Midterm 2026 in sintesi? Donald Trump non ci sta, Barack Obama celebra il risultato ed Elon Musk sceglie l’ironia. La vittoria dei democratici, con la conquista della maggioranza sia alla Camera sia al Senato, ha provocato reazioni immediate negli Stati Uniti. Al centro dei commenti (e dei meme) c’è soprattutto il presidente americano, che dovrà affrontare gli ultimi due anni del suo secondo mandato con un Congresso controllato dall’opposizione.
Mentre i democratici festeggiano un successo che ha interessato anche Stati tradizionalmente repubblicani, da Texas e Kansas fino al South Carolina, Trump respinge l’interpretazione del voto come una bocciatura personale.
E fra i protagonisti della notte elettorale spiccano l’ex presidente Obama, tornato attivamente in campagna elettorale, ed Elon Musk, che aveva investito ingenti somme a sostegno dei candidati conservatori.
Trump: “Se fossi stato candidato avremmo vinto a valanga”
La prima reazione del presidente è arrivata attraverso Truth Social.
“Se fossi stato candidato, avremmo vinto a valanga”, ha sostenuto Trump, attribuendo la sconfitta repubblicana soprattutto alla sua assenza dalle schede elettorali.
Una posizione che arriva dopo settimane nelle quali il tycoon aveva invitato i propri sostenitori a votare come se il suo nome fosse direttamente in gioco. In un successivo colloquio con il New York Times, Trump ha dichiarato di essere disposto ad accettare i risultati e a collaborare con i democratici. Ha però lasciato intendere che non intende rinunciare agli strumenti di cui dispone la Casa Bianca. Il messaggio più eloquente è arrivato ancora una volta dai social, dove ha pubblicato l’immagine di un cappellino rosso con la scritta “VETO”. Un riferimento al potere presidenziale di respingere le leggi approvate dal Congresso, che potrebbe diventare centrale nei rapporti con la nuova maggioranza.

Obama: “Gli americani hanno mandato un messaggio chiaro”
Di tono completamente diverso la reazione di Barack Obama, che nelle ultime settimane aveva partecipato a numerosi comizi per sostenere i candidati democratici. L’ex presidente ha affidato ai social un lungo messaggio in cui interpreta il voto come una richiesta di cambiamento. Secondo Obama, gli americani vogliono una politica capace di unire anziché dividere e rappresentanti in grado di proporre soluzioni concrete ai problemi quotidiani.
Ha poi sottolineato che il successo è stato possibile grazie a candidati provenienti da contesti differenti, capaci di ottenere consensi anche in territori considerati difficili per i democratici. Obama ha ringraziato anche i funzionari elettorali e i volontari di entrambi gli schieramenti per il lavoro svolto durante le votazioni.
Ma il suo messaggio non si è limitato ai festeggiamenti. Ricordando che l’amministrazione Trump resterà in carica ancora due anni, l’ex presidente ha invitato il Partito Democratico a trasformare il risultato elettorale in iniziative concrete, senza considerare la vittoria un punto d’arrivo.
Elon Musk scherza: “I miei laser spaziali non hanno funzionato”
Tra i commenti più curiosi c’è quello di Elon Musk, imprenditore alla guida di Tesla e SpaceX e proprietario di X. Musk, che aveva sostenuto economicamente i repubblicani durante la campagna elettorale, ha scelto una battuta per commentare la sconfitta.
“Sembra che i miei laser spaziali per interferire con le elezioni non abbiano funzionato stavolta”, ha scritto su X, ironizzando sulle accuse e sulle teorie circolate negli anni intorno alla sua influenza politica.
Secondo le ricostruzioni di Axios e del Wall Street Journal, il miliardario avrebbe destinato circa 445 milioni di dollari al sostegno dei candidati repubblicani durante questo ciclo elettorale. Musk ha pubblicato anche un secondo commento, osservando ironicamente che i centri dati nello spazio cominciano a sembrare un’idea interessante. Il riferimento arriva dopo la sconfitta repubblicana in Texas, Stato particolarmente importante per le attività delle sue aziende.
Teheran: “Gli americani hanno detto no alla guerra”
Da Teheran arriva invece una delle reazioni internazionali più dure. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha interpretato il risultato delle Midterm come un segnale di contrarietà degli elettori americani alla guerra contro l’Iran.
“Per coscienza o per il costo della vita, gli americani hanno detto NO ALLA GUERRA, e noi sosteniamo questo messaggio”, ha scritto su X.
Ghalibaf ha poi rivolto un avvertimento al governo statunitense, sostenendo che ignorare la volontà degli elettori per assecondare interessi esterni potrebbe avere conseguenze molto gravi.
Pechino: “Le elezioni sono una questione interna degli Stati Uniti”
Molto più prudente la reazione della Cina, che ha evitato di esprimere giudizi diretti sulla sconfitta repubblicana.
“Le elezioni di metà mandato sono una questione interna agli Stati Uniti”, ha dichiarato Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri cinese, durante il briefing del 4 novembre.
Pechino ha ribadito la disponibilità a continuare a collaborare con Washington, dando seguito alle intese raggiunte tra Xi Jinping e Donald Trump. La portavoce ha indicato tra gli obiettivi il rafforzamento della comunicazione, la gestione delle divergenze e l’ampliamento della cooperazione, sulla base di rispetto reciproco, equità e reciprocità. Un messaggio diplomatico che punta a preservare la stabilità dei rapporti tra le due principali potenze economiche mondiali, indipendentemente dal nuovo equilibrio politico del Congresso americano.
Le reazioni in televisione: da Rachel Maddow a Van Jones
La portata della vittoria democratica ha dominato anche i programmi di informazione americani. Rachel Maddow, uno dei volti più conosciuti del giornalismo televisivo progressista, ha descritto la conquista della Camera da parte dei democratici come un cambiamento di grande portata per Washington. Sulla CNN, il commentatore politico Van Jones, già consigliere dell’amministrazione Obama, ha interpretato il risultato come una netta risposta degli elettori alla linea politica di Trump.
A spiegare il peso politico del risultato contribuiscono anche i dati raccolti dagli exit poll: secondo CBS News, l’indice di approvazione di Trump tra gli elettori intervistati si attestava intorno al 38%, mentre circa tre quarti dichiaravano insoddisfazione per la direzione del Paese.