Cosa può succedere

Caso Rocchi, perché aumentano le possibilità di un commissariamento della FIGC

Il ministro Abodi potrebbe intervenire mettendo a capo della Federcalcio una figura governativa che faccia chiarezza. Ma le ripercussioni in ambito Uefa sarebbero importanti

Caso Rocchi, perché aumentano le possibilità di un commissariamento della FIGC

La goccia che ha fatto traboccare il vaso. E’ così che il governo sta vivendo le ore successive a un altro scandalo arbitrale che, dopo Calciopoli, ha colpito il mondo del calcio italiano. Il tutto ha a che fare con l’indagine aperta nei confronti di Gianluca Rocchi, ex designatore degli arbitri di Serie A e B, finito sotto accusa per concorso in frode sportiva.

Una faccenda spinosa, sulla quale la Procura di Milano vuole vederci chiaro, che però potrebbe avere forti ripercussioni anche a livello sportivo. Il ministro dello Sport Andrea Abodi, infatti, sta valutando fermamente di intervenire, avanzando l’ipotesi di un commissariamento della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), a cui sottostanno tutti gli enti e le realtà del calcio nazionale. In sostanza, il governo potrebbe dire la sua piazzando a capo della Federcalcio una figura politica, per mettere ordine e fare chiarezza.

La questione non trova al momento riscontri fondati, tuttavia il tema si è fatto molto caldo, con la stampa nazionale che sta prendendo in considerazione questo scenario. Anche perché, dopo che la Nazionale non si è qualificata per la terza volta consecutiva ai Mondiali, Gabriele Gravina si è dimesso dalla carica di Presidente della FIGC, ruolo ora rimasto vacante e per cui ci saranno novità solo il 22 giugno, giorno delle elezioni (al momento due sono i nomi in corsa: Malagò e Abete).

I pericoli del commissariamento

Il commissariamento, quindi, non sarebbe da scartare, anche se questa ipotesi potrebbe avere importanti conseguenze: in queste ore, infatti, si è fatta largo la situazione per cui la UEFA potrebbe togliere gli Europei del 2032 e di escludere le squadre italiane dalle coppe, cioè Champions League, Europa League e Conference League. Uno smacco incredibile, non solo per il fatto di perdere la possibilità di organizzare il torneo europeo per Nazionali, ma anche perché i Club italiani perderebbero introiti fondamentali per le loro casse societarie.

Dalla UEFA, tuttavia, è arrivata una precisazione:

“Possiamo confermare che il Presidente della UEFA Ceferin non ha avuto alcun colloquio con rappresentanti o esponenti della Lega Serie A. Al momento stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione riguardante la FIGC e non intendiamo rilasciare ulteriori commenti”.

Le smentite

Sulla questione commissariamento, però, sono giunte anche smentite:

“Commissariamento? No nel modo più assoluto, non ci sono le condizioni e non può essere una via per accelerare le riforme. Faremo quelle che è possibile fare nel rispetto delle norme dello Stato, nonostante gli ostacoli trovati finora. Governo pressa? Non può esserci alcuna pressione” ha dichiarato Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori a margine del Consiglio federale della Figc di lunedì 27 aprile 2026.

Anche Gabriele Gravina, ex Presidente della Federcalcio, si è detto contrario e lo ha ribadito proprio durante il Consiglio federale della FIGC, evidenziando che “viola il principio di autonomia tutelato da Cio, Fifa e Uefa“.

L’avvocato esperto di diritto sportivo, Mattia Grassani, a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, ha aggiunto:

“Secondo me sono reazioni emozionali e di pancia. Per quanto concerne l’aspetto tecnico, al massimo potrebbe essere commissariata l’Aia. Con un presidente dimissionario e in attesa delle elezioni, a mio avviso non sussistono i presupposti per richiedere e ottenere commissariamento. Meno che mai dalla politica, che deve rispettare l’autonomia dell’ordinamento sportivo. In questo caso, al massimo sarebbe il Coni a dover prendere questo provvedimento, situazione che mi pare abbastanza improbabile”.

Come sta andando avanti l’indagine

Prima di capire come si sta sviluppando l’indagine sul caso Rocchi, segnaliamo che l’AIA ha comunicato la nomina ad interim di un nuovo designatore arbitrale per i campionati di Serie A e B: si tratta dell’ex arbitro Dino Tommasi.

“Una scelta legata alla continuità del lavoro svolto, in vista delle ultime partite di Serie A e B e della finale di Coppa Italia – dichiara il Vicepresidente vicario Francesco Massini – Dino Tommasi, dopo un eccellente trascorso sui terreni di giuoco che lo ha portato ad arbitrare in Serie A, ha dimostrato in questi anni importanti doti a livello dirigenziale, ricoprendo ruoli nazionali di primo piano. A lui e a tutta la squadra vanno gli auguri di buon lavoro per il finale di stagione sportiva. Nell’occasione vogliamo ribadire la nostra vicinanza e solidarietà a Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni per il difficile momento che stanno vivendo”.

La Procura di Milano, sotto la direzione del pm Maurizio Ascione, oltre a Gianluca Rocchi sta indagando Andrea Gervasoni, supervisore Var, Luigi Nasca, Rodolfo Di Vuolo e Daniele Paterna.

Le partite sotto oggetto di indagine sono cinque: Udinese-Parma, Inter-Verona e Bologna-Inter di Serie A, Inter-Milan di Coppa Italia e Salernitana-Modena di Serie B. Paterna è stato Var in Udinese-Parma del primo marzo 2025, Nasca è stato Var in Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 e in Inter-Verona del 6 gennaio 2024, mentre Di Vuolo è stato Avar di Inter-Verona (quest’ultima è la partita della discussa non chiamata sulla gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni al gialloblù Duda).

Oltre a questi cinque esponenti dell’AIA, come riferito dall’Ansa che ha contattato fonti della Procura, non ci sono altri indagati, neanche dirigenti o tesserati dell’Inter, società maggiormente coinvolta nelle partite sotto la lente degli investigatori.

Quando la notizia è diventata di dominio pubblico, all’inizio i capi di imputazione per Rocchi per concorso in frode sportiva sono stati tre:

  • Avrebbe combinato la designazione dell’arbitro Colombo per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025, perché secondo i pm era arbitro gradito all’Inter.
  • Avrebbe orientato la designazione dell’arbitro Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per le partite successive e decisive, la designazione dello stesso arbitro ritenuto poco gradito all’Inter.
  • In occasione della partita Udinese-Parma del marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede la totale autonomia delle sale Var, inducendo la chiamata all’On Field Review dell’arbitro Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore a vantaggio dell’Udinese

Giovedì 30 aprile 2026 è fissato l’interrogatorio di garanzia per Rocchi e Gervasoni, con quest’ultimo che ha fatto sapere, tramite le parole del suo avvocato, la sua intenzione a rispondere agli inquirenti.