L’Iran potrebbe valutare la possibilità di permettere alle navi di transitare liberamente attraverso il lato omanita dello Stretto di Hormuz, a condizione che venga raggiunto un accordo formale per evitare il ritorno delle ostilità. A riportarlo è stata una fonte informata da Teheran, sottolineando come questa mossa rientri nelle proposte discusse nei negoziati con gli Stati Uniti.

Il blocco e le conseguenze globali
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha provocato la più grave interruzione delle forniture globali di petrolio e gas, a causa del blocco del traffico attraverso lo stretto, dove transita circa il 20% dei flussi mondiali di greggio e gas naturale liquefatto. Dal 28 febbraio, centinaia di petroliere e altre imbarcazioni, con circa 20.000 marittimi, sono rimaste bloccate nel Golfo.
Un cessate il fuoco temporaneo di due settimane, entrato in vigore l’8 aprile 2026, ha aperto la strada a possibili sviluppi diplomatici, anche se il controllo dello Stretto resta un nodo centrale.
Le condizioni di Teheran
Secondo la fonte anonima, l’Iran sarebbe disposto a garantire il passaggio senza ostacoli lungo il lato omanita dello stretto, ma non ha chiarito se ciò includerebbe la rimozione di eventuali mine o se il libero transito possa essere esteso anche alle navi israeliane. La proposta è strettamente legata alla disponibilità di Washington a soddisfare le richieste iraniane.
I membri dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) avevano respinto l’idea di un pedaggio, definendolo un “pericoloso precedente”. La mossa di Teheran sarebbe il primo segnale verso il ripristino dello status quo, regolato da decenni da un sistema di rotte di separazione del traffico adottato dall’ONU nel 1968.
Smentito il prolungamento del cessate il fuoco
Contestualmente la Casa Bianca, nella giornata di ieri, 15 aprile 2026, ha smentito le notizie giornalistiche su una richiesta di proroga del cessate il fuoco, definendole “cattivo giornalismo”. Tuttavia, fonti citate da Bloomberg, Reuters e Associated Press segnalano contatti tecnici e un’intesa di principio su alcuni punti chiave: riapertura della navigazione e arricchimento dell’uranio iraniano.
Pressioni militari
Sul fronte militare, si segnalano possibili movimenti statunitensi nel Medio Oriente, con piani di rinforzo di migliaia di soldati e assetti navali. Attori regionali come Israele e gruppi come Hezbollah intensificano le proprie attività, mentre organizzazioni internazionali segnalano difficoltà logistiche e rischi per i civili.
Stati Uniti e Iran potrebbero tornare a incontrarsi già la prossima settimana, ancora a Islamabad, per un nuovo round di negoziati. Lo riferisce Sky News, citando un’indiscrezione simile del Wall Street Journal, che parla di un accordo “di principio” per un nuovo incontro, anche se restano da definire data e dettagli logistici.