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Crisi del calcio: Malagò e Abete in lizza per il dopo Gravina

Le elezioni per la Presidenza della FIGC si terranno il 22 giugno 2026. Abodi: "Il consenso non basta. Serve sintonia"

Crisi del calcio: Malagò e Abete in lizza per il dopo Gravina

Quello che sarà del futuro del calcio italiano si scoprirà il prossimo 22 giugno. E’ quella la data segnata in rosso sul calendario, il giorno in cui si terranno le elezioni per la presidenza della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), rimasta vacante dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, a seguito dell’ennesimo fallimento della Nazionale, che non è riuscita a qualificarsi per la terza volta ai Mondiali.

Nella giornata di lunedì 13 aprile 2026, la Lega Calcio Serie A e la Lega Nazionale Dilettanti hanno scelto i loro candidati: la prima punta su Giovanni Malagò, la seconda su Giancarlo Abete.

Chi sono i due sfidanti

Giovanni Malagò (Roma, 13 marzo 1959) è un influente dirigente sportivo e imprenditore italiano, presidente del CONI dal 19 febbraio 2013. Noto per la sua lunga gestione del Circolo Canottieri Aniene e come AD del gruppo SA.MO.CAR, è membro del CIO dal 2019 e presidente della Fondazione Milano Cortina 2026.

Giancarlo Abete (Roma, 26 agosto 1950) è un dirigente sportivo, politico e imprenditore italiano. Presidente della FIGC dal 2007 al 2014, ha guidato la Lega Nazionale Dilettanti dal 2022. Ex deputato (1979-1992) per la Democrazia Cristiana, vanta una lunga carriera nel settore grafico-editoriale e in ruoli dirigenziali sportivi.

La Lega Serie A candida Malagò

Le fiches sul nome di Malagò sono state puntate da 18 squadre di Serie A su 20 (solo Lazio e Verona si sono espresse in modo contrario). In particolare, la sua candidatura è stata sostenuta da club di spicco come Napoli, Inter, Milan, Juventus e Roma. Il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta, a riguardo, ha dichiarato:

“È uno dei migliori risultati degli ultimi anni”.

A margine della scelta, il Presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha riferito:

“La palla è in mano a Malagò, che quando avrà fatto le sue verifiche formalizzerà la sua candidatura. Lo inviteremo il 20 aprile per illustrargli il programma che abbiamo già tracciato e poi lo integreremo con le sue idee“.

Lo stesso Malagò, raggiunto dall’Ansa, ha affermato:

“Accolgo con grande soddisfazione l’importante mandato fiduciario conferito dalla Lega di Serie A, visto anche il contenuto numerico con cui è stato espresso. È un segnale di straordinaria considerazione, che mi permette di intraprendere un doveroso percorso esplorativo”.

La LND risponde con Abete

Ma a stretto giro, anche la LND ha messo in campo il suo candidato: si tratta di Giancarlo Abete.

“Chiederò al Consiglio direttivo della LND di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A, cioè di poter, attraverso una condivisione della candidatura, presentarmi seguendo la logica di discutere prima i contenuti e poi vedere quale è il punto di caduta sui nomi” ha dichiarato l’attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti a margine del Premio Bearzot in corso al CONI.

Poi l’affondo diretto:

Si è partiti male, non dai contenuti ma dalle persone. C’è stata questa accelerazione con l’investitura di Malagò; se l’impostazione è questa noi seguiremo la stessa. Dobbiamo parlare prima di programmi che di candidati, non basta una persona per risolvere i problemi del calcio italiano”.

Chi è favorito?

Entro il 13 maggio 2026 sarà possibile presentare le candidature a presidente. Attualmente sembra manifestarsi un testa a testa tra Malagò e Abete, sebbene bisogna capire se ci saranno altre figure per la corsa a presidente della FIGC.

A sbilanciare la scelta sarà la presa di posizione delle assemblee di altre leghe, cioè la Serie B, la Lega Pro, Assocalciatori e Assoallenatori.

In questa fase, dire chi sia favorito non è facile. Malagò può contare sull’appoggio della Lega Serie A, cioè quella più ricca, che però nella FIGC vale solo il 18%. Abete, invece, in tal senso è avvantaggiato, perché la LND vale il 34%, ma dato che si tratta di una lega così divisiva, non è scontato abbia totale supporto.

In ogni caso, un accordo tra le parti pare essere una soluzione improbabile. Tra Malagò e Abete non corrono buonissimi rapporti: già da quando il primo è diventato presidente CONI, il secondo appoggiava l’avversario Raffaele Pagnozzi.

Per entrambi, quindi, la caccia ai voti è aperta, dato che per l’elezione serve il 50% più uno dei voti dei presenti.

Ministro Abodi: “Il consenso non basta, serve sintonia”

Sulla questione si è espresso anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine della prima edizione del Luiss Sport Forum a Roma.

“Io sono affascinato dalle cose da fare. Purtroppo per la natura del contesto calcistico, che non sempre crea armonia, molte non sono state fatte. Il 98,7% dei voti ricevuti da Gravina alle ultime elezioni è la dimostrazione che non è la la quantità di consenso che determina le cose, ma la qualità della collaborazione tra le componenti.

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Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani

Mi sono messo in ascolto anche di quello che diranno le altre componenti, non soltanto in termini di designazione delle persone, ma nella definizione dei programmi e nella loro compatibilità: se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi le cose che devono succedere non succedono. L’esperienza dolorosa dal punto di vista sportivo contro la Bosnia rischia di non avere neanche un senso. La sconfitta deve essere un motore per risolvere i problemi”.

Le indiscrezioni sui programmi

Ma quali sono i punti dei programmi che hanno intenzione di mettere in atto Malagò e Abete? A riguardo, come riferito dalla Gazzetta dello Sport, ci sono al momento solo indiscrezioni, ma cerchiamo di fare chiarezza per quanto possibile.

PROGRAMMA MALAGO’

  • Reintroduzione di un Decreto Crescita (o simile): cioè incentivare l’acquisto di grandi giocatori dall’estero (possibilità di agevolazione fiscale abolita dal gennaio 2024), in modo tale da restituire visibilità e appeal al calcio italiano. Al contrario, dopo l’abolizione del Decreto Crescita, i numeri hanno dimostrato che non è diminuito il numero di stranieri in Italia.
  • Scommesse: dalla cancellazione del divieto di pubblicità, all’introduzione di una percentuale destinata al calcio sui ricavi derivati dal betting sulle partite (nel resto d’Europa e negli USA le sponsorizzazioni sono consentite).
  • Settori giovanili: Reinvestire i fondi, uniti a sostegni fiscali, sui settori giovanili e sulle infrastrutture per rendere il calcio accessibile a tutti.

PROGRAMMA ABETE

  • Continuità al lavoro di Gravina: nella conferenza stampa in cui ha annunciato la sua candidatura, Abete ha fatto riferimento alla relazione con cui l’ultimo presidente si è congedato “su cui io voglio ritornare, in primis le problematiche afferenti le libere scelte delle società sull’utilizzo dei giovani e la loro valorizzazione all’estero“.
  • Riforma dei campionati: Abete ha parlato di “professionismo ipertrofico rispetto agli altri Paesi” e della “difficoltà per il numero eccessivo delle società“.
  • Aiuti dal Governo: il numero uno della LND ha infine fatto riferimento alla “necessità di avere un’interlocuzione positiva con il governo. Questo significa supporto agli investimenti per gli stadi, Tax Credit e altri sgravi fiscali, la possibilità di utilizzare la pubblicità relativa alle scommesse e una disponibilità in relazione alle scommesse“.