Timori crescenti in Europa

Allarme negli aeroporti, attese fino a tre ore (grazie ai nuovi controlli EES): “In estate sarà ingestibile”

Lo ha dichiarato al Financial Times Olivier Jankovec, direttore della divisione europea dell'Airports Council International. E già ci sono stati problemi a Linate

Allarme negli aeroporti, attese fino a tre ore (grazie ai nuovi controlli EES): “In estate sarà ingestibile”

In attesa di capire cosa decideranno Iran e Usa sullo stretto di Hormuz, che ricordiamo essere snodo fondamentale per l’economia energetica globale, dato che da lì passano le petroliere che riforniscono di combustibili tutta Europa e il resto del mondo, sugli aeroporti si è acceso da settimane un campanello di allarme (in copertina: immagine di repertorio creata con l’intelligenza artificiale).

Ma alla problematica dell’eventuale carenza di scorte di cherosene, che potrebbe lasciare a terra gli aerei nei prossimi mesi, si è aggiunto un altro fattore finito in questi giorni al centro delle polemiche. Stiamo parlando del nuovo sistema di controlli EES (cioè Entry/Exit System), introdotto lo scorso 10 aprile 2026 dall’Unione Europea e che riguarda chi vola verso il Regno Unito e altre destinazioni extra UE.

Una procedura volta a rafforzare la sicurezza e a contrastare l’immigrazione clandestina, che però, come accaduto recentemente a Linate per un volo diretto a Manchester, potrebbe rappresentare un intoppo non da poco nel regolare svolgimento delle operazioni di controllo documenti negli scali aeroportuali.

“In estate situazione ingestibile”

A parlare di questo scenario, come raccontato in un’intervista al Financial Times, ci ha pensato Oliver Jankovec, cioè il direttore della divisione europea dell’ACI (Airports Council International).

“Nelle prossime settimane, e certamente durante i mesi di punta estivi, questa situazione diventerà semplicemente ingestibile. Stiamo già assistendo a questi tempi di coda, nelle ore di punta, quando il traffico inizia appena ad aumentare”.

L’ACI, infatti, segnala che i passeggeri di aeroporti in Francia, Germania, Belgio, Italia, Spagna e Grecia stanno già riscontrando lunghe attese, anche di tre ore, per i controlli di frontiera con il nuovo sistema EES.

Controlli EES, di cosa si tratta

Ma che cosa riguarda questo nuovo sistema Entry/Exit System (EES)?

Si tratta di una procedura entrata in vigore dal 10 aprile 2026, cioè due giorni prima del caso di Linate, gestita dall’agenzia europea eu-LISA. Una rivoluzione digitale per l’area Schengen (di cui fanno parte 29 Paesi) e che consiste nell’addio al tradizionale controllo manuale dei passaporti.

Tutti i cittadini di Paesi terzi che entrano o escono dall’area Schengen per soggiorni brevi (fino a 90 giorni) devono sottoporsi a una doppia registrazione digitale. Oltre ai dati del documento, infatti, devono essere acquisite anche le impronte digitali e un’immagine facciale biometrica del viaggiatore.

Sulla carta, la Commissione europea ha dichiarato che il sistema impiega 70 secondi per fare tutto, ma nella realtà dei fatti la procedura sta riscontrando dei problemi, a causa di infrastrutture digitali non ancora perfettamente calibrate e personale in fase di adattamento.

I timori

L’ACI, in tal senso, ha riferito che le tempistiche, in questa prima fase, si stanno aggirando intorno ai cinque minuti a persona. Ecco perché i tempi di attesa ai controlli si dilatano. Anche Michael O’Leary, a capo di Ryanair, a inizio aprile aveva criticato questo nuovo sistema, parlando di code fino a quattro ore negli aeroporti europei.

In vista dell’estate, quando è previsto un incremento del flusso di voli in tutto il mondo, il timore è che questo sistema EES possa causare numerosi disagi ai viaggiatori.

Tuttavia, come riferito da un portavoce della Commissione europea al Financial Times:

“Dai primi giorni di piena operatività, possiamo constatare che il sistema funziona molto bene. Nella stragrande maggioranza degli Stati membri non si riscontrano problemi”.

In aggiunta, il rappresentate UE ha detto che laddove ci siano stati problemi, quest’ultimi sono “in fase di risoluzione” e che spetta agli “Stati membri garantire la corretta implementazione dell’EES sul territorio“.