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Draghi: "Dall'Italia 45 milioni di dosi per i Paesi poveri"

L'intervento del presidente del Consiglio all'Assemblea dell'Onu. Ha parlato anche di Afghanistan e emergenza climatica.

Politica 24 Settembre 2021 ore 12:04

L'Italia triplicherà il suo impegno e donerà 45 milioni di dosi di vaccino Covid ai Paesi poveri. Lo aveva anticipato qualche giorno fa il premier Mario Draghi, che questa mattina, venerdì 24 settembre 2021, ha ribadito lo sforzo del nostro Paese anche alla 76esima assemblea generale dell'Onu a New York.

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Draghi conferma: l'Italia donerà 45 milioni di dosi di vaccino ai Paesi poveri

L'intervento era già stato anticipato al Global Covid-19 Summit:

"Al Global Health Summit di Roma l'Italia si è impegnata a donare 15 milioni di dosi di vaccino entro la fine dell'anno, e oggi sono lieto di annunciare che siamo pronti a triplicare il nostro sforzo, donando altri 30 milioni di dosi entro la fine dell'anno".

E oggi il premier lo ha ribadito di fronte a un centinaio di leader mondiali, puntando ancora l'accento sulle disuguaglianze tra Paesi ricchi e poveri, definite senza mezzi termini "moralmente inaccettabili".

"A più di un anno e mezzo dall'inizio della pandemia possiamo pensare al futuro con maggiore ottimismo. La campagna di vaccinazione ci ha restituito fiducia nella nostra capacità di conquistare una nuova normalità. Ma la pandemia non è finita e anche quando lo sarà, avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze. Per questo dobbiamo eliminare le disparità tra Paesi. E' inaccettabile che in quelli ad alto reddito il 65% della popolazione abbia ricevuto almeno una dose mentre in quelli più poveri è solo il 2%. Meno vaccinazioni vuol dire più morti: finché il virus circolerà liberamente e potrà mutare metterà a rischio le campagne vaccinali più avanzate. Le enormi differenze nelle campagne vaccinali rischiano di peggiorare anche le diseguaglianze socio-economiche  tra nazioni".

 

Afghanistan e clima

Nel corso del suo intervento, il presidente del Consiglio ha parlato anche della situazione in Afghanistan lanciando il G20 straordinario proposto sotto la presidenza italiana del forum.

"Aiuti umanitari, sicurezza e diritti umani sono le priorità a cui il vertice dovrà dare massimo sostegno. La situazione umanitaria in Afghanistan è la più immediata, anche per l'avvicinarsi dell'inverno che crea più di una preoccupazione.  Ma dobbiamo pure evitare che il Paese torni ad essere una minaccia per la sicurezza internazionale. I nuovi governanti devono dimostrare con le loro scelte, e non solo a parole, di credere nel rispetto delle libertà individuali. A oggi stiamo assistendo allo smantellamento dei progressi degli ultimi 20 anni relativamente alla difesa delle libertà fondamentali, soprattutto per le donne".

Spazio poi a un'altra emergenza - quella climatica - di cui il premier aveva già parlato nei giorni scorsi definendo la situazione catastrofica:

"Dobbiamo agire ora, per tutelare il pianeta, la nostra economia e le generazioni future. E' nostro dovere ascoltare i giovani perché saranno loro a ereditare il pianeta. Sostengo convintamente il  ruolo guida dell'Unione Europea nella transizione ecologica e  invito i governi a  impegnarsi  direttamente per aiutare cittadini e imprese a sostenerne i costi".