Giovedì 7 maggio 2026 è il giorno di Marco Rubio a Roma. Il Segretario di Stato degli USA incontrerà prima Papa Leone XIV e il cardinale Pietro Parolin, Segretario dello Stato Vaticano, e poi, nella giornata di venerdì 8 maggio 2026, la Premier Giorgia Meloni e i ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani.
Questa due giorni servirà da un lato per discutere col nostro Paese riguardo al coordinamento sulla stabilizzazione del Libano, dall’altro per rinsaldare i rapporti diplomatici che legano gli Stati Uniti al Vaticano e all’Italia, incrinati nell’ultimo mese dagli attacchi a ripetizione di Donald Trump che ha criticato sia il Pontefice, sia la nostra Presidente del Consiglio.
In sostanza, il primo, che a più riprese ha richiamato alla pace, è stato accusato dal capo della Casa Bianca di volere che l’Iran si doti dell’arma nucleare, mentre alla seconda è stato contestato il mancato appoggio pratico alle operazioni militari contro la Repubblica Islamica.
Nuovo attacco di Trump
Ma proprio alla vigilia della visita italiana di Rubio, il Presidente degli Stati Uniti è rimasto fermo sulla sua linea di “opposizione”. Martedì 5 maggio, Trump aveva detto in un’intervista a Salem News:
“Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa”.

Mercoledì 6 maggio 2026 ha rincarato la dose dal suo Studio Ovale, rispondendo alle domande della stampa:
“Per quanto riguarda il Papa, è molto semplice: che gli piaccia o no, l’Iran non può possedere un’arma nucleare. Sembrava suggerire il contrario, e io dico che non può, perché se ciò accadesse, il mondo intero sarebbe in ostaggio, e noi non permetteremo che accada”.
Parolin aspetta Rubio: “Ascolteremo, iniziativa partita da loro”
Quello che sarà dell’incontro tra Rubio e il Pontefice lo scopriremo solo al termine della giornata. Intanto il cardinale Parolin, intervenuto a margine di un evento all’Augustinianum, ha confermato il faccia a faccia, sottolineando che a volerlo sia stata un’iniziativa da parte degli Stati Uniti:
“Ascolteremo, l’iniziativa è partita da loro. Immagino che si parlerà di tutto quello è successo in questi giorni, ma sì parlerà anche di conflitti, di America Latina e immagino anche di Cuba“.

In merito agli attacchi di Trump a Prevost, il Segretario dello Stato vaticano ha aggiunto:
“Non vorrei entrare in giudizi, in valutazioni personali su questa cosa. Io credo che il Papa fa quello che deve fare: il Papa fa quello che deve fare il Papa, e quindi, attaccarlo in questa maniera o rimproverare quello che mi pare un po’ strano, perlomeno, ecco, un po’ strano”.