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Dall'Europa condanna all'Ungheria, ma FdI e Lega stanno con Orban

Il rapporto del Parlamento europeo parla di "regime ibrido di autocrazia elettorale". Scatteranno ora sanzioni per Budapest?

Dall'Europa condanna all'Ungheria, ma FdI e Lega stanno con Orban
Politica 16 Settembre 2022 ore 14:31

Dall'Europa, dal Parlamento europeo, è arrivata la condanna all'Ungheria, ma FdI e Lega stanno con il presidente Viktor Orban.

I rappresentanti europei dei due maggiori partiti della nostra coalizione di Centrodestra hanno infatti votato contro il rapporto arrivato appunto sugli scranni del Parlamento europeo dove di fatto l'Ungheria non viene più considerata una democrazia.

Un documento dove il Governo di Budapest viene definito come "una minaccia sistemica" e un "regime ibrido di autocrazia elettorale".

Europa contro Orban, FdI e Lega no

Il rapporto nei suoi contenuti ha avuto 433 voti a favore e 123 contrari.

Dai banchi di chi ha votato a favore del documento è stato evidenziata la necessità di una condanna all'azione governativa di Budapest e che viceversa un atteggiamento tentennante o di tolleranza legittimerebbe di fatto "possibili "violazioni del principio dello Stato di diritto".

Ad ogni modo, il rapporto è stato invece bocciato dai deputati conservatori e di Destra, Identità e Democrazia (ID) e i Conservatori-Riformisti Europei (ECR), banchi del parlamento dove appunto siedono militano i rappresentanti di Lega e Fratelli d'Italia che però hanno espresso un voto di astensione.

Il "monitoraggio" sull'Ungheria, da quattro anni l'Europa vigila su Budapest

Il "monitoraggio" dell'Europa sull'Ungheria si trascina da ormai quattro anni, dal 2018 quando l'Ue ha iniziato a vigilare su 12 aree dell'azione governativa di Budapest.

Secondo quanto emerso dal rapporto, i timori che si erano manifestati quattro anni fa giustificherebbero ora anche maggiori preoccupazioni.

"Una piccola Russia nell'Unione europea", recita un passaggio del rapporto presentato al Parlamento europeo a indicare come l'Ungheria spesso e volentieri vada per la sua strada e, in tempi recenti, abbia del resto ostacolato proprio l'adozione di sanzioni contro Mosca dopo l'invasione in Ucraina.

Cosa accadrà ora?

Se il voto espresso ieri dal Parlamento europea si concretizzerà nelle sue forme più incisive proprio per la stessa Ungheria ora potrebbero prospettarsi delle sanzioni.

Ma non solo. Addirittura si potrebbe arrivare alla sospensione del diritto di voto in Aula. 

La nota di Fratelli d'Italia e la stoccata di Berlusconi

Nel frattempo, proprio da Fratelli d'Italia è arrivata una nota nel tentativo di placare le tensioni e "provare ad avere una visione più oggettiva ed equilibrata":

"Un prerequisito di questo rapporto dovrebbe essere l'obiettività, l'uso di criteri chiari e la stretta aderenza ai fatti, ma ciò ancora una volta non è accaduto. Si tratta dell'ennesimo attacco politico nei confronti del legittimo governo ungherese, in una fase difficile per l'Europa nella quale a tutti i livelli si dovrebbe perseguire la strada dell'unità e non quella della polarizzazione per motivi ideologici".

Anche Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia ha commentato il passaggio al Parlamento europeo con una vera e propria stoccata (minaccia):

"La nostra presenza nel governo è garanzia assoluta che sarà liberale, cristiano, europeista e atlantista. Se questi signori, i nostri alleati, di cui ho fiducia e rispetto, dovessero partire per direzioni diverse noi non ci staremmo".

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