Un altro allarme

Crisi Iran, pericolo effetti anche sul prezzo dell’acqua minerale: rischio aumenti fino a 6 centesimi a bottiglia

Il Codacons segnala incrementi dei costi della plastica: "Possibili conseguenze su bevande e forniture nei supermercati"

Crisi Iran, pericolo effetti anche sul prezzo dell’acqua minerale: rischio aumenti fino a 6 centesimi a bottiglia

Non solo i costi per le imprese o i rincari sugli alimentari. La crisi in Medio Oriente potrebbe avere ripercussioni dirette anche sui beni di largo consumo. Secondo le stime, il prezzo dell’acqua minerale (in copertina: immagine di repertorio) potrebbe aumentare fino a 5-6 centesimi a bottiglia da 1,5 litri, con un impatto complessivo di circa 606 milioni di euro annui per i consumatori italiani.

L’aumento medio previsto si attesta intorno al +20% per l’acqua minerale e al +10% per altre bevande.

Aumenti nella filiera

Lo afferma il Codacons, che è entrato in possesso di alcune comunicazioni formali di aggiornamento al rialzo dei prezzi da parte dei produttori di plastica per bottiglie, tappi, etichette e film utilizzati per l’acqua minerale e le bevande in generale. Tali richieste sono motivate dall’aumento dei costi energetici e logistici legati al contesto geopolitico internazionale.

In diversi casi, le aziende hanno introdotto nuove voci di costo, come la cosiddetta “War Med Surcharge”, applicata in percentuale e con effetto immediato. Altri operatori segnalano rincari tra il 10% e il 15% sui materiali plastici e sui trasporti.

Richiesta di controlli all’antitrust

La vicenda è ora all’attenzione dell’Antitrust, dopo un esposto presentato dal Codacons. L’associazione chiede di verificare la legittimità degli aumenti e l’eventuale presenza di pratiche speculative a danno dei consumatori.

Secondo quanto emerso, molte comunicazioni dei fornitori presentano motivazioni simili e richieste uniformi, facendo ipotizzare un adeguamento generalizzato dei prezzi lungo tutta la filiera.

Rischio forniture

Oltre agli aumenti, si profila anche il rischio di carenze nei prodotti sugli scaffali. Alcune aziende avrebbero infatti paventato la possibilità di sospendere le forniture in caso di mancata accettazione delle nuove condizioni economiche.

Questa situazione potrebbe tradursi in difficoltà di approvvigionamento proprio con l’arrivo della stagione estiva, periodo di maggiore consumo di acqua e bevande.

Le criticità evidenziate

Il Codacons sottolinea come gli effetti della crisi internazionale sui costi dovrebbero essere progressivi e non uniformi. Per questo motivo, la traslazione immediata e generalizzata degli aumenti sui consumatori finali solleva dubbi sulla proporzionalità delle richieste.

Inoltre, molte delle modifiche riguarderebbero contratti già in essere, configurandosi non come una rinegoziazione ma come un’imposizione unilaterale, spesso accompagnata dalla minaccia di blocco delle consegne.

Se confermati, gli aumenti potrebbero incidere significativamente sul carrello della spesa degli italiani. L’effetto combinato tra rincari e possibili interruzioni delle forniture rischia di generare una nuova pressione sui consumi, già influenzati dall’andamento dei costi energetici e delle materie prime.