IL CASO DEL GIORNO

Meloni ultima grana dall'Egitto, il rifiuto di Zaki a volo di Stato e foto ricordo

Il giovane universitario ha rifiutato l'aereo speciale da Il Cairo a Ciampino. Arriverà a Bologna domenica ma poi ripartirà per l'Egitto

Meloni ultima grana dall'Egitto, il rifiuto di Zaki a volo di Stato e foto ricordo
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Una polemica dopo l'altra. Non saremmo in Italia. A poche ore dalla grazia concessa dal presidente egiziano Al Sisi, si sta alzando un autentico polverone sul rifiuto di Patrick Zaki a un volo di Stato per far rientro in Italia.

Una decisione che di fatto porta ad escludere che il giovane ricercatore possa essere accolto al suo arrivo nel nostro Paese dalle autorità (presidente della Repubblica, presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri.

La polemica, il rifiuto del volo di Stato

Dunque nemmeno il tempo di metabolizzare la soddisfazione per la grazia concessa al giovane che studia all'Università di Bologna che ecco arrivare per il Governo un'altra ondata di polemiche.

Il "no" di Zaki al volo di Stato (ma anche il suo cambio di programma con una permanenza di altri giorni in Egitto) sembra aver infastidito non poco i rappresentanti del nostro Esecutivo.

Perché la primissima lettura che ne sta emergendo è quella che lo studente "non voglia salutare il presidente del Consiglio Giorgia Meloni o gli esponenti del suo Governo".

Doppia polemica in poche ore

Un atteggiamento inatteso verso chi si è speso per la sua liberazione e che di fatto va a buttare benzina sul fuoco sugli attacchi polemici che erano stati mossi al Governo mercoledì scorso quando invece era giunta la notizia della condanna per Zaki a un altro periodo di reclusione nelle carceri egiziane.

Dal Centrosinistra erano infatti arrivate le accuse a Meloni e ai suoi ministri di aver fatto troppo poco per la liberazione del giovane universitario.

Una polemica che sembrava potersi esaurire con la grazia concessa esattamente 24 ore dal presidente egiziano.

Ma così evidentemente non è stato. E nel Centrosinistra c'è ora chi nuovamente gongola:

"Zaki non vuole incontrare Meloni o altri del suo Governo".

Il cambio di programma

A far discutere, a dire il vero è anche il cambio di programma di Patrick Zaki. Giovedì alla notizia della grazia che gli era stata concessa, più di qualcuno si era esposto esclamando "Ti aspettiamo a casa" auspicando che il ricercatore "sposasse" definitivamente l'Italia come sua "patria".

Tanto che Zaki era atteso in Italia subito, già venerdì. Poi il primo cambio di programma con l'arrivo previsto sabato, poi quello ulteriore con il rientro in Italia che dovrebbe avvenire domani, domenica 23 luglio.

Ma non solo. Zaki ha già annunciato che farà poi ritorno quasi subito in Egitto per sposare la sua fidanzata.

Insomma, un'agenda che sta lasciando un po' perplessi.

A Bologna con un volo di linea

Zaki si è limitato a parlare di "un leggero cambiamento dei piani" nonostante avesse appellato come "un sogno tanto atteso il ritorno a Bologna".

Che, come detto, non avverrà su un volo di Stato, ma a bordo di un volo di linea con primo scalo a Milano.

Nelle scorse ore infatti Zaki ha definitivamente rifiutato il volo speciale dal Cairo a Ciampino messo a disposizione da Palazzo Chigi per evitare di dover incontrare o farsi assistere dalle autorità italiane.

Sembra che sul saluto alle autorità e a eventuali foto celebrative e di ricordo il giovane sia stato irremovibile,

"Un gesto di indipendenza"

Il rifiuto, inutile giraci intorno, ha irritato e sta creando non poco imbarazzo al Governo che in queste ore aveva rivendicato i meriti di Farnesina, Intelligence e attività diplomatica per "portare a casa" la liberazione del giovane.

Ma da Amnesty Italia negano che alla base della decisione di Zaki ci possano essere motivazioni di orientamento politico:

"Decidere di viaggiare su un volo di linea non è un gesto di opposizione politica, ma un gesto di indipendenza. La reputazione dei difensori dei diritti umani si basa sulla loro indipendenza dai Governi".

Ma nonostante tutte le rinnovate polemiche di queste ore, l'interpretazione di non voler stare ancora e ulteriormente sotto la luce dei riflettori è quella che il giovane e Amnesty stanno cercando di sottolineare maggiormente.

Anche se viene difficile credere che il suo rientro in Italia (se davvero sarà domani) non sarà accompagnato da enfasi e clamori. 

La posizione del Governo

Diplomatica e senza troppi giri di parole la posizione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani:

"Gli è stata offerta questa possibilità ma non è un obbligo. A noi interessava liberarlo, poi come torna è una sua scelta".


Ancor più laconico e non senza una stoccata polemica il commento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto:

"E' una scelta sua personale, ci ha fatto risparmiare soldi".

Ma dalla maggioranza c'è chi come Gasparri di Forza Italia si aspetta che "prima o poi Zaki si spenda in parole più articolate di ringraziamento al Governo italiano".

Ma non solo. C'è anche chi, dietro l'anonimato sta prendendo una posizione ancor più netta:

"Se Zaki torna in Egitto, l'impegno morale dell'Italia e del Governo nei suoi confronti potrà dirsi definitivamente esaurito".

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