Attualità
sui social e nelle chat

L'ultima frontiera No vax per avere il Green pass: "Cerco positivo al Covid che mi contagi, pago"

Un uomo di 55 anni è deceduto dopo essersi infettato volutamente. Alcuni trentenni contagiatisi ai Corona Party sono sì guariti, ma ora accusano sintomi di long Covid.

L'ultima frontiera No vax per avere il Green pass: "Cerco positivo al Covid che mi contagi, pago"
Attualità 24 Novembre 2021 ore 12:33

E' proprio vero che tutto dipende da che punto si guardano le cose. La maggioranza delle persone, quantomeno degli italiani considerando il numero dei vaccinati, se sapesse di doversi relazionare a una persona positiva al Covid terrebbe con grande attenzione le distanze e controllerebbe di aver indossato la mascherina correttamente almeno cinque volte. Ma mica tutti sono uguali...e lo stiamo sperimentando. La nuova frontiera dei No vax è la ricerca del positivo a SARS-CoV-2, al pari del Sacro Graal. Il concetto è semplice: "mi contagio, sviluppo gli anticorpi, non ho più l'obbligo di vaccinarmi e così niente più tampone a pagamento e Green pass garantito per qualche mese".

Ovviamente no, non funziona così - vedere alla voce long Covid, rianimazione, compromissione multiorgano non reversibile, danni a lungo termine, complicanze cardiache, psicologiche e via discorrendo fino al rischio, concreto, di decesso - ma per coloro che puntano a schivare il vaccino pare di aver trovato l'Eldorado. E così, oltre all'inquietante fenomeno dei Corona Party (che replicano i già visti varicella o morbillo party, organizzati negli anni scorsi da genitori No vax che puntavano così a far schivare ai figli i sieri contro quelle malattie) dove c'è già scappato anche il morto - si va a cercare privatamente, spesso grazie alle chat Telegram molto frequentate dalla comunità No vax, un positivo al Covid che li contagi.

"Cerco e pago positivo al Covid-19 per contagiarmi"

“Cercasi positivo Covid-19, zona basso Piemonte o Liguria, disposto a immunizzarmi con Covid originale. Anche a pagamento, da concordare. Se interessati passo il mio cell privatamente. Mi serve per lavorare. Attualmente sono sospeso senza paga”.

Questo il tenore di uno dei tantissimi messaggi che si leggono nelle chat dei No Vax. E le zone interessate riguardano tutto il Paese, l'importante è trovare il proprio positivo non troppo fuori porta, perché per contagiarsi non si può prescindere dal contatto fisico.

Lo scopo è prendere il Green pass (ancora di più adesso che varrà solo per vaccinati e guariti, salvo per andare al lavoro).

Grossi rischi per l'incolumità e per il territorio

La pratica dei Corona Party, invece, sta prendendo piede in Alto Adige, Austria e Germania (guarda caso le zone più colpite dalla quarta ondata al momento). L'allerta arriva da Patrick Franzoni, vice coordinatore dell'unità Covid di Bolzano, che ha ammesso che "ci sono giovani, anche di età scolare, che si incontrano con positivi e cercano di acquisire l'infezione, non rendendosi conto che il virus è pericoloso anche nei bambini e nei giovani". In Austria un uomo di 55 anni è morto dopo essersi infettato volutamente. Un medico austriaco ha raccontato al quotidiano Die Presse che alcuni trentenni contagiatisi in queste feste sono sì guariti, ma ora accusano sintomi di long Covid. In Alto Adige, invece, in un'occasione simile si è ammalato anche un bambino, che è finito ricoverato in Pediatria. E sempre nel Bolzanese è boom di scuole "clandestine", dove i bambini non sono costretti a rispettare le restrizioni anti-Covid.

Al di là dei rischi personali - gravissimi, anche nei giovani, che probabilmente si sentono al sicuro dal virus ma in realtà non lo sono - ce ne sono molti anche per il territorio. L'Alto Adige si prepara alla stagione sciistica. Ma se la regione - e con i numeri che ci sono non è un'ipotesi così improbabile - dovesse passare in zona arancione o rossa gli impianti verrebbero automaticamente chiusi. E questo è un lusso che chi vive di turismo non può permettersi. Infine non vanno dimenticate i tanti cittadini che soffrono di patologie croniche e che stanno rimanendo indietro con le cure necessarie a causa della pressione a cui è stato sottoposto il sistema sanitario.