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tasse e campagna elettorale

Cosa è la flat tax e quale è la posizione dei partiti

Il Centrodestra è d'accordo, ma ha posizioni differenti su aliquote e tempi, il Centrosinistra invece è contrario.

Cosa è la flat tax e quale è la posizione dei partiti
Politica 10 Agosto 2022 ore 07:12

E' uno dei temi più "caldi" della campagna elettorale. Come di ogni campagna elettorale. L'argomento delle tasse - soprattutto in un momento di crisi economica - è uno dei più sentiti. E da qualche tempo si parla sempre più spesso di flat tax, soprattutto nell'ambito dei programmi del Centrodestra. Ma cosa è la flat tax?

Cosa è la flat tax

La flat tax (letteralmente, tassa piatta) è un sistema fiscale non progressivo, basato su un'aliquota fissa, al netto di eventuali deduzioni fiscali o detrazioni.

Solitamente tale sistema si riferisce alle imposte sul reddito familiare, e talvolta sui profitti delle imprese, tassate con un'aliquota fissa. Questo sistema di tassazione fu ideato per la prima volta nel 1956 dall'economista statunitense Milton Friedman.

I sistemi di flat tax  solo in alcuni casi esonerano le famiglie con un reddito inferiore a uno stabilito per legge (la cosiddetta no tax area). Le flat tax non sono comuni nelle economie avanzate, le cui imposte statali includono un'aliquota progressiva sui redditi delle famiglie e sugli utili delle aziende, cosicché l'aliquota aumenta in percentuale all'aumentare del reddito.

Attualmente in Italia non è applicata a pieno regime. È riservata alle partita Iva, con aliquota al 15% per i redditi fino a 65mila euro.

La posizione dei partiti

La flat tax è un cavallo di battaglia soprattutto del Centrodestra. Che però ha posizioni differenti e che dovrà trovare una quadra a breve dato che entro il fine settimana è stata annunciata la presentazione del programma.

Da sempre di flat tax (correlando l'argomento alla pace fiscale) è Matteo Salvini. Il leader della Lega è il più agguerrito sul tema e ha lanciato l'ipotesi di una flat tax al 15% per tutti i lavoratori dipendenti. Un obiettivo che - secondo il "Capitano" - si potrebbe raggiungere in cinque anni.

Diversa la posizione di  Silvio Berlusconi, che ha parlato di flat tax al 23%, accorciando però i tempi:

"La flat tax ha fatto aumentare anche del 30% le entrate per lo Stato: non vogliamo creare ulteriore deficit. Con la crescita che produrremo avremo l'abbassamento delle tasse anche sotto il 20%. La flat tax sarà nel programma dei primi cento giorni, è il punto più importante del programma".

Fratelli d'Italia, invece, non sembra troppo convinta. Nei giorni scorsi Giorgia Meloni ha invitato gli alleati a "non fare promesse irrealizzabili". Al momento nei piani di FdI  l'idea di tassa piatta è limitata ai redditi incrementali, cioè all'eventuale quota di imponibile dichiarato che superi i livelli dell'anno precedente.

Posizioni molto diverse, tra le quali occorrerà fare sintesi per arrivare al dunque prima della presentazione del programma.

Nel Centrosinistra, invece, la flat tax non piace particolarmente. Dal Pd ai partiti più piccoli, si punta più su una patrimoniale, sottolineando come la tassa piatta favorirebbe i ceti più ricchi e impoverirebbe i servizi (scuola, sanità e via dicendo).

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