esami negativi

Hantavirus: altra turista inglese di 20 anni in osservazione all’ospedale Sacco di Milano

La ventenne era sul volo Johannesburg-Amsterdam collegato a un caso confermato di virus Andes. Regione Lombardia: "Accertamenti virologici negativi"

Hantavirus: altra turista inglese di 20 anni in osservazione all’ospedale Sacco di Milano

Un’altra turista britannica è stata rintracciata a Milano e trasferita all’ospedale Sacco per il periodo di osservazione sanitaria legato al focolaio di Hantavirus. Si tratta di una 20enne individuata come contatto di un caso confermato dopo una segnalazione arrivata dalle autorità sanitarie del Regno Unito.

La giovane era a bordo del volo Johannesburg-Amsterdam sul quale era salita anche una donna poi risultata positiva all’infezione da virus Andes e deceduta in Sudafrica. I primi test sulla turista e sulla sua accompagnatrice sono risultati negativi, ma la quarantena resta confermata.

La presa in carico a Milano

La ragazza è stata rintracciata nel capoluogo lombardo nella serata di lunedì 18 maggio 2026. Secondo quanto riferito da Regione Lombardia, è stata subito presa in carico dalle autorità sanitarie e sottoposta agli accertamenti virologici all’ospedale Sacco, centro di riferimento per le malattie infettive. Con lei si trova anche un’accompagnatrice, gestita secondo le stesse procedure.

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha spiegato:

“In applicazione dei protocolli sanitari previsti per i contatti di casi confermati, la turista è stata sottoposta agli accertamenti virologici, risultati negativi, e posta in quarantena presso l’Ospedale Sacco di Milano per il periodo di osservazione sanitaria”.

Hantavirus. altra turista inglese di 20 anni in osservazione all'ospedale Sacco di Milano
Guido Bertolaso

Bertolaso ha poi aggiunto che, anche in questo caso, dopo la segnalazione del Ministero della Salute, la Regione ha agito “tempestivamente” raggiungendo la turista indicata dal Regno Unito.

Non è un caso positivo

Il punto sanitario da chiarire è decisivo: la ventenne non risulta positiva. È considerata un contatto di caso, non una paziente malata. La quarantena viene applicata perché la ragazza ha condiviso un mezzo di trasporto con una persona poi collegata all’infezione. La stessa procedura era già stata adottata nei giorni scorsi per un turista britannico di circa 60 anni, anche lui trasferito al Sacco dopo essere stato identificato come contatto e risultato negativo ai test.

La decisione di mantenere l’isolamento nonostante l’esito negativo degli accertamenti dipende dal periodo di incubazione e dalla natura del focolaio. La circolare del Ministero della Salute prevede infatti una sorveglianza fino a 42 giorni per i contatti ad alto rischio. Inoltre, i test eseguiti durante l’incubazione possono risultare negativi e non escludere del tutto la necessità di monitoraggio successivo.

Il focolaio sulla MV Hondius

La vicenda nostrana si inserisce nel focolaio internazionale collegato alla nave da crociera MV Hondius. Il cluster è stato segnalato all’Organizzazione mondiale della sanità il 2 maggio 2026 e riguarda infezioni da virus Andes, un ceppo di hantavirus. All’11 maggio risultavano nove casi complessivi, di cui sette confermati e due probabili, con tre decessi. A bordo della nave si trovavano 147 persone tra passeggeri ed equipaggio, provenienti da 23 Paesi.

La nave era stata oggetto di attenzione internazionale dopo lo sbarco e il successivo rimpatrio dei passeggeri. Proprio per questo il Ministero della Salute ha attivato il raccordo con i sistemi europei e internazionali di allerta sanitaria, dagli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera al sistema europeo EWRS.

Che cos’è l’Hantavirus

Gli hantavirus sono virus zoonotici, cioè trasmessi dagli animali all’uomo, con serbatoio principale nei roditori. In genere il contagio avviene attraverso inalazione di particelle contaminate da urine, feci o saliva di roditori infetti, oppure più raramente tramite contatto diretto con materiali contaminati. Nel caso del virus Andes, tuttavia, è documentata anche una possibile trasmissione interumana, considerata rara e legata soprattutto a contatti stretti e prolungati.

I sintomi iniziali possono essere poco specifici: febbre, mal di testa, dolori muscolari, disturbi gastrointestinali, stanchezza, vertigini o sintomi respiratori. Nei casi più gravi il peggioramento può essere rapido, con difficoltà respiratoria, coinvolgimento sistemico e necessità di ricovero intensivo. Per questo le autorità sanitarie preferiscono agire con prudenza anche quando i primi test sono negativi.

Il rischio per l’Italia

Il Ministero della Salute e le autorità sanitarie invitano però a evitare allarmismi. Il ministro Orazio Schillaci ha dichiarato nei giorni scorsi:

“Oggi in Italia non c’è alcun pericolo”, spiegando che si tratta di un virus “molto diverso” dal Covid, conosciuto da anni e con “bassa contagiosità”. La valutazione riportata nella circolare ministeriale indica un rischio molto basso per la popolazione generale dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo.

Hantavirus. altra turista inglese di 20 anni in osservazione all'ospedale Sacco di Milano
Ministro Schillaci

Il principale serbatoio naturale del virus Andes è un roditore presente nelle regioni meridionali del Sud America e non presente in Italia. Nel nostro Paese, i casi di hantavirus sono stati storicamente pochi e in genere collegati a esposizioni avvenute all’estero o in aree transfrontaliere.

E’ bene ribadire che la scelta di isolare la turista al Sacco, dunque, non indica la presenza di un focolaio italiano, ma l’applicazione del principio di massima cautela in una catena di contatti internazionale ancora sotto osservazione.