Politica
Braccio di ferro sui migranti

Il ministro dell'interno Piantedosi vuole la confisca delle navi ong (ma l'Europa...)

L'Esecutivo punta a depotenziare con l'effetto deterrente della confisca la flotta umanitaria operativa nel Canale di Sicilia.

Il ministro dell'interno Piantedosi vuole la confisca delle navi ong (ma l'Europa...)
Politica 16 Novembre 2022 ore 10:50

Il Governo Meloni non intende arretrare sul tema migranti e lotta alle Ong. La tensione con Parigi e l'imposizione di un giudice di far sbarcare tutti i profughi a largo delle coste calabre - in contrapposizione con la strategia dell'Esecutivo, che puntava a concedere la terraferma esclusivamente ai "fragili" - non incidono sulle intenzioni di Palazzo Chigi. Si punta a depotenziare con l'effetto deterrente della confisca la flotta umanitaria operativa nel Canale di Sicilia. Il nodo da sciogliere, però, riguarda la facoltà di aggirare eventuali richiami da parte di Corte costituzionale, Quirinale e Commissione europea.

Il Viminale punta alla confisca delle navi Ong

Il Governo intende lavorare ad un testo "a prova di ricorsi" da approvare. Nella giornata di ieri, 15 novembre 2022, il Viminale è stato protagonista di una riunione che ha visto il ministro Matteo Piantedosi confrontarsi con i capigruppo della maggioranza alla vigilia dell'informativa alle Camere sul fenomeno migratorio e sul recente braccio di ferro con 4 navi ong. Il vertice, durato circa un'ora, ha visto protagonisti FdI, Lega, Forza Italia e Noi moderati prima dell'informativa al Parlamento del titolare del Viminale.

Sono stati gli stessi capigruppo a chiederla per avere una ricostruzione degli eventi degli ultimi giorni, che hanno determinato anche un duro scontro con la Francia, ma "non cercato da noi", ha puntualizzato il ministro.

Il clima è stato definito "costruttivo" ed il ministro ha preparato poi l'intervento in programma oggi, che traccerà una fotografia del fenomeno con i dati degli sbarchi e quelli del sistema di accoglienza (104mila ospiti) messo sotto pressione dall'aumento degli arrivi. Piantedosi oggi sarà a Wiesbaden, in Germania, dove è atteso ad una riunione del G7 dell'Interno: occasione in cui ribadirà che serve una prospettiva europea per governare l'immigrazione, fenomeno strutturale che va gestito dagli Stati, bisogna quindi rafforzare i canali regolari e sicuri, frenando quelli illegali.

Sulla scia del decreto anti-rave

Sulla scia del decreto anti-rave, dove nell'idea di Piantedosi c'era la pena accessoria della confisca degli 'strumenti' utilizzati dagli organizzatori dei raduni, allo stesso modo la deterrenza che il ministro vuole dispiegare in questo caso si concretizza nella previsione di una sanzione amministrativa per le navi che in modo "sistematico" raccolgono migranti in mare senza coordinarsi con l'autorità responsabile di quell'area Sar: sanzione che farebbe scattare la confisca. Niente contestazioni penali, dunque, che in passato si sono dimostrate inefficaci, ma la confisca che può essere disposta dal prefetto.

Infine un dato concreto, con il quale fare i conti: l'eventuale pugno duro non sta agendo come deterrente per le partenze che continuano ogni giorno: lunedì, 14 novembre, sono arrivati in 1.300, ieri altri 250.

La posizione dell'Europa

In un contesto diplomatico già delicato si inscrive anche il chiarimento sul tema di Anitta Hipper, portavoce della Commissione Ue, che ha sottolineato che nell'obbligo di salvare le vite in mare "non c'è differenza tra le navi delle Ong o le altre navi: è un obbligo chiaro e inequivocabile a prescindere dalle circostanze".

Hipper ha inoltre precisato:

"Noi abbiamo messo sul tavolo una piattaforma di solidarietà volontaria. L'Italia ne è la prima beneficiaria, con la Francia e la Germania che hanno provveduto ai primi ricollocamenti. C'è la necessità che la solidarietà continui e questo sta accadendo".

L'Italia, durante la riunione del Consiglio Affari Esteri, ha sottolineato che il problema della migrazione, "è un problema europeo, non di Italia e Francia". Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando con i cronisti a Bruxelles, ha ribadito che "il problema va affrontato a livello comunitario".

Seguici sui nostri canali