L'appello

L’arcivescovo di Bologna Zuppi dopo la morte di Fakir: “Non prevalgano odio e violenza”

Il cardinale invita a evitare strumentalizzazioni mentre la Procura valuta la posizione dei due agenti e dei quattro sanitari coinvolti

L’arcivescovo di Bologna Zuppi dopo la morte di Fakir: “Non prevalgano odio e violenza”

Mentre Bologna resta scossa e protesta in piazza dopo la drammatica morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, avvenuta nel quartiere Pilastro durante un intervento delle forze dell’ordine, l’arcivescovo della città Matteo Zuppi ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e a tutte le persone coinvolte nella vicenda.

Fakir, Zuppi: “No alle strumentalizzazioni”

Non prevalgano l’odio, la violenza, anche verbale e nei social. Non prevalga la strumentalizzazione per nessuna ragione, ma piuttosto il rispetto, il dialogo e la giustizia a cui tutti devono affidarsi nel rispetto del diritto e delle istituzioni”, ha dichiarato Zuppi.

La Cei contro il Governo: "Ha violato gli accordi fra Stato e Chiesa"
Il cardinale Matteo Zuppi

In un comunicato diffuso dall’arcidiocesi, il cardinale ha assicurato la propria preghiera per chi sta vivendo il dolore legato a quanto accaduto, richiamando la necessità di mantenere equilibrio e responsabilità in una fase segnata da forte tensione.

Morto durante l’arresto

La vicenda riguarda l’intervento avvenuto al Pilastro, dove Fakir è morto durante le operazioni di arresto. in seguito alla richiesta di intervento perché era in preda a una crisi psichiatrica e sembrava minaccioso.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato prima colpito con spray al peperoncino e successivamente immobilizzato dagli agenti con le mani dietro la schiena.

Durante le fasi del fermo ha più volte urlato “Aiuto”, fino a perdere conoscenza. La Procura sta ora valutando una ricostruzione più ampia rispetto alle immagini circolate pubblicamente: nel procedimento sono al vaglio la posizione di due agenti e quella di quattro operatori sanitari intervenuti.

Gli scontri e l’appello alla pace

La morte di Fakir ha provocato reazioni nella città, con momenti di tensione culminati negli scontri registrati nella serata di lunedì 20 luglio, a partire dalle 20.30, tra manifestanti e forze dell’ordine.

La protesta, nata inizialmente come iniziativa pacifica, è poi degenerata generando contrapposizioni e un clima di forte agitazione nel quartiere bolognese.

Nel suo intervento, Zuppi ha ribadito il ruolo della Chiesa nel favorire percorsi di confronto e ricomposizione, chiedendo di non abbandonare la ricerca di soluzioni fondate sull’incontro.

“La Chiesa ricorda di non stancarsi di costruire percorsi di pace, di riconciliazione e di incontro affinché prevalga la forza dell’amore che ci viene donato da Gesù, seminatore di bene nel cuore di ogni persona”, ha affermato l’arcivescovo.