Italia, dove si registra una spaccatura sul tema. Nei giorni scorsi il presidente della Commissione di vigilanza Rai Alberto Barachini, su sollecitazione del collega di partito Elio Vito, ha chiesto una maggiore esposizione mediatica del quesito visto il grande successo della raccolta firme. Una posizione che stride con quella della maggior parte degli azzurri, in particolare il senatore Maurizio Gasparri, da sempre strenuo oppositore dell'argomento.
Nessun dubbio invece sui "no" di Lega e Fratelli d'Italia.

Il Movimento Cinque Stelle, invece, ha espresso chiaramente la propria posizione. E lo ha fatto attraverso il suo "guru": Beppe Grillo pochi giorni fa è stato protagonista di un video in cui sosteneva il referendum.

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Chi non ha preso una posizione è il Partito democratico. Un silenzio che fa piuttosto rumore, come ha commentato ai microfoni di Radio Radicale il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova

"Mi fa piacere che Grillo sostenga il referendum. Mi stupisce, invece, che su temi come cannabis ed eutanasia legali manchino all’appello le posizioni di partiti importanti. Il silenzio del Pd è assordante"

E in effetti dal partito non arrivano indicazioni. Il segretario Enrico Letta sembra voler temporeggiare e decidere con le Agorà, il nuovo sistema di confronto virtuale impostato dai dem. 

All'interno del Pd (ma anche in altre forze politiche) una vasta corrente preferirebbe la via parlamentare. Dopo due anni di blocco, infatti, la commissione Giustizia alla Camera ha approvato la proposta di testo unificato da utilizzare come testo base, depositata a metà luglio da Mario Perantoni del M5S in materia di cannabis.  Il centrodestra (tranne Elio Vito) si è opposto, Italia Viva si è astenuta, tutti gli altri hanno votato a favore.

Nel dettaglio è consentita ai maggiorenni la coltivazione e la detenzione per uso personale di non oltre 4 femmine di cannabis, idonee e finalizzate alla produzione di sostanza stupefacente. Naturalmente fuori dai casi in cui sia previsto l’obbligo di autorizzazione del ministero della Sanità per la coltivazione e l’immissione in commercio. Dall'altro lato aumenta le pene previste per la partecipazione ad associazioni finalizzate allo spaccio e stabilisce un’attenuante ad hoc per chi concorra all’identificazione o alla cattura dei concorrenti o associati, aiutando la polizia o l’autorità giudiziaria.

Il quesito referendario invece  va oltre e chiede di eliminare il reato di coltivazione, rimuovere le pene detentive per qualsiasi condotta legata alla cannabis e cancellare la sanzione amministrativa del ritiro della patente.

... e sull'eutanasia

Sull'eutanasia, invece, le posizioni sono meno nette e c'è più immobilismo. Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle non si sono ufficialmente esposti a livello nazionale, anche se qualche Amministrazione locale ha dato la propria adesione e il sostegno ai gruppi promotori dei banchetti.

Qualcosa però si muove a livello legislativo dopo anni di immobilismo. Il 7 luglio è stato  adottato il testo base di una proposta sul fine vita da parte delle due commissioni congiunte Giustizia e Affari sociali della Camera. Hanno votato a favore PD, M5S, LeU, Italia Viva, Azione e +Europa, mentre ha votato contro il centrodestra.