Economia
gli effetti (in ritardo) del decreto

Perché in alcuni distributori la benzina costa ancora più di 2 euro al litro (e non è colpa del gestore)

A fare i prezzi non sono i singoli impianti, ma la situazione dovrebbe risolversi nelle prossime ore.

Perché in alcuni distributori la benzina costa ancora più di 2 euro al litro (e non è colpa del gestore)
Economia 23 Marzo 2022 ore 07:31

Tutti aspettavano l'entrata in vigore del decreto del 18 marzo con lo sconto sulla benzina. Ma martedì 22 marzo 2022, giorno dell'effettiva entrata in vigore, molti sono rimasti delusi. Perché, una volta arrivati a fare il pieno, si sono ritrovati ancora con la benzina che costava (e costa) più di euro al litro. E gli effetti dello sconto, che fine hanno fatto? Perché in alcuni distributori la benzina costa ancora come prima? La situazione dovrebbe normalizzarsi nelle prossime ore.

Perché in alcuni distributori la benzina costa ancora più di 2 euro al litro

A dare una spiegazione  è stato Giuseppe Sperduto, presidente Faib (Federazione autonoma italiana benzinai) della Confesercenti, ospite della puntata di martedì sera di Focus economia, su Radio 24. Si tratterebbe - secondo Sperduto - di una questione semplicemente di comunicazione.

"Il prezzo non è compito del gestore. Gli impianti sono per la  maggior parte informatizzati: dunque la compagnia petrolifera (o il privato) trasmette al gestore l'aumento o la diminuzione del prezzo. Non c'è nessuna forma di illegalità: chi non è intervenuto è perché non ancora ricevuto la comunicazione da chi può agire sul prezzo, che non è il singolo gestore".

"Il gestore guadagna 3 centesimi al litro e siamo i primi a essere felici di questo intervento del Governo. Lavorando a margini fissi e non a percentuale, più il prezzo si abbassa più il cliente ha capacità di acquisto e anche il gestore guadagna. Quei gestori che hanno ancora il prezzo alto stanno scalpitando affinché arrivi la comunicazione di abbassamento del costo".

La questione scorte e le discrepanze

Alla vigilia dell'entrata in vigore del decreto, le associazioni di categoria avevano sottolineato il problema delle "scorte", pagate dai distributori con il prezzo "pieno", e dunque con la necessità di rivenderle alla stessa maniera. Ma quando si trattava di far salire il prezzo gli aumenti erano rapidi...

C'è poi il caso di distributori della stessa compagnia con prezzi diversi (alcuni pre altri post decreto). E nel consumatore la domanda "come mai?" è più che legittima.

"In questo caso il singolo gestore non è stato raggiunto dalla comunicazione dell'azienda perché l'impianto non è ancora gestito da remoto. Nella mia attività oggi (martedì, ndr) è stato cambiato il prezzo alle 13.15 e lo ha cambiato direttamente la compagnia. A 800 metri da me c'è un altro distributore che non è ancora informatizzato e dunque dovrà attendere la mail della compagnia, che gestisce anche la differenza di prezzo da impianto a impianto, anche sotto lo stesso marchio".

"Questo avviene anche quando il prezzo sale. La difficoltà sta nel fatto che il decreto è stato pubblicato dopo la mezzanotte del 21 e molti non ne erano neppure informati".

La questione però dovrebbe risolversi nelle prossime ore:

"Entro domani (mercoledì 23, ndr) tutti si saranno adeguati sicuramente".

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