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Cambiano le frequenze

Non vedete più i canali Rai? Il calendario delle risintonizzazioni provincia per provincia

Dopo Sardegna e Valle d'Aosta, tocca al Piemonte e alla Lombardia. Poi via via tutte le altre regioni.

Non vedete più i canali Rai? Il calendario delle risintonizzazioni provincia per provincia
Glocal news 18 Gennaio 2022 ore 10:07

E' capitato all'inizio dell'anno ai telespettatori della Valle d'Aosta e sta succedendo in questi giorni in alcune zone del Piemonte. Ma via via coinvolgerà tutta Italia. E' in corso la risintonizzazione delle frequenze dei canali Rai a seguito della "rivoluzione" del digitale terrestre.

Ecco perché non vedete più i canali Rai

Il "rischio" è di non trovare più i canali Rai tra qualche giorno. Ma non dovete spaventarvi, perché basterà risintonizzare l'apparecchio per far tornare tutto come prima.

Quasi tutti i televisori recenti in realtà hanno ormai la risintonizzazione automatica, quindi l’apparecchio cercherà i nuovi canali non appena verranno spostati senza bisogno di intervento da parte dell'utente. Se invece il TV non ha la risintonizzazione automatica o l’avete esclusa dalle impostazioni, bisognerà risintonizzare manualmente i canali. Un'operazione che vi costerà qualche minuto, ma che vi permetterà di ripristinare la "normalità".

Il calendario delle risintonizzazioni

Di seguito il calendario delle risintonizzazioni a livello regionale.

  • 10-18 gennaio — Piemonte Occidentale (Torino, Cuneo e relative province, Langhe e Roero - parte provincia di Asti)
  • 19 gennaio — Versante piemontese Appennino ligure (parte della provincia di AL), Val Tidone (parte della provincia di Piacenza)
  • 20 gennaio - 9 febbraio — Alpi Biellesi, Valsesia, Verbano Cusio Ossola, Vergante (parte delle province di: VB, VC, BI, NO); Sondrio e provincia, Alpi e Prealpi lombarde (parte delle province di: VA, CO, BG, LC, BS), sponda veneta del Lago di Garda (parte della provincia di VR)
  • 10-14 febbraio — Bolzano e provincia
  • 15-23 febbraio — Trento e provincia
  • 24-28 febbraio — Belluno e provincia e Prealpi Vicentine (parte della provincia di VI) e Prealpi trevigiane (parte della provincia di TV)
  • 1 marzo — Montagna pordenonese, Carnia, Canal del Ferro - Valcanale (parte della provincia di: UD e PN)
  • 2-4 marzo — Alto Appennino Emiliano-Romagnolo e Medio Appennino Forlivese Cesenate (parte delle province di: PR, RE, MO, BO, RA, FC)
  • 7 -11 marzo — Monferrato (parte delle province di: AT, AL) Pianura Padano Veneta e Friulana (parte delle province di: TO, BI, VC, NO, AL, PV, MI, VA, CR, MB, CO, BG, LC, BS, LO, MN, PC, PR, VR, RE, MO, BO, FE, FC, RA, RO, PD, VI, TV, VE, PN, UD, GO, TS)
  • 14 marzo — Alto Appennino Forlivese e Cesenate (parte della provincia di FC), Rimini e provincia

Da marzo a maggio toccherà poi a Abruzzo, Marche, Basilicata, Puglia, Molise, Calabria e Sicilia

Da maggio a giugno il percorso si completerà con Liguria, Toscana, Lazio, Umbria e Campania.

In Sardegna e Valle d'Aosta, invece, il procedimento è già stato completato.

Cosa cambia dall'8 marzo

L’8 marzo 2022, invece, le emittenti televisive nazionali provvederanno a dismettere la codifica di trasmissione Mpeg-2 ed attivare in tutto il Paese la codifica Mpeg-4 sullo standard tecnologico DVBT, che consentirà di vedere i programmi in alta qualità solo per chi ha un televisore che supporta questa tecnologia. Fino al 31 dicembre 2022 le emittenti televisive nazionali potranno continuare comunque a trasmettere simultaneamente con entrambe le codifiche, ma sui numeri del telecomando da 1 fino a 9 ci saranno i canali con la nuova codifica.

Come verificare se la vostra tv è compatibile

Vediamo prima di tutto quali sono i canali "scomparsi". Si tratta di Rai 4, Rai 5, Rai Movie, Rai Yoyo, Rai Sport +Hd, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Premium e Rai Scuola per la Tv di Stato, e di TgCom24, Italia 2, Boing Plus per Mediaset, Radio 105, R101 Tv e Virgin Radio Tv. Ma questi canali non sono spariti, sono semplicemente disponibili oggi soltanto in alta definizione (Hd).

Ma cosa dobbiamo fare per continuare a vederli? Innanzitutto è necessario verificare di avere un televisore o un decoder compatibile. Per farlo è sufficiente sintonizzarsi su un canale ad alta definizione, ad esempio 501 (Raiuno Hd), 505 (Canale 5 Hd) o 507 (La7 Hd). Se lo vediamo significa che per continuare a vedere i 15 scomparsi occorre semplicemente risintonizzare la televisione.

Se non lo vediamo, proviamo a risintonizzare.  La prima cosa da fare è premere il tasto Menu sul telecomando  e andare sulla  ricerca canali. A quel punto verrà richiesto di scegliere il tipo di ricerca: bisogna selezionare "automatica". Una volta fatto la televisione (o il decoder) procederà con l'aggiornamento e se l'operazione sarà andata in porto vedremo i canali Hd.

E se invece non li vedo?

Nel caso in cui invece anche con questo passaggio non si riescano a vedere i canali, allora sarà presto necessario procedere con l'acquisto di un decoder o di una nuova televisione. Perché quello di oggi è solo il primo passaggio. Con il secondo infatti si passerà   dal sistema Dvb-T al Dvb-T2,  e tutti i vecchi canali saranno "spenti".

Il secondo passaggio

Se invece sarete riusciti a completare questo passaggio, però, non vuol dire che automaticamente potrete fare anche quello successivo. Anche in questo caso c'è un test che possiamo già fare. Per sapere se il nostro apparecchio è compatibile possiamo vedere due canali "test": si tratta del 100 per la Rai e del 200 per Mediaset. Se aprendoli ci compare la scritta "Test HEVC Main10"  non dovremo preoccuparci di nulla. Se invece non apparirà, allora dovremo procedere con una nuova Tv. Ma senza fretta: il cambiamento avverrà solo entro gennaio 2023.

I bonus del Mise

Per chi dovrà cambiare il televisore, il Ministero dello Sviluppo economico ha messo a disposizione due bonus (cumulabili tra loro). Si tratta del bonus rottamazione Tv, che prevede uno sconto del 20% fino a un massimo di 100 euro dando indietro il vecchio apparecchio per sostituirlo con uno nuovo, e del bonus Tv Isee, che scala fino a 30 euro da televisore o decoder acquistato se l'indicatore Isee è pari o inferiore a ventimila euro.

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