Meloni fa saltare il Cdm sul Decreto bollette: "Servono misure più efficaci"
Verso l'allargamento del bonus sociale e agevolazioni per le imprese

Avrebbe dovuto essere discusso durante il Consiglio dei Ministri delle ore 9 di martedì 25 febbraio 2025, ma così non sarà. Alla premier Giorgia Meloni non è piaciuta la bozza del Decreto bollette arrivata sulla sua scrivania e pertanto ha deciso di far slittare l'incontro al prossimo venerdì 28 febbraio 2025.
Meloni rinvia il Cdm: "Bozza decreto non soddisfacente"
Il decreto giunto sul tavolo di Meloni non sarebbe stato abbastanza, secondo la premier, che avrebbe ripreso i suoi ministri chiedendo "misure più efficaci".
Sulle bollette il lavoro dei tecnici dei ministeri dell'Economia e dell'Ambiente, guidati da Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto è proseguito per tutto il giorno per mettere a punto le misure.
Nonostante le voci di un possibile rinvio, nel pomeriggio sembrava tutto pronto per la riunione dell'indomani. Alla fine invece è arrivato lo slittamento e la riunione in programma martedì 25 alle 9 slitta a venerdì 28 febbraio 2025.

Meloni avrebbe ritenuto "non soddisfacente" la bozza predisposta dalle amministrazioni per affrontare il caro energia. Di qui la richiesta di "approfondire" ulteriori misure e la decisione di rinviare il Consiglio dei Ministri: l'obiettivo della premier è dare una risposta "più efficace" a famiglie e imprese, con una particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili. Il nodo non sarebbero le risorse, ma la necessità uno sforzo maggiore sulle norme, mantenendo le coperture individuate. E sul tavolo ci sarà anche il disegno di legge delega sul nucleare.
Le misure del decreto bollette
Il nuovo decreto dovrebbe far fronte al prossimo aumento delle bollette nel breve-medio periodo, identificato nei prossimi sei mesi con uno sforzo economico quantificabile in 2,8-3 miliardi. I tecnici del ministero dell'Economia e del ministero dell’Ambiente lavorano sue due fronti: da un lato - come fatto nel 2023 - estendere i bonus per le bollette a famiglie con redditi più alti rispetto agli attuali limiti - si passerebbe dagli attuali 9530 euro ai 15mila - dall’altro lato, si sta cercando una soluzione per fare in modo che anche le imprese abbiano agevolazioni più consistenti di quelle attuali.
Per sostenere le aziende si punta a recuperare 600 milioni dalle aste Ets (Emission trading system, la tassa sulle emissioni di Co2) e allo studio ci sarebbero anche una riduzione del differenziale tra il costo del gas sul mercato di riferimento europeo e quello sul mercato all'ingrosso italiano oltre ad una norma sul rinnovo o il prolungamento delle concessioni idroelettriche. Si lavora oltre anche al potenziamento del cosiddetto energy release ovvero la concessione di elettricità a prezzi calmierati per le imprese energivore che ricorrono a fonti rinnovabili. Attesa anche una riduzione degli oneri per la distribuzione del gas naturale.
Cresce la preoccupazione: le proposte di Schlein
Nel frattempo, cresce la preoccupazione delle associazioni dei consumatori e delle piccole imprese. Confcommercio ha avvertito come per le aziende del terziario la bolletta elettrica di gennaio si sia registrata una crescita media del 24% rispetto a gennaio 2024 e del 56,5% rispetto al 2019. Aumenti anche per il gas "con un +27% rispetto all'anno scorso e +90,4% rispetto al 2019".

L'opposizione intanto, in particolare il Pd con la segretaria Elly Schlein, ha ha lanciato due proposte sul caro energia. La prima prevede di "disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas" (chiesto anche da Confcommercio), visto che "oggi a fare il prezzo dell'energia in Italia è quello del gas che è la fonte più cara. Alcuni paesi sono intervenuti in questo senso". La seconda proposta riguarda "l'acquirente unico pubblico per ottenere prezzi dell'energia più bassi". Questi prezzi dell'energia, sottolinea la segretaria Dem, "le famiglie e le imprese li pagano più volte. Ci rivolgiamo anche alla maggioranza perché si possa fare insieme".