vicenda chiusa

Crans Montana, la premier Meloni conferma: “Non saranno chieste le fatture sanitarie alle famiglie italiane”

Alla base ci sarebbe stato un disguido nelle fatture ospedaliere svizzere. Tensioni chiuse dopo l'incontro tra la premier e Parmelin

Crans Montana, la premier Meloni conferma: “Non saranno chieste le fatture sanitarie alle famiglie italiane”

La missione nel Caucaso di Giorgia Meloni non ha riguardato solo l’energia, il gas o i temi legati all’immigrazione: a margine del vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan, la premier italiana ha affrontato anche la questione delle spese mediche legate alla tragedia di Crans-Montana, chiudendo un episodio che aveva generato imbarazzo e tensioni diplomatiche.

Meloni ha avuto un colloquio riservato con il presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin, durante il quale ha raccolto l’impegno politico affinché alle famiglie dei ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo di Capodanno del locale Le Constellation non venga richiesto alcun onere per le cure ospedaliere prestate in Svizzera. Lo ha reso noto una nota di Palazzo Chigi, sottolineando come la vicenda delle fatture agli italiani sia stata finalmente sanata.

Crans Montana, la premier Meloni conferma: "Non saranno chieste le fatture sanitarie alle famiglie italiane"

Al fine di evitare qualsiasi malinteso, la Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie delle vittime”, ha scritto Parmelin su X, confermando l’accordo raggiunto con Meloni. “Ho confermato a Meloni che la Confederazione esaminerà la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra gli Stati interessati, sulla base delle disposizioni legali vigenti. Queste spese saranno coperte dall’aiuto alle vittime, nella misura in cui non sono coperte dalle assicurazioni”.

Un incidente diplomatico e politico

La vicenda aveva avuto una forte risonanza a livello politico: l’incendio del Constellation tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 non era stato solo una tragica fatalità, ma il risultato di un combinato disposto tra la superficialità dei proprietari, i coniugi Moretti, e le mancanze dei controlli di sicurezza del Canton Vallese.

Crans Montana, la premier Meloni conferma: "Non saranno chieste le fatture sanitarie alle famiglie italiane"
Il momento in cui sono divampate le prime fiamme nel locale

Le fatture per le cure ospedaliere, inviate a tre famiglie italiane di giovani feriti, avevano raggiunto importi molto elevati, tra 17.000 e 200.000 franchi. La risposta italiana era stata immediata e netta: Meloni aveva denunciato l’“ignobile richiesta” di pagamento e assicurato che l’Italia l’avrebbe respinta.

Parmelin ha confermato che i feriti e le loro famiglie, ovunque risiedano, non avranno nulla da pagare per le cure ricevute in Svizzera e che eventuali costi non coperti dalle assicurazioni saranno gestiti tramite l’assistenza alle vittime.

Il piano giudiziario

Parallelamente alla soluzione diplomatica, l’Italia ha mosso un passo significativo sul piano giudiziario. Nei giorni scorsi è stata depositata presso la procura di Sion la costituzione di parte civile dello Stato italiano nell’indagine sul rogo. L’iniziativa, voluta direttamente da Meloni e promossa dall’Avvocatura generale dello Stato, si fonda sull’assunto che la tragedia abbia causato un danno diretto al patrimonio pubblico, considerando le risorse impiegate dalla Protezione civile per assistenza medica, psicologica e logistica.

L’avvocato ginevrino Romain Jordan, che assiste diverse famiglie delle vittime, ha sottolineato come il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell’incidente sia “estremamente verosimile”. Di conseguenza, la richiesta di ristoro mira a includere tutti i soggetti che dovessero risultare civilmente responsabili.

A Roma, i pm sono in attesa dei risultati complessivi delle autopsie sulle sei vittime italiane; gli esiti saranno trasmessi ai magistrati elvetici nell’ambito della collaborazione giudiziaria già avviata. Attualmente risultano iscritti nel registro degli indagati Jaques Moretti e Jessica Moretti, con accuse di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione delle normative di sicurezza.

Il sistema sanitario svizzero

Il caso ha evidenziato anche le differenze tra i sistemi sanitari: in Svizzera la gestione delle prestazioni sanitarie avviene tra strutture pubbliche e private, e ogni residente deve avere un’assicurazione sanitaria di base. Le parcelle vengono inviate al paziente o, più spesso, all’assicuratore. Nel caso di Crans-Montana, alcune fatture sono state inviate anche alle famiglie per conoscenza, generando il malinteso.

L’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, ha spiegato che la legge prevede l’invio della copia al paziente, ma che si era deciso inizialmente di non inviarle; un disguido ha fatto sì che tre famiglie ricevessero le parcelle.