Occhio alla scadenza

Isee 2023: quando aggiornare, dove farlo, a cosa serve e quali bonus si possono ricevere

Bonus sociale bollette e assegno unico sono i primi incentivi per i quali serve la dichiarazione aggiornata

Isee 2023: quando aggiornare, dove farlo, a cosa serve e quali bonus si possono ricevere
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Anno nuovo... Isee nuovo. E' tempo di aggiornare l'Indicatore della situazione economica delle famiglie. Una procedura necessaria per non perdere bonus e agevolazioni che soprattutto in tempi di magra fanno parecchio comodo.

Isee 2023: quando aggiornarlo

La data da segnarsi in rosso (e cerchiare più volte) è quella del 28 febbraio 2023. Soprattutto per quanto riguarda l'assegno unico universale per i figli. Nel 2023 scattano infatti tutte le maggiorazioni previste dalla Legge di Bilancio varata dal Governo Meloni. 

A usufruire di una maggiorazione dell'assegno unico piuttosto corposa - pari cioè al 50% del contributo - saranno i nuclei famigliari con tre o più figli di età compresa tra uno e tre anni. C'è però una condizione per ottenere l'aumento: l'Isee del nucleo non deve superare i 40.000 euro. Inoltre, è prevista una maggiorazione del 50% dell'assegno anche per il primo anno di vita del bambino.

Ma la questione riguarda anche coloro che già percepiscono l'assegno unico e che non hanno diritto alle maggiorazioni. Senza l'aggiornamento, infatti, si corre il rischio di ricevere la cifra minima, pari a 50 euro al mese. 

Isee 2023: per cosa serve e per cosa no

Ma l'Isee serve anche per accedere anche ad altre misure di sostegno al reddito. Al contrario di altre procedure, non è però obbligatorio compilarlo.  In particolare, è necessario averlo per le seguenti:

  • Reddito di cittadinanza, per cui l’attestazione Isee non deve superare i 9.360 euro;
  • Carta acquisti, per cui l’attestazione Isee non deve superare i 7.640,18 euro;
  • Bonus sociale luce e gas, per cui l’attestazione Isee non deve superare i 15.000 euro (recentemente il tetto è stato alzato);
  • Agevolazioni acquisto prima casa per under 36, per i quali l’attestazione Isee non deve superare i 40.000 euro;
  • Assegno di maternità erogato dai Comuni, per il quale l’Isee non deve superare i 17.747,58 euro.

Ci sono poi due misure alle quali si accede anche senza Isee, ma averne uno aggiornato permette di godere di contributi maggiori:

  • Assegno unico universale per i figli, per cui con Isee non dichiarato si ricevono 50 euro, con Isee compilato si può arrivare a 175
  • Bonus nido, con Isee inferiore a  25.000 euro l’importo raddoppia, con il rimborso che  può essere di massimo 272,72 euro

Dove fare l'Isee

Per fare l'Isee serve compilare la Dsu, ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica. La Dsu può essere presentata in qualsiasi periodo dell’anno e ha validità fino al 31 dicembre. Si può presentare:

  • online direttamente dall’utente tramite il servizio dell’Inps
  • tramite Caf
  • tramite l’Isee precompilato

I documenti necessari per l’Isee 2023

Per presentare la Dsu, e ottenere l’Isee 2023, bisogna essere in possesso e fornire i seguenti documenti:

  • documento d’identità in corso di validità del dichiarante;
  • tessera sanitaria del dichiarante e dei componenti del nucleo familiare;
  • dati dell’abitazione o copia del contratto di locazione con estremi di registrazione e relative ricevute di pagamento, nel in caso di affitto;
  • targa delle auto, delle moto o dei veicoli posseduti alla data della dichiarazione.

È richiesta anche un documentazione completa riguardo i redditi ma anche le informazioni che relative al patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto al 31 dicembre 2021. Ecco cosa bisogna dichiarare (qualora se ne sia in possesso):

  • saldo contabile dei depositi bancari e postali;
  • estratti conto con giacenza media annuale dei depositi bancari e postali al 31 dicembre 2021;
  • azioni o quote detenute presso società od organismi di investimento collettivo di risparmio;
  • tipologia e numero identificativo del rapporto patrimoniale, codice fiscale dell’istituto bancario o società di gestione del patrimonio, data di apertura ed eventualmente di chiusura dei rapporti patrimoniali;
  • dati del patrimonio immobiliare così come risultanti da visura catastale;
  • patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio presentato ovvero somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti, solo per lavoratori autonomi e società;
  • certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni, e/o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero (fabbricati,
  • terreni agricoli, aree edificabili). Valore IVIE dell’immobili detenuti all’estero;
  • atto notarile di donazione di immobili (solo per le richieste di prestazioni sociosanitarie residenziali);
  • certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto e/o la costruzione degli immobili di proprietà;
  • targa o estremi di registrazione al P.R.A. di autoveicoli o motoveicoli di proprietà con cilindrata pari o superiore a 500 cc;
  • targa o estremi di registrazione al R.I.D. di navi e imbarcazioni da diporto.

Isee precompilato Inps 2023

L'Inps dà anche la possibilità di usufruire del modello precompilato.  Per farlo, bisogna accedere nell’area personale MyInps e utilizzare il servizio Dsu precompilata, dove l’Inps acquisisce in autonomia i dati necessari al calcolo dell’attestazione.

L’Isee precompilato, infatti, contiene dati autodichiarati dal cittadino ai quali si aggiungono quelli precompilati forniti dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps. Il rilascio dell’attestazione è molto più veloce e si evita di dover cercare la documentazione riferita alla situazione patrimoniale e reddituale, solitamente richiesta da Caf e patronati. Inoltre, confermando i dati presenti nella Dsu precompilata, si evitano eventuali segnalazioni per omissioni o difformità nell’Isee.

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