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"I No vax si curano su Google e poi arrivano in ospedale in condizioni già gravi"

Novalesi, Università di Padova: "Basta pensare al cortisonico che, se assunto in tempi sbagliati può essere un fattore aggravante, mentre..."

"I No vax si curano su Google e poi arrivano in ospedale in condizioni già gravi"
Attualità 23 Novembre 2021 ore 11:08

Arrivano in ospedale quando le condizioni sono ormai critiche. Prima di ricorrere alle cure ospedaliere hanno provato a “sconfiggere” il Covid con i rimedi “fai da te” presi da Google.

Rimedi su Google per curarsi dal Covid

Sono in continuo aumento i casi di giovani che arrivano in ospedale positivi al Covid in situazione clinica grave tant’è che si rende necessario intervenire in maniera intensiva. La provincia di Padova è sicuramente quella più colpita in questa nuova ondata Covid, i numeri sono preoccupanti ma lo è ancora di più la “moda” del momento che dilaga tra i No vax, in particolare quelli relativamente più giovani: quella di cercare dei rimedi “fai da te” presi direttamente da Google.

Sono infatti diversi i casi di ragazzi che, una volta scoperto di essere positivi al Coronavirus, decidono di curarsi in modo autonomo, assumendo dei farmaci che secondo qualche fantomatico esperto, sono efficaci. Il tutto letto qua e là, magari incrociando più articoli su non precisati blog.

Massima attenzione, con i farmaci non si scherza

La situazione è sempre più preoccupante e l’allarme arriva direttamente da Paolo Navalesi, direttore dell'Istituto Anestesia e Rianimazione dell'Università di Padova che specifica:

“In questi giorni l’età dei pazienti positivi al Covid in gravi condizioni è sempre più bassa perché si tratta nello specifico di ragazzi non vaccinati che arrivano in Pronto Soccorso già gravi, perché, oltre a non aver deciso di vaccinarsi, si autosomministrano i farmaci in modo del tutto non medicalizzato. Basta pensare al cortisonico che, se assunto in tempi sbagliati può essere un fattore aggravante mentre, se viene assunto nei tempi e nelle dosi giuste, può determinare un miglioramento. Ma ricordo che si tratta di un atto medico e non del frutto di qualche lettura fatta su Google, da informazioni date da non si sa chi, come e quando”.