Con l’inizio di ottobre, arriva all’aula della Camera, per la terza lettura, il testo della legge elettorale “Stabilicum”, approvato dal Senato a metà settembre.
Legge elettorale: voto alla Camera tra il 7 e l’8 ottobre
Si comincia giovedì 1 ottobre 2026 con il voto sulle cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. L’esito della votazione segreta è stato 229 no e 151 sì.
Timing e calendario a Montecitorio sono pressoché fissati: lunedì 5 ottobre, nell’esame delle parti modificate dal Senato, dovrebbero essere chiesti tre voti di fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 (relativo al collegio del Trentino), mentre sull’8 (estensione del voto fuorisede ai caregiver) non si è parlato di fiducia.
Dopo l’esame degli ordini del giorno, il voto finale sul provvedimento della legge elettorale, che sarà a scrutinio segreto, dovrebbe avvenire tra il 7 e l’8 ottobre 2026.
In vista di questo voto, si preannuncia alta attenzione sulle tribune di Montecitorio: a metà luglio, infatti, durante il primo passaggio alla Camera del disegno di legge, alcuni dipendenti del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia seguirono le mosse dei deputati di Centrodestra, anche attraverso video, al fine di individuare i “franchi tiratori” (cioè parlamentari che votano in modo diverso rispetto alle indicazioni ufficiali date dal proprio partito o dalla propria coalizione) che in quell’occasione contribuirono ad affossare l’emendamento sulle preferenze.
Esplose il caso delle “vedette”, tra le polemiche delle opposizioni e la segnalazione dell’Associazione stampa parlamentare ai questori di Montecitorio. A seguito di ciò si è deciso che la tribuna centrale, riservata ai giornalisti per seguire le sedute dell’assemblea, sarà interdetta agli staff, che potranno fare invece richiesta di posizionarsi in quelle laterali (sempre firmando il “Codice di autoregolamentazione” con cui ci si impegna a non realizzare fotografie e riprese video improprie).
Per il voto segreto previsto tra il 7 e l’8 ottobre, i deputati continueranno a utilizzare la pulsantiera presente nella tasca del terminale, con i tre tasti di colore verde, bianco e rosso.
Cosa vuole introdurre la nuova legge elettorale
Gli obiettivi dello “Stabilicum” sono due: garantire la rappresentanza proporzionale dei partiti e assicurare una maggiore stabilità alla coalizione vincitrice.
Il meccanismo prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza. La coalizione o la lista che raggiunge almeno il 42% dei voti ottiene un premio aggiuntivo di seggi: 70 deputati alla Camera e 35 senatori al Senato, entro però un tetto massimo di rappresentanza. Se nessuno raggiunge questa soglia, scatterebbe un sistema di distribuzione dei seggi con criterio proporzionale puro.
La novità più discussa riguarda il ritorno delle “preferenze“, ossia la possibilità per gli elettori di indicare direttamente uno o più candidati. Non si tratta di una scelta completamente libera dato che resterà infatti un capolista bloccato, cioè un candidato scelto dal partito che entrerà automaticamente in Parlamento se la lista ottiene un seggio. Gli altri candidati presenti nella lista potranno essere scelti dagli elettori. A quest’ultimi verrà proposta una lista di nomi sulla scheda, con possibilità di esprimere più preferenze rispettando l’alternanza di genere.
La riforma mantiene le soglie di sbarramento: il 3% dei voti per le liste singole ed il 10% per le coalizioni (obiettivo di evitare che piccoli partiti possano incidere sulla distribuzione dei seggi senza un reale consenso elettorale).
Fra le novità c’è il voto per i fuori sede, cioè la possibilità per alcuni cittadini di votare lontano dal proprio comune di residenza. La norma riguarda soprattutto studenti universitari, lavoratori e persone che vivono temporaneamente in un’altra città. Saranno necessari determinati requisiti, tra cui un periodo minimo di permanenza fuori dal Comune di residenza.