È un pacchetto di tagli e crediti di imposta che punta a contenere l’impatto dei rincari sui costi di trasporto e garantire stabilità alla filiera logistica, quello approvato ieri in serata dal Governo.
Fino al 6 giugno 2026, prorogato il taglio delle accise sui carburanti, che si riduce da 20 a 10 centesimi al litro per il gasolio, mentre rimane di 5 centesimi per la benzina.
Per l’autotrasporto, stanziati 300 milioni di euro sotto forma di crediti di imposta, 100 milioni già previsti, mentre i restanti 200 milioni sono risorse nuove che l’esecutivo reperirà dall’ex gettito IVA, da multe dell’Antitrust e da tagli vari.
Per il rimborso trimestrale delle accise, l’esecutivo si è impegnato a dimezzare da 60 a 30 giorni il termine e a valutare una limitata sospensione dei versamenti di alcune imposte e contributi.
Stanziati infine 80 milioni per il trasporto pubblico locale.
Nuovo taglio accise: quanto sarà e quanto durerà
In Italia, come riferiscono i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in data mercoledì 20 maggio 2026, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,961 euro al litro per la benzina e 1,980 euro al litro per il gasolio.
Ieri, venerdì 22 maggio 2026, scadeva lo sconto sulle accise sui carburanti. Dopo la fine del primo provvedimento, il governo ha scelto questa data per contenere il costo di benzina e diesel a seguito della crisi energetica in Medio Oriente dovuta alla guerra Stati Uniti-Iran.
Ma dal fronte del conflitto e del blocco dello Stretto di Hormuz, dove transitano le navi che portano rifornimenti di petrolio in tutto il mondo, non ci sono buone notizie, motivo per cui è ancora previsto un alto prezzo dei carburanti alla pompa.
Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, interpellato sul tema a margine della sua partecipazione al G7 Finanze e Banche centrali di Parigi:
“Saranno presi provvedimenti sicuramente su autotrasporto e trasporto pubblico locale. Per rinnovare lo sconto sulle accise stiamo lavorando sulle coperture”, impresa “che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto di Stabilità“.

Deroga al Patto di Stabilità, Bruxelles non chiude
Su questo punto, infatti, Giorgetti continua a lavorare affinché si possa aprire una via nelle regole fiscali comunitarie, in modo tale da gestire le ricadute a lungo termine della crisi mediorientale sull’economia e sui prezzi dell’energia per imprese e famiglie.
Valdis Dombrovskis, commissario europeo all’Economia, ha fatto sapere che la situazione è sotto attento monitoraggio e che si continua “a valutare quale tipo di risposta richieda e richiederà, ed è in questo spirito che stiamo anche esaminando la richiesta dell’Italia“.
Dall’UE, quindi, non arriva un no secco alla proposta di estendere all’energia il via libera preventivo alle clausole di salvaguardia nazionali (cosa che era successa l’anno scorso per la difesa). Giorgetti, in tal senso, ha dichiarato che continuerà a confrontarsi sulla faccenda in tutte le sedi utili e necessarie.
“Non c’è solo la deroga; ci sono tante vie per arrivare al risultato e le stiamo esplorando tutte” ha riferito il ministro.