Nonostante gli avvertimenti degli alti ufficiali sul fatto che un prolungarsi della guerra a lungo termine indebolirebbe le capacità statunitensi di affrontare minacce altrove, il capo del Pentagono USA, Pete Hegseth, come riferito dal Wall Street Journal che cita alcune fonti, avrebbe prorogato il dispiegamento delle truppe in Medio Oriente fino al 2027.

Una mossa che potrebbe quindi protrarre il conflitto contro l’Iran almeno fino al prossimo anno, con 50mila truppe che resteranno nella regione. Ma sul tavolo della strategia bellica statunitense, aggiunge il quotidiano americano, Trump valuta se dichiarare conclusa la guerra, convinto che il piano di pressioni economiche verso il regime funzionerà.
La provocazione: “Da stretto di Hormuz a stretto di Trump”
Davanti ai candidati repubblicani alle elezioni di metà mandato, il Presidente USA ha ribadito che gli Stati Uniti stiano “vincendo la guerra” e che siano in controllo dello stretto di Hormuz. E proprio su questo punto, senza tradire il suo fare provocatorio, Trump avrebbe ipotizzato di ribattezzare la striscia d’acqua tra la Penisola Arabica e l’Iran col suo nome, cioè “Stretto di Trump“.

Il capo della Casa Bianca non è nuovo a provocazioni di questo tipo (la più recente ha riguardato la scelta di nominare il lago Ontario in lago America), ma con un segnale simile intende ribadire con forza la maggiore influenza statunitense sullo stretto (in modo tale da spingere i mercati a far scendere i prezzi del petrolio), che per Teheran, fin dall’inizio del conflitto, ha rappresentato un fattore fondamentale da portare sul tavolo dei negoziati.
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Continuano gli attacchi reciproci
Nel frattempo, sul campo non c'è soluzione di tregua all'escalation di attacchi. Ignorando gli avvertimenti USA, l'Iran ha risposto ai recenti raid americani (fatti contro 100 obiettivi iraniani, tra cui due petroliere), uno dei quali, riferiscono dalla Repubblica Islamica, ha colpito una festa di matrimonio (ci sarebbero 18 vittimi e 108 feriti), circostanza definita "crimine di guerra".
Teheran ha così lanciato missili e droni contro le basi americane nel Kurdistan Iracheno, in Kuwait, in Bahrein e negli Emirati Arabi Uniti.
Senatore repubblicano contro Hegseth
Tornando a quanto affermato in apertura, cioè che Hegseth ha prorogato il dispiegamento di truppe USA in Medio Oriente fino al 2027, sulla figura del capo del Pentagono cominciano a crescere sempre più malumori espliciti.
Non solo il segretario all'Esercito Dan Driscoll si è dimesso dopo mesi di tensioni con Hegseth, ma ora anche il senatore repubblicano del North Carolina Thom Tillis, ex membro della Commissione per i Servizi Armati del Senato, ha chiesto al Presidente Trump di licenziarlo. Alla base di questa richiesta c'è, secondo lui, una "gestione incompetente" delle forze armate, pensiero che ha espresso apertamente sul suo profilo X.
"Si sente intimidito dalle persone competenti e, invece di dedicarsi con serietà al lavoro fondamentale della nostra difesa nazionale e alla salute e al benessere delle nostre forze combattenti, preferisce alimentare le guerre culturali".