ancora morti bianche

Esplosione azienda a Bolzano: non ce l'ha fatta giovane operaio. A Latina muore elettricista 29enne

Sempre a Latina rabbia in piazza, nella giornata di sabato, per la terribile morte di Satnam Singh: emerge che i proprietari dell'azienda, già indagati per capolarato, percepivano anche i fondi europei

Esplosione azienda a Bolzano: non ce l'ha fatta giovane operaio. A Latina muore elettricista 29enne
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Ancora incidenti sul lavoro mortali nel Paese. Bocar Diallo, senegalese di 31 anni, è morto nel reparto grandi ustionati di Verona in seguito all'esplosione all'Aluminium Bozen, di Bolzano, avvenuta nella notte del 21 giugno 2024.

esplosione bolzano
L'azienda di Bolzano sventrata dall'esplosione

Morto sul lavoro anche un elettricista 29enne, a Latina. Amarissima ironia della sorte, proprio mentre Latina è già stata teatro di una grande manifestazione sindacale - nella giornata di sabato 22 giugno 2024 - in seguito alla tragedia del bracciante indiano abbandonato dal suo capo davanti a casa dopo essersi amputato l'arto in un'azienda della zona. I proprietari, indagati per omicidio colposo, avevano già avuto problemi con la legge per accuse di capolarato.

Esplosione in fabbrica a Bolzano: morto operaio 31enne

Erano troppo vaste le ferite che Bocar ha riportato nell'esplosione, nella quale sono rimasti feriti altri compagni di turno. Aveva ustioni sul 57% del corpo. Una vita difficile, arrivato in Italia come profugo, aveva ricevuto asilo politico. A Bolzano si era costruito una nuova esistenza e lavorava in azienda. Viveva nel maso Zeiler, un ex edifico agricolo nel rione Gries, nel quale attualmente trovano accoglienza 28 uomini. Sperava di migliorare le proprie condizioni, ma ha trovato la morte.

I bolzanini che l'hanno conosciuto lo descrivono come un "ragazzo splendido. Tutto lavoro, casa e preghiera".

Altri tre colleghi di lavoro sono tuttora in gravissime condizioni. Preoccupano soprattutto le condizioni del caposquadra, Artan Vila, 48 anni, ricoverato a Milano. Gli altri si trovano a Verona e in Baviera. Dopo l'incidente Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato per lunedì 24 giugno uno sciopero di 8 ore all'Aluminium e di 4 ore per tutto il settore metalmeccanico in Alto Adige.

L'azienda

La Fiom ha annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento.

"Non si può morire di lavoro! L'abbiamo dovuto dire troppe volte in questi anni", affermano Cgil/Agb e la Fiom/Mav. "E' ora che seguano i fatti. Bisogna assolutamente incrementare la sicurezza per evitare che una tragedia come questa si ripeta". "Auspico che le forze politiche si possano unire, mettendo in campo le iniziative più utili ed efficaci a garantire la massima sicurezza e le più adeguate condizioni a tutela dei lavoratori", dichiara il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Elettricista morto a Latina

Dopo il caso di Satnam Singh, un'altra vittima nel Lazio.

Valerio Salvatore, un elettricista di 29 anni di Roma, è morto cadendo dal tetto di un'azienda a Campoleone, in provincia di Latina, da circa dieci metri di altezza, lo scorso venerdì 21 giugno 2024. Stava svolgendo lavori per sistemare un cavo elettrico su parte del tetto del capannone che, secondo quanto appreso, presentava delle parti in eternit. A un certo punto, per cause al vaglio di chi indaga, il tetto ha ceduto facendo precipitare il lavoratore.

Valerio Salvatore

Nonostante i tentativi di rianimazione, per Valerio non c'è stato nulla da fare. Sul posto, oltre i medici, anche i carabinieri di Lanuvio, il personale del servizio prevenzione e sicurezza del lavoro e della Asl. Adesso si indaga per ricostruire la dinamica della tragedia. La procura di Velletri, come atto dovuto per svolgere una serie di indagini, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. 

Valerio viveva con la sua compagna a Roma ed era molto attivo nel volontariato. Anche nel suo caso, tutti lo ricordano come un giovane d'oro.

Il datore di lavoro di Satnam tra capolarato e fondi europei...

Sempre a Latina brucia ancora la tragica morte di del bracciante indiano Satnam Singh. Non solo perché si è trattato dell'ennesimo tragico incidente sul lavoro, ma soprattutto per quanto accaduto dopo, quando Antonello Lovato, figlio di Renzo Lovato, titolare dell'azienda per cui lavoravano in nero il 32enne indiano e la moglie, lo ha abbandonato davanti a casa in condizioni disperate, con un arto amputato.

Renzo Lovato

E con il passare dei giorni emergono particolari sempre più sconvolgenti sull'intera vicenda. Come raccontato da Lazio Tv, infatti, Renzo Lovato è indagato già in un altro procedimento per caporalato.

L'azienda Lovato

Lovato è sospettato di avere sottoposto “i lavoratori, almeno sei, a condizioni di sfruttamento”. I fatti contestati si riferiscono a un arco temporale che va dal novembre 2019 al maggio 2020. Durante questo periodo l’uomo avrebbe approfittato dello stato di bisogno dei lavoratori corrispondendo loro una retribuzione inferiore a quella stabilita dal contratto nazionale.

Inoltre, avrebbe violato la “normativa sull’orario di lavoro, sulla sicurezza e sull’igiene dei luoghi di lavoro” e avrebbe sottoposto i lavoratori “a condizioni di lavoro e a situazioni alloggiative degradanti”.

Guarda il video servizio di Lazio Tv, una delle televisioni del nostro gruppo editoriale Netweek:

L'indagine in corso, peraltro, non ha impedito all'imprenditore di ricevere fondi dell’Unione Europea per il suo settore. Mentre la truffa all’Inps funzionava così: si assumevano i lavoratori che venivano fatti lavorare per i giorni necessari a maturare il sussidio di disoccupazione. Poi si licenziavano per finta e li si teneva a lavorare alle stesse condizioni.

Morte del bracciante Satnam, i vicini smentiscono i titolari: "Noi abbiamo chiamato i soccorsi, scappati perché era in nero"
I vicini di "Navi", i primi a chiamare l'ambulanza, smentiscono la versione dei Lovato

Lovato senior nei giorni scorsi era finito nella bufera per aver definito l'incidente figlio di una "leggerezza" della vittima.

"Avevamo avvisato il lavoratore di non avvicinarsi al mezzo, ma lui ha fatto di testa sua, leggerezza purtroppo. Il dispiacere c'è perché è morto un ragazzo sul lavoro, ma questa leggerezza è costata a tutti", ha dichiarato.

L'ingresso dell'abitazione dove la vittima è stata abbandonata

Per la morte del giovane bracciante indiano è indagato dalla Procura di Latina per omesso soccorso il figlio Antonello Lovato. Sarebbe stato lui a caricare il ragazzo amputato sul furgone per poi abbandonarlo davanti alla sua abitazione, come racconta la vicina, che ha poi chiamato i soccorsi. Né i caporali né gli altri braccianti avrebbero chiamato l'ambulanza, per almeno due ore, che potrebbero essere state fatali per l'indiano.

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