Scontro

Rogoredo, la premier Meloni: “Nessuno scudo penale nel Decreto sicurezza”

Le opposizioni: "Hanno costruito una campagna contro i giudici per fare propaganda per il referendum, ma era il poliziotto a essere infedele"

Rogoredo, la premier Meloni: “Nessuno scudo penale nel Decreto sicurezza”

La vicenda della sparatoria avvenuta nel boschetto della droga di Rogoredo continua a scuotere la politica nazionale. Dopo il fermo disposto dalla Procura per l’assistente capo di polizia Carmelo Cinturrino accusato di omicidio volontario, arrivano parole durissime dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre opposizioni e maggioranza si scontrano sul decreto sicurezza e sul presunto “scudo penale” per le forze dell’ordine.

Il fermo del poliziotto accusato dell’omicidio Mansouri

L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano ha portato al fermo di Carmelo Cinturrino, assistente capo della Polizia di Stato, accusato dell’omicidio volontario del 28enne Abderrahim Mansouri.

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Carmelo Cinturrino

I fatti risalgono al 26 gennaio nel quartiere Rogoredo, area periferica di Milano nota per il fenomeno dello spaccio di droga. Secondo gli investigatori, il delitto potrebbe essere collegato a dinamiche legate al traffico di stupefacenti, ipotesi che — se confermata — aggraverebbe ulteriormente la posizione dell’agente.

Abderrahim Mansouri

Meloni: “Sgomento e rabbia, nessuno scudo penale”

In una nota ufficiale, la premier ha espresso “sgomento” per gli sviluppi dell’indagine.

“Se quanto ipotizzato trovasse conferma — ha dichiarato — ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della Nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’Ordine”.

Meloni ha sottolineato la necessità di rigore assoluto per chi rappresenta lo Stato:

“Chi indossa una divisa ha il dovere di farlo con il massimo rigore. Con chi sbaglia, a maggior ragione perché indossa quella divisa, occorre essere implacabili”.

La presidente del Consiglio ha inoltre respinto le polemiche sul presunto scudo penale contenuto nel nuovo decreto sicurezza:

“La giustizia farà il suo corso e confidiamo che sia determinata. Non esiste alcuno scudo penale”.

Parole accompagnate da “profonda rabbia” per il rischio che il comportamento di un singolo possa “sporcare” il lavoro quotidiano degli agenti impegnati nella tutela della sicurezza pubblica.

Il capo della Polizia: “Un ex agente, un delinquente”

Durissimo anche il commento del capo della Polizia Vittorio Pisani, che ha definito Cinturrino “un ex poliziotto” aggiungendo:

“Anzi, un delinquente”.

Una presa di posizione netta che sottolinea come, secondo i vertici delle forze dell’ordine, nessun agente possa operare fuori dalle regole e che la fiducia dei cittadini debba restare centrale.

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Opposizioni all’attacco: “Speculazione politica”

La vicenda ha acceso uno scontro politico. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di “grave speculazione politica”, chiedendo scuse alla premier e al vicepremier Matteo Salvini, che nelle ore successive alla sparatoria aveva espresso solidarietà al poliziotto sui social.

Schlein ha inoltre criticato la norma del decreto sicurezza che elimina l’iscrizione automatica nel registro degli indagati in presenza di cause di giustificazione:

“Si tratta di un’impunità preventiva che nemmeno le forze dell’ordine chiedono. Servono più risorse e più personale”.

Critiche analoghe sono arrivate anche da esponenti di opposizione che chiedono al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di riferire in Aula sulla gestione della vicenda.

conte schlein
Giuseppe Conte ed Elly Schlein

Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha invitato la politica a evitare strumentalizzazioni e a lasciare lavorare la magistratura.

I leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, parlano invece di una “montatura politica”, sostenendo che senza la possibilità di indagare tempestivamente non sarebbe emersa la reale dinamica dei fatti.

"Hanno costruito una campagna contro i giudici per fare propaganda per il referendum, ma era il poliziotto a essere infedele", hanno inoltre sottolineato alcuni esponenti del Centrosinistra.

@partitodemocraticoSolidarietà alle forze dell’ordine di nuovo strumentalizzate e alla magistratura ancora attaccata da questo governo. Ogni volta che parlano per fare propaganda perdono un occasione per tacere. Adesso abbiano la decenza di chiedere scusa.♬ audio originale - Partito Democratico

Un caso destinato a segnare il dibattito sulla sicurezza

La tragedia di Rogoredo resta dunque una ferita aperta, non solo sul piano giudiziario ma anche politico. Mentre gli investigatori continuano a ricostruire i rapporti tra l’agente fermato e il mondo dello spaccio, il caso riaccende il confronto nazionale su responsabilità delle forze dell’ordine, garanzie investigative e rapporto tra politica e magistratura.

L’esito dell’inchiesta sarà decisivo per chiarire cosa sia realmente accaduto e per stabilire eventuali responsabilità penali in una vicenda che ha già profondamente segnato il dibattito pubblico italiano.