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corsa al test

Di nuovo tutti in coda per il tampone (vaccinati e non): e se sarà obbligatorio per gli eventi rischiamo il caos

In molte farmacie sono già esauriti. E se il Governo dovesse decidere in questa direzione scoppierebbe il finimondo.

Di nuovo tutti in coda per il tampone (vaccinati e non): e se sarà obbligatorio per gli eventi rischiamo il caos
Attualità 22 Dicembre 2021 ore 07:59

Basta passare di fianco a una farmacia o a un centro drive through per capire la differenza. La fila per i tamponi diventa sempre più lunga giorno dopo giorno. E la situazione sembra destinata a proseguire mano a mano che ci si avvicina al Natale.
Nella giornata di martedì 21 dicembre 2021 sono stati ben  851.865, un record.

Vaccinati e non, tutti in coda appassionatamente... per il tampone

Dall'introduzione del Green pass ci eravamo abituati a vedere fuori dalle farmacie code di No vax in attesa del tampone (ogni 48 o 72 ore) necessario per andare sul lavoro. Ma negli ultimi giorni le file sono più lunghe e comprendono anche centinaia di persone. E la spiegazione non è solo nell'avanzare dei contagi dovuto alla variante Omicron.

Con l'avvicinarsi delle feste, molti stanno pensando di sottoporsi a un test rapido per partecipare alla classica cena pre-natalizia con amici, colleghi o compagni di attività sportiva. E nei giorni precedenti il Natale, con la prospettiva del cenone della Vigilia o del pranzo del 25, è facile ipotizzare che le code aumenteranno in maniera esponenziale.

Rischio caos con l'obbligo

In molte farmacie i tamponi sono esauriti da giorni, e molta gente sta ricorrendo agli acquisti on line. Una sorta di psicosi, motivata dalla voglia di affrontare in sicurezza i momenti di socialità pre-natalizi.

Ma cosa succederebbe con l'obbligo di tampone anche per vaccinati per partecipare ai grandi eventi? Il rischio è che milioni di persone si mettano ad affollare le farmacie e gli studi privati alla ricerca di un tampone. Che - va ricordato - fotografa il momento e dunque non ci mette al riparo dal virus. Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiani e della Federazione italiana società scientifiche di laboratorio, ha sottolineato al Corriere come non sia  necessaria la "corsa al tampone" per i non vaccinati, ma che sia una precauzione in caso di comparsa di sintomi o in presenza di un familiare fragile.