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il virus che corre

Quanto ci vuole ad adattare il vaccino Covid alla variante Omicron e quando sarà disponibile

Potrebbe essere pronto prima dell'estate. Ma potrebbe anche non essercene bisogno...

Quanto ci vuole ad adattare il vaccino Covid alla variante Omicron e quando sarà disponibile
Attualità 21 Dicembre 2021 ore 08:40

Sin dalle prime ore dopo la comparsa della variante sudafricana, le aziende farmaceutiche hanno iniziato a lavorare su un possibile adattamento dei vaccini già in circolazione, nel caso in cui la "nuova versione" fosse in grado di "bucare" i sieri. Ma a che punto è il vaccino per la variante Omicron? E quando sarà disponibile?

A che punto è il vaccino per la variante Omicron e quando sarà disponibile

Sia Pfizer che Moderna, le aziende che producono i vaccini a mRna, hanno parlato di un centinaio di giorni per adattare i loro prodotti alla variante sudafricana. Una prospettiva possibile perché i sieri di questo tipo sono "flessibili": basta infatti cambiare solo la molecola di mRna che contiene le informazioni per la produzione della proteina Spike e istruire il sistema immunitario a combattere contro il virus, senza modificare tutto il prodotto.

I tempi dovrebbero essere in realtà un po' più lunghi. In base a ciò che si sa al momento, sono necessari due mesi per sintetizzare e testare il nuovo siero, cui deve seguire almeno un mese di test clinici. E' dunque ipotizzabile che a marzo siano pronte le "armi" per combattere Omicron. Ma poi ci sono alcuni passaggi burocratici da affrontare. Ai tempi per la produzione del vaccino vanno aggiunti quelli per i trial clinici e l'approvazione degli enti preposti (Ema e Aifa). Dunque è pensabile che si arrivi a maggio-giugno. 

Anche se è possibile che le procedure siano più rapide, anche perché non stiamo parlando di vaccini "nuovi", ma di modifiche a sieri già esistenti e approvati. Cosa che potrebbe snellire i tempi.

Corsa contro il tempo

Dunque la situazione non è così semplice. Perché al momento  non ci sono molte informazioni sulla variante Omicron, e i Governi mondiali al momento annaspano tra misure restrittive varie per cercare di contenerla. Ma come ha spiegato il consulente del commissario Figliuolo, Guido Rasi, al momento il rischio è di trovarsi ad affrontare una corsa contro il tempo, perché le forze per sequenziare la variante sono poche e il virus corre.

 Ma potrebbe non essere necessario

In realtà c'è anche la possibilità che il vaccino anti-Omicron non venga affatto prodotto. Questo perché le case farmaceutiche e gli esperti dei Governi coinvolti stanno valutando se sia effettivamente necessaria una nuova versione del siero o se sia sufficiente la dose booster di quelli già esistenti. Pfizer ha già fatto sapere che la terza dose mostra un incremento rilevante degli anticorpi, cresciuti di 25 volte rispetto a dopo la seconda dose. Anche Moderna ha annunciato risultati confortanti: la terza dose (che attualmente è ridotta rispetto alle prime due) incrementa gli anticorpi di 37 volte, che diventano 83 se si somministra la dose normale.

 

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