Giorgia Meloni evita di commentare la sconfitta di Donald Trump alle elezioni di Midterm negli Stati Uniti. Interpellata dai giornalisti sui risultati che hanno consegnato ai democratici il controllo di Camera e Senato, la presidente del Consiglio ha preferito rinviare qualsiasi valutazione, richiamando l’attenzione sulle celebrazioni del 4 novembre 2026, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate.
“Di America parliamo in un altro momento. Adesso è la Festa delle forze armate, il 4 novembre”, ha risposto la premier a margine della cerimonia all’Altare della Patria, a Roma. E, davanti all’insistenza dei cronisti, ha aggiunto una battuta sul loro interesse per la ricorrenza nazionale.
Una risposta che si inserisce in un clima di crescente cautela del centrodestra italiano nei confronti del tycoon, dopo mesi nei quali i rapporti tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca hanno attraversato tensioni anche molto evidenti.
Meloni e Trump, dalla vicinanza politica alla prudenza
Il silenzio della premier sulle Midterm appare particolarmente significativo se confrontato con la vicinanza politica rivendicata all’inizio del secondo mandato di Trump. Negli ultimi mesi, tuttavia, il rapporto tra i due leader è diventato più complicato, tra divergenze sulla politica internazionale, dichiarazioni polemiche del presidente americano e differenti posizioni su alcune scelte di Washington.

Soltanto pochi giorni fa, in un’intervista pubblicata nel nuovo libro di Bruno Vespa, Meloni aveva ribadito di non essersi pentita della vicinanza iniziale a Trump, spiegando che costruire un rapporto stretto con il presidente degli Stati Uniti rispondeva all’interesse nazionale. Un’affermazione accompagnata però dalla volontà di distinguere i rapporti personali dalle relazioni istituzionali tra i due Paesi.
La cautela non riguarda soltanto Fratelli d’Italia. Anche nella Lega di Matteo Salvini, storicamente molto vicina al movimento politico trumpiano, non si sono registrate alla vigilia del voto le manifestazioni pubbliche di sostegno che avevano caratterizzato altre campagne elettorali americane.
Nel centrodestra ha prevalso una linea di prudenza, dettata anche dalla necessità di preservare i rapporti con Washington indipendentemente dagli equilibri del Congresso.
Renzi: “Sconfitta l’esperienza Maga”
Di tutt’altro tono la reazione di Matteo Renzi, che ha commentato i risultati durante la trasmissione Omnibus su La7. Il leader di Italia Viva ha accolto con soddisfazione la vittoria democratica, definendola un risultato molto importante e attaccando duramente i primi due anni del secondo mandato di Trump. Secondo Renzi, il presidente americano avrebbe utilizzato il proprio potere a vantaggio di una ristretta cerchia di persone, mentre la classe media avrebbe subito un peggioramento delle proprie condizioni economiche.
Per l’ex presidente del Consiglio, il voto rappresenta soprattutto un forte indebolimento dell’esperienza politica Maga, il movimento Make America Great Again che ha sostenuto l’ascesa di Trump.
Conte: “Gli americani hanno bocciato guerre e carovita”
Anche Giuseppe Conte ha interpretato il risultato delle Midterm come un segnale politico che va oltre i confini degli Stati Uniti. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha collegato la sconfitta repubblicana alle proteste contro le guerre, l’aumento delle spese militari, il costo della vita e la riduzione delle tutele sociali.
Per Conte, il voto americano dimostra che la partecipazione dei cittadini può modificare gli equilibri politici anche di fronte a governi considerati molto solidi. Il leader pentastellato ha inoltre richiamato le mobilitazioni di piazza italiane, sostenendo che il malcontento per le condizioni economiche e per le scelte sulla politica estera accomuni realtà differenti.Calenda e Fratoianni: dalla “Blue Wave” alle critiche ai dazi
Più sintetica, ma altrettanto esplicita, la reazione del leader di Azione Carlo Calenda.
“Finalmente una buona notizia dagli Usa”, ha scritto su X, accompagnando il messaggio con l’hashtag #BlueWave2026, espressione utilizzata per indicare un’ondata elettorale favorevole ai democratici.
Da Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni ha invece sottolineato il significato sociale ed economico del risultato. Secondo il leader di Sinistra Italiana, gli elettori avrebbero punito le politiche di Trump sui dazi, le promesse economiche non mantenute e le scelte dell’amministrazione in materia di immigrazione e politica internazionale. Fratoianni ha posto particolare attenzione alla distanza tra le promesse di miglioramento delle condizioni dei lavoratori e i benefici economici che, a suo giudizio, sarebbero andati soprattutto alle fasce più ricche della popolazione.