Poche ore ancora e poi scadrà lo sconto sulle accise sui carburanti. La deadline è fissata a venerdì 22 maggio 2026, data che il Governo aveva deciso dopo la fine del primo provvedimento attuato per contenere il costo di benzina e diesel a seguito della crisi energetica in Medio Oriente dovuta alla guerra Stati Uniti-Iran.
Ma dal fronte del conflitto e del blocco dello Stretto di Hormuz, dove transitano le navi che portano rifornimenti di petrolio in tutto il mondo, non ci sono buone notizie, motivo per cui è ancora previsto un alto prezzo dei carburanti alla pompa. Per questo motivo, già da venerdì 22 maggio 2026, contemporaneamente allo scadere del secondo taglio di accise, è prevista una discussione in Consiglio dei Ministri per approvare un nuovo decreto sui carburanti.
Nuovo taglio accise: quanto sarà e quanto durerà
A dichiararlo è stato Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, interpellato sul tema a margine della sua partecipazione al G7 Finanze e Banche centrali di Parigi:
“Saranno presi provvedimenti sicuramente su autotrasporto e trasporto pubblico locale. Per rinnovare lo sconto sulle accise stiamo lavorando sulle coperture”, impresa “che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto di Stabilità“.

Su questo punto, infatti, Giorgetti continua a lavorare affinché si possa aprire una via nelle regole fiscali comunitarie, in modo tale da gestire le ricadute a lungo termine della crisi mediorientale sull’economia e sui prezzi dell’energia per imprese e famiglie.
Nel frattempo, per il decreto di venerdì 22 maggio 2026, l’Italia dovrà fare ancora da sé, attingendo risorse domestiche (Il Sole 24 Ore scrive che si darà caccia in Ragioneria generale) per consentire un nuovo taglio delle accise.
Dalle prime indiscrezioni, la riduzione potrebbe essere uguale a quella attuata nella seconda tornata di sconti, cioè 6,1 centesimi al litro per la benzina e 24,4 solo per il gasolio (Iva compresa), con l’obiettivo di mantenerli fino all’8/9 giugno 2026.
In Italia, come riferiscono i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in data mercoledì 20 maggio 2026, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,961 euro al litro per la benzina e 1,980 euro al litro per il gasolio.
Trasporto pubblico locale e autotrasporti
Questa proroga costerebbe 260 milioni di euro e rientrerebbe in un provvedimento più ampio da 400 milioni di euro che comprende anche trasporto pubblico locale (TPL) e autotrasporti. Per il TPL c’è l’ipotesi di un finanziamento aggiuntivo al fondo nazionale: oggi vale 5,27 miliardi di euro, tuttavia, secondo le stime Asstra, avrebbe bisogno di altri 800 milioni di euro.
Ma il decreto di venerdì potrà coprire solo una piccola parte di questa somma, perché la maggior parte delle risorse, nei piani governativi, dovranno essere messe sugli autotrasporti, nel tentativo di scongiurare lo sciopero del settore previsto per la prossima settimana (dal 25 al 29 maggio 2026, infatti, è stato programmato un fermo nazionale di 120 ore dei servizi di autotrasporto merci conto terzi). In tal senso, si pensa a una proroga del credito d’imposta introdotto per tre mesi lo scorso marzo con 100 milioni di euro
Deroga al Patto di Stabilità, Bruxelles non chiude
Valdis Dombrovskis, commissario europeo all’Economia, ha fatto sapere che la situazione è sotto attento monitoraggio e che si continua “a valutare quale tipo di risposta richieda e richiederà, ed è in questo spirito che stiamo anche esaminando la richiesta dell’Italia“.
Dall’UE, quindi, non arriva un no secco alla proposta di estendere all’energia il via libera preventivo alle clausole di salvaguardia nazionali (cosa che era successa l’anno scorso per la difesa). Giorgetti, in tal senso, ha dichiarato che continuerà a confrontarsi sulla faccenda in tutte le sedi utili e necessarie.
“Non c’è solo la deroga; ci sono tante vie per arrivare al risultato e le stiamo esplorando tutte” ha riferito il ministro.