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Canzone usata per uno spot elettorale

"Giù le mani da Radiofreccia". Ligabue e Accorsi contro Salvini e la Lega

I due vip si dissociano dal messaggio del partito e richiedono la rimozione dal video.

"Giù le mani da Radiofreccia". Ligabue e Accorsi contro Salvini e la Lega
Politica 22 Settembre 2022 ore 15:40

Inserita senza autorizzazioni, ha scatenato il dissenso da parte dei suoi autori. E' finito nella bufera l'ultimo spot elettorale della Lega, criticato da parte di Luciano Ligabue, Stefano Accorsi e Domenico Procacci. I tre avrebbero infatti esposto una diffida al partito di Matteo Salvini per aver inserito la canzone del film "Radiofreccia" senza aver ottenuto il permesso ufficiale.

Spot Lega usa la canzone di "Radiofreccia" senza autorizzazioni

A neanche un giorno dalla sua pubblicazione sui vari canali del Carroccio, l'ultimo spot della Lega ha già suscitato forti critiche che sono arrivate da alcuni volti celebri della musica e del cinema italiano.

LO SPOT DELLA LEGA CON LA CANZONE DI "RADIOFRECCIA":

Il partito di Matteo Salvini, infatti, nel recente filmato per la campagna elettorale, ha utilizzato, senza avere le dovute autorizzazioni, la canzone e il monologo del film "Radiofreccia". Un uso improprio che ha "mandato su tutte le furie" gli autori del pezzo ossia il cantante Luciano Ligabue, l'attore Stefano Accorsi e il produttore Domenico Procacci.

La diffida di Ligabue, Accorsi e Procacci

Le repliche immediate, quindi, non si sono fatte mancare. Come raccontato da Prima Reggio Emilia, Ligabue, Accorsi e Procacci, tramite la società Fandango, hanno diffidato la Lega. Il motivo riguarda l'aver utilizzato un brano audio con la voce di Stefano Accorsi tratto dal film "Radiofreccia", violando i loro diritti sul film e lasciando intendere un'adesione dei vip al contenuto del messaggio dal quale, invece, si dissociano totalmente.

Il cantante di Correggio, sulla sua pagina Facebook ufficiale, ha dato comunicazione ufficiale della diffida alla Lega:

"La Lega ha usato il credo laico di 'Radiofreccia' per la propria campagna elettorale, senza chiedere alcuna autorizzazione (che non sarebbe stata concessa), e con grave sprezzo della legge sul diritto d’autore. La diffida contiene l’invito alla immediata rimozione dal video di qualsiasi elemento tratto dal film e si riserva ogni più ampia tutela legale, in sede civile e penale"

IL POST DI LIGABUE:

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