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Cosa si sa della variante Covid creata in laboratorio mortale all'80%

Si chiama Omicron-s, otto topi su dieci infettati sono morti. Si sta giocando con il fuoco?

Cosa si sa della variante Covid creata in laboratorio mortale all'80%
Esteri 26 Ottobre 2022 ore 09:05

Un team di ricercatori ha creato un virus ibrido aggiungendo a Covid-19 originale la proteina spike della variante Omicron, per testare a cosa sia dovuta la patogenicità delle ultime varianti in circolazione (cioè la capacità di un microrganismo di creare un danno).

L'hanno chiamata Omicron-S e il suo tasso di mortalità sui topi è di gran lunga maggiore rispetto alla "classica" Omicron: parliamo dell'80%.

Legittimo dunque chiedersi: si sta giocando con il fuoco o si tratta di un passaggio fondamentale e irrinunciabile per la scienza medica?

Variante Covid altamente letale creata in laboratorio

Succede alla Boston University dove, in un laboratorio di sicurezza tre (per la cronaca il massimo è il quarto livello) si è manipolata la variante Omicron, andando a crearne una versione sintetica altamente letale: 8 topi su 10 entrati in contatto sono infatti morti. Ovviamente, ciò non significa che per gli umani sarebbe lo stesso, ma è comunque un indicatore di allarme non indifferente.

Il lavoro di ricombinazione degli scienziati

Le polemiche

Come era prevedibile non sono poche le polemiche montate in seguito alla diffusione della notizia dell'esperimento in atto. Il timore principale, infatti, è per la salute pubblica nello sciagurato (non altamente probabile, va ribadito) caso in cui il virus dovesse fuoriuscire dall'ambiente controllato. Ma non solo.

L’esperimento avvenuto al National Emerging Infectious Diseases Laboratories dell’università di Boston è sotto accusa anche per un altro motivo. Gli scienziati responsabili non avrebbero concordato le loro intenzioni con il National Institute of Allergy and Infectious Diseases: l’agenzia, che aveva preso parte al finanziamento del progetto, dichiara di essere venuta a conoscenza del lavoro solamente attraverso i media, perché nella richiesta di finanziamento non vi erano dettagli sull’esperimento. L’agenzia dovrebbe essere interpellata, invece, ogni qual volta si conduca un esperimento che possa aumentare il potere pandemico di un virus. E, ovviamente, seguire il protocollo stabilito dall’ente.

Il direttore esecutivo della sicurezza pubblica Tom Robbins spiega in questo video come la tecnologia di sicurezza, il personale e le procedure di punta del NEIDL proteggano ricercatori, dipendenti e la comunità in generale.

A che scopo?

Veniamo dunque al secondo punto: perché?

Come sappiamo Omicron è altamente trasmissibile anche per coloro che sono vaccinati o guariti. Quasi sempre, però, i sintomi sono più lievi rispetto a quelli di molte delle varianti precedenti. I ricercatori si sono chiesti quale ruolo giochi la proteina spike, isolando così quella presente sulla variante Omicron e applicandola alla prima variante del virus, quella di Wuhan, creando così un nuovo ibrido.

Lo scopo era determinare se le mutazioni nella proteina spike di Omicron fossero responsabili della capacità di questa variante di aggirare il sistema immunitario da una parte, e della minore gravità dei sintomi associati a Omicron dall’altra.

Comparazione tra: variante di Wuhan, variante Omicron e Omicron S (creata in laboratorio)

Come anticipato ne è emerso che Omicron creata in laboratorio è molto più letale di Omicron "naturale" ma meno della variante di Whuan. Secondo gli scienziati, questi risultati indicano che la proteina spike potrebbe essere responsabile della capacità del virus di eludere l'immunità delle persone anche se vaccinate o guarite, ma non sarebbe responsabile della diminuzione della letalità della variante Omicron, da ricercarsi in altre strutture e caratteristiche del virus.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati in un articolo di preprint non sottoposto a peer review, che significa che manca ancora una revisione paritaria di altri esperti.

(copertina by Tim Llewellyn for Boston University Photography)

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