un segno indelebile

Addio Emma Bonino: oggi i funerali di Stato laici in Campidoglio, l’omaggio delle istituzioni

Cerimonia laica nella Protomoteca con Mattarella, Meloni e le massime istituzioni

Addio Emma Bonino: oggi i funerali di Stato laici in Campidoglio, l’omaggio delle istituzioni

L’Italia rende oggi l’ultimo saluto a Emma Bonino. Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma, si svolgono i funerali di Stato in forma laica della storica leader radicale, scomparsa l’11 settembre all’età di 78 anni. Alla cerimonia partecipano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Senato Ignazio La Russa, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico.

Una scelta, quella dei funerali di Stato, che riconosce il ruolo avuto da Bonino nella storia repubblicana: dalle battaglie per i diritti civili alle campagne per la difesa delle donne, dall’impegno europeo alla politica internazionale.

La camera ardente: due giorni di omaggio in Campidoglio

Prima delle esequie, la camera ardente in Campidoglio ha raccolto centinaia di persone. Domenica 13 e lunedì 14 settembre cittadini, esponenti politici, rappresentanti delle associazioni e del mondo radicale hanno reso omaggio alla leader di +Europa.

Nella Sala della Protomoteca sono arrivati mazzi di fiori e messaggi di ricordo. Accanto al feretro sono state deposte le corone della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Senato, della Presidenza della Camera e di Palazzo Chigi, oltre a quella di Radio Radicale.

Durante la veglia civica in piazza del Campidoglio, molti hanno ricordato soprattutto il tratto distintivo della sua storia politica: la capacità di trasformare battaglie considerate minoritarie in temi centrali del dibattito pubblico.

Bonino
Bonino, camera ardente

Mattarella: “Ha impresso un segno nella vita della Repubblica”

Fra i primi messaggi istituzionali dopo la morte, quello del Quirinale ha sottolineato il peso storico della figura di Bonino.

Il presidente Sergio Mattarella ha parlato di una scomparsa che “addolora profondamente” e ha ricordato come Bonino abbia “impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente”.

Nel ricordo del Capo dello Stato sono emersi i diversi aspetti della sua lunga esperienza: “radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, è stata protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società”.

Il ricordo di Bonino ha attraversato gli schieramenti politici. Anche chi ha avuto con lei profonde differenze ha riconosciuto il ruolo esercitato nella vita pubblica italiana.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato una personalità “forte” e “coerente”, mentre esponenti dell’opposizione hanno sottolineato il valore delle sue battaglie sui diritti individuali, sull’Europa e sulle libertà civili. Alla camera ardente è arrivato anche il ricordo del mondo radicale, con la bandiera europea deposta sul feretro dal segretario di +Europa Riccardo Magi, gesto simbolico per sottolineare uno dei grandi temi della vita politica di Bonino: il progetto di un’Europa più unita e federale.

Dal divorzio all’aborto, dall’Europa ai diritti umani: mezzo secolo di battaglie

La biografia politica di Emma Bonino attraversa oltre cinquant’anni della storia italiana.

Negli anni Settanta fu tra le protagoniste delle campagne radicali per i diritti delle donne e per la legalizzazione dell’aborto, una battaglia culminata nella legge 194 del 1978. Negli anni successivi ha portato avanti campagne contro la pena di morte, per i diritti umani e per il rafforzamento delle istituzioni europee.

È stata commissaria europea, ministra degli Esteri nel governo Letta, vicepresidente del Senato e senatrice. Una carriera politica segnata da posizioni spesso controcorrente e da un linguaggio diretto, che l’ha resa una delle figure più riconoscibili della politica italiana contemporanea. E’ stata – soprattutto – una donna tenace, competente e libera, a servizio delle donne.