Una domenica 12 aprile 2026 da incubo per l’aeroporto di Linate, per la compagnia low-cost Easy Jet e per 121 passeggeri del volo diretto a Manchester (Regno Unito).
Come se non bastassero i timori crescenti per la carenza di carburante a causa del blocco nello stretto di Hormuz, circostanza che nei prossimi mesi potrebbe lasciare a terra diversi aerei, provocando disagi alle vacanze estive dei viaggiatori, ad aggiungere difficoltà agli scali aeroportuali ci sta pensando l’Entry/Exit System (EES), nuovo sistema di controllo utilizzato per chi vola verso il Regno Unito e altre destinazioni extra Unione Europea.
Cosa è successo a Linate
Proprio a Milano, questo nuovo sistema ha provocato una situazione grottesca e da non credere.
Dei 156 passeggeri che dovevano prendere il volo EasyJet EJU5420 delle 11 verso Manchester, sono riusciti a decollare solo in 34, passando la trafila del controllo passaporti.
Per gli altri 121 viaggiatori, come ricostruito dal Daily Mail, si è trattato di un vero inferno, perché oltre a non essere riusciti a superare le barriere, hanno dovuto fare i conti anche con problemi di salute, addirittura tra svenimenti e attacchi di vomito.
Tra le testimonianze c’è quella della 17enne Kiera, che ha parlato alla BBC:
“Siamo arrivati qui alle 7,30 per il nostro volo delle 11, quindi eravamo in anticipo di parecchio. Arrivati al controllo di frontiera, c’era una fila lunghissima. Non mi sentivo molto bene, credo di aver avuto un’intossicazione alimentare.
Verso le 10,50 ci hanno portato dell’acqua e, quando siamo arrivati in cima alla fila, qualcuno ci ha chiesto se eravamo diretti a Manchester e ci ha detto che il nostro volo era appena partito”.
La 26enne Vicky Chapman, invece, ha spiegato al Liverpool Echo che nonostante lei e la sua famiglia fossero arrivati in anticipo al gate, è stato negato loro l’accesso al controllo passaporti:
“Ci hanno poi comunicato che il nostro volo risultava ‘no-show’ perché non eravamo arrivati in tempo al gate, nonostante il controllo passaporti avesse avuto problemi e non ci avesse permesso di imbarcarci. Siamo stati rimbalzati da un ufficio all’altro per tre ore senza che nessuno ci aiutasse. Faceva un caldo torrido in aeroporto, la gente vomitava e quasi sveniva“.
La replica di EasyJet
Il Daily Mail aggiunge che per gestire la situazione e consentire ai passeggeri più tempo per imbarcarsi, il volo verso Manchester è stato ritardato di 52 minuti. Nonostante ciò, il comandante del volo è obbligato a chiudere i portelloni per non sforare il limite massimo di ore di servizio continuativo consentito all’equipaggio dalle rigide normative sulla sicurezza.
In una nota stampa, EasyJet ha fatto sapere che i disagi sono stati dovuti appunto al nuovo sistema europeo EES.
“A causa dei ritardi nelle procedure del sistema Ees da parte delle autorità di frontiera, alcuni passeggeri in partenza da Milano Linate hanno riscontrato tempi di attesa particolarmente prolungati ai controlli passaporti easyJet ha posticipato la partenza del volo EJU5420 da Milano a Manchester di quasi un’ora per concedere ai passeggeri maggiore tempo per i controlli. Tuttavia, il volo è dovuto poi decollare poiché l’equipaggio stava raggiungendo i limiti operativi previsti dalle normative di sicurezza.
Continuiamo a sollecitare le autorità di frontiera affinché facciano pieno ed efficace utilizzo delle flessibilità consentite, per tutto il tempo necessario durante la fase di implementazione dell’Ees, così da evitare questi inaccettabili ritardi ai controlli di frontiera per i nostri clienti – riporta Askanews citando il comunicato della compagnia low-cost – Sebbene si tratti di una situazione al di fuori del nostro controllo, ci scusiamo per i disagi arrecati”.
Il sistema EES
Ma che cosa riguarda questo nuovo sistema Entry/Exit System (EES)?
Si tratta di una procedura entrata in vigore dal 10 aprile 2026, cioè due giorni prima del caso di Linate, gestita dall’agenzia europea eu-LISA. Una rivoluzione digitale per l’area Schengen (di cui fanno parte 29 Paesi) e che consiste nell’addio al tradizionale controllo manuale dei passaporti.
Tutti i cittadini di Paesi terzi che entrano o escono dall’area Schengen per soggiorni brevi (fino a 90 giorni) devono sottoporsi a una doppia registrazione digitale. Oltre ai dati del documento, infatti, devono essere acquisite anche le impronte digitali e un’immagine facciale biometrica del viaggiatore. Una novità volta a rafforzare la sicurezza contro l’immigrazione clandestina.
Sulla carta, la Commissione europea ha dichiarato che il sistema impiega 70 secondi per fare tutto, ma nella realtà dei fatti la procedura sta riscontrando dei problemi, a causa di infrastrutture digitali non ancora perfettamente calibrate e personale in fase di adattamento.
Codici Lombardia chiede misure urgenti
“Comprendiamo e condividiamo l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e il monitoraggio degli ingressi e delle uscite dei cittadini extra-UE – sottolinea l’associazione – ma è inaccettabile che l’introduzione di un sistema così impattante avvenga scaricando sui passeggeri i costi di un’implementazione evidentemente non ancora adeguata ai volumi reali di traffico”.
“Se il sistema consente davvero una registrazione in pochi secondi, come dichiarato, non si spiegano attese di ore e voli persi – dichiara Davide Zanon, Segretario regionale di CODICI Lombardia –. Il rischio concreto è che i passeggeri diventino, di fatto, i collaudatori di un sistema non ancora pronto”.
L’associazione accende in particolare i riflettori appunto sull’aeroporto di Linate, dove si sono già manifestati disservizi significativi legati all’introduzione del nuovo sistema.
“Quanto accaduto a Linate non è un episodio isolato, ma un segnale chiaro delle difficoltà operative del sistema – prosegue Zanon –. Code di ore ai controlli, voli partiti semivuoti e passeggeri lasciati a terra rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato”.
“È proprio in scali come Linate che l’impatto del nuovo sistema rischia di essere più critico – aggiunge –. L’elevato volume di traffico internazionale e la concentrazione dei voli nelle stesse fasce orarie possono amplificare ritardi e disservizi, con effetti a catena su partenze, arrivi e coincidenze”.
Secondo CODICI Lombardia, il sistema EES rappresenta uno strumento utile di controllo amministrativo, ma non può essere considerato risolutivo rispetto alle criticità complessive nella gestione delle frontiere.