sport e guerra

Finale di Champions tolta alla Russia: si gioca a Parigi. E la Formula Uno non correrà a Sochi

Ma a mettere in imbarazzo la Uefa c'è il nodo Gazprom, tra i maggiori sponsor della competizione.

Finale di Champions tolta alla Russia: si gioca a Parigi. E la Formula Uno non correrà a Sochi
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Anche il mondo dello sport fa i conti con la guerra in Ucraina. E le Federazioni prendono provvedimenti nei confronti della Russia. La Uefa, dopo ore di voci e tentennamenti, ha deciso di spostare la finale di Champions League, originariamente in programma a San Pietroburgo, a Parini. E la Fia ha annunciato l'annullamento del Gran Premio di Formula Uno di Sochi.

Finale di Champions tolta alla Russia: si giocherà a Parigi

La finale di Champions League, in programma sabato 28 maggio 2022, non si giocherà più a San Pietroburgo. La Uefa ha infatti deciso di spostare l'evento allo Stade de France di Parigi. Dura la reazione del Cremlino, che ha definito "una vergogna" la decisione della Federazione.

“San Pietroburgo avrebbe potuto offrire le migliori condizioni possibili per lo svolgimento di questo evento calcistico” ha dichiarato il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov.

L’Uefa ha anche annunciato che i club e le nazionali russe e ucraine che gareggiano in competizioni internazionali dovranno giocare le partite casalinghe in sedi neutrali  fino a nuovo ordine.

Il nodo Gazprom

Resta però il nodo Gazprom a mettere in imbarazzo la Uefa. Il colosso degli idrocarburi russo, di cui lo Stato è il maggiore azionista, è infatti uno dei maggiori sponsor della Champions e in queste ore sono numerose le pressioni affinché vengano presi provvedimenti. Quello che ha già fatto lo Schalke 04, squadra di serie B tedesca (con un glorioso passato) che ha proprio Gazprom come sponsor principale. Già giovedì 24 febbraio la società ha annunciato la rimozione del marchio dalla divisa (nonostante i 10 milioni di passivo a bilancio).

 

Salta anche il Gran Premio di F1 a Sochi

Presa di posizione importante anche da parte della Formula Uno. I team impegnati a Barcellona per i primi test stagionali hanno infatti convenuto che  di non disputare il Gran Premio di Sochi, in programma il 25 settembre 2022. Decisione ratificata dalla Fia, che oggi, venerdì 25 febbraio, ha annunciato l'annullamento.

Nello ore precedenti la decisione, l'ex ferrarista Sebastian Vettel aveva già annunciato la sua volontà:

"Ritengo sia sbagliato correre in Russia e ho già deciso che non lo farò".

Intanto De Zerbi...

Sono ore difficili anche per Roberto De Zerbi. L'ex tecnico del Sassuolo, oggi guida dello Shakhtar Donetsk. Come racconta Prima Brescia, il tecnico lombardo, dopo essere rientrato dalla Turchia, ora si trova  in uno dei più grandi alberghi di Kiev, ma ha deciso di non abbandonare la squadra.

"Stamattina siamo stati svegliati dalle bombe. L'Ambasciata italiana ci aveva sollecitato ad andare via ma non potevo, io uomo di sport. Girare le spalle al Club e ai tifosi che ci seguomo. Non vogliamo fare gli eroi perché gli eroi non esistono, ma il nostro lavoro ci mette di fronte a delle responsabilità. Io sabato dovevo giocare una partita (la Federcalcio Ucraina ha sospeso il campionato dopo i bombardamenti avvenuti nella notte, ndr) e quindi, non potevo scappare via. Confidiamo che l'Ambasciata e il Governo ci aiutino a tornare".

Ha poi aggiunto

"Siamo un gruppo con brasiliani, ucraini e noi italiani: non è una gara a chi si mette in salvo per primo, non intendo tornare nel mio Paese prima dei miei giocatori".

Posizione ribadita anche ieri al Tg1

"Stiamo bene    stiamo aspettando di avere notizie e delucidazioni dall'Ambasciata Italiana. Noi avevamo solo il pensiero di responsabilità verso i nostri giocatori".

E questa mattina (venerdì 25 febbraio) a Radio Deejay

"In questi momenti non sai a cosa aggrapparti. Io mi aggrappo ai valori che mi ha insegnato mio padre".

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