sostegno di Roma

Vertice di Governo sull’Ucraina con Giorgetti, Crosetto e Tajani: confermato finanziamento per le armi

La cifra discussa è di circa 70 miliardi di euro

Vertice di Governo sull’Ucraina con Giorgetti, Crosetto e Tajani: confermato finanziamento per le armi

L’Italia non si sfila dal sostegno militare all’Ucraina. È questo il risultato politico principale della riunione convocata ieri sera, 1° luglio 2026, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, quello della Difesa Guido Crosetto e il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

L’incontro serviva a definire la posizione italiana in vista del vertice della Nato, in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio, dove gli alleati discuteranno sia del sostegno a Kiev sia dell’aumento delle spese per la difesa. Al termine della riunione, fonti governative hanno smentito che Roma intenda bloccare i nuovi finanziamenti destinati alle forniture militari ucraine.

Il caso dei 70 miliardi

A provocare il chiarimento era stata una ricostruzione della Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo cui l’Italia avrebbe frenato sull’inserimento, nella dichiarazione finale del vertice Nato, di un impegno finanziario degli alleati per le armi da destinare all’Ucraina nel 2026 e nel 2027.

La cifra discussa è di circa 70 miliardi di euro. Da Palazzo Chigi è arrivata però una precisazione netta: l’Italia non si sarebbe opposta allo stanziamento in sé. L’obiezione iniziale avrebbe riguardato soltanto l’opportunità di indicare già nella dichiarazione politica del summit una somma precisa. Secondo le fonti dell’esecutivo, anche questa riserva sarebbe ormai rientrata.

Dissing Meloni-Trump, Crosetto: "Subalterni a nessuno". Tajani: "Premier sempre coraggiosa". Renzi: "Scaricata dal suo guru"
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto con la premier Giorgia Meloni

In altre parole, Roma conferma il proprio contributo alla linea comune: continuare a finanziare la capacità difensiva ucraina e garantire nuove forniture militari, senza lasciare scoperto il fronte europeo mentre la guerra prosegue.

La riunione non è stata convocata soltanto per l’Ucraina. Sul tavolo c’era il più ampio nodo delle spese militari italiane, sul quale da settimane convivono posizioni differenti nella maggioranza.

Crosetto chiede risorse più consistenti e tempi rapidi per ammodernare le Forze armate. Giorgetti, invece, deve tenere insieme gli impegni Nato con i vincoli di bilancio, il debito pubblico e le altre priorità di spesa.

Crescono le entrate fiscali, cifre record. Giorgetti: “29 miliardi di euro recuperati”
Giancarlo Giorgetti

Tajani mantiene una linea fortemente atlantista e favorevole alla prosecuzione degli aiuti a Kiev. La Lega continua invece a mostrare maggiore cautela sull’invio di armi, pur avendo infine approvato il decreto che autorizza le forniture militari italiane per tutto il 2026.

Tajani alla Camera: “La pace in Medio Oriente è a portata di mano”. Opposizioni: "I palestinesi saranno i Pellerossa del XXI secolo”
Antonio Tajani

L’Italia ha finora consegnato all’Ucraina dodici pacchetti di aiuti militari, per un valore complessivo superiore ai 3 miliardi di euro. Il contenuto dettagliato delle forniture rimane classificato, ma comprende sistemi di difesa antiaerea, munizioni, mezzi ed equipaggiamenti sia letali sia non letali.

Il sostegno europeo per il 2026 e il 2027

Il nuovo finanziamento non coincide necessariamente con un trasferimento diretto di 70 miliardi da parte dell’Italia. Si tratta di un impegno complessivo degli alleati e dell’Europa, al quale ogni Paese contribuisce attraverso fondi comuni, acquisti, forniture bilaterali e programmi industriali.

Ad aprile l’Unione europea ha già finalizzato un prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina per il biennio 2026-2027. Di questa somma, circa 60 miliardi sono indicativamente destinati alle necessità della difesa e all’acquisto di armamenti prodotti in Ucraina e nell’Unione europea. Il 30 giugno Bruxelles ha inoltre erogato una prima quota da 3,9 miliardi, destinata in particolare all’acquisto di droni.

Il vertice Nato dovrà quindi coordinare gli impegni dell’Alleanza con quelli già assunti dall’Unione europea, evitando sovrapposizioni e garantendo a Kiev risorse prevedibili anche nel caso di un conflitto prolungato.

Spese militari, il confronto con Giorgetti

La parte più delicata della riunione ha riguardato il modo in cui finanziare l’aumento della spesa italiana per difesa e sicurezza. Meloni ha già indicato per il 2026 un obiettivo pari al 2,8% del Pil, calcolato utilizzando criteri Nato più ampi, che comprendono anche alcune voci legate alla sicurezza interna.

Resta invece aperta la decisione sul ricorso italiano a Safe, lo strumento europeo che mette a disposizione prestiti comuni per investimenti e acquisti militari congiunti. Il governo appare ancora prudente: Crosetto ne sostiene l’utilizzo, mentre Giorgetti teme che nuovi prestiti possano aggravare l’indebitamento pubblico.

Il compromesso emerso dal vertice sembra quindi distinguere i due piani: nessun passo indietro sul sostegno finanziario e militare all’Ucraina, ma ancora nessuna decisione definitiva su quali strumenti utilizzare per finanziare il più generale riarmo italiano.