GUERRA IRAN

Netanyahu da “L’accordo ci è passato sopra” a “Principali obiettivi raggiunti”

Intanto niente accordo UE sulle sanzioni a Ben Gvir: manca unanimità

Netanyahu da “L’accordo ci è passato sopra” a “Principali obiettivi raggiunti”

Stati Uniti e Iran sono giunti a un accordo per la fine del conflitto in Medio Oriente, con la firma del memorandum di pace prevista per venerdì prossimo, 19 giugno 2026, in Svizzera. Un passaggio atteso da molti, soprattutto perché sblocca la crisi energetica dovuta alla prolungata chiusura dello stretto di Hormuz che ha frenato per lungo tempo i traffici di combustibili.

Ma tra i tanti che sono soddisfatti per il cessate il fuoco, c’è qualcuno che si è risentito. Stiamo parlando di Israele, che lo scorso 28 febbraio 2026 aveva dato inizio alla guerra contro l’Iran insieme agli USA, con l’obiettivo primo di evitare che Teheran si dotasse della bomba nucleare.

Ricordiamo che parallelamente alla guerra USA-Iran, Israele sta portando avanti un fronte del conflitto in Libano contro Hezbollah, l’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista. Ma ora che i due massimi avversari in Medio Oriente sono arrivati a un accordo, lo Stato Ebraico si è sentito superato e non coinvolto a pieno al tavolo delle trattative.

Accordo USA-Iran: parla Netanyahu

A riguardo, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto una conferenza stampa, tornando a parlare con i giornalisti a distanza di tre mesi.

Il primo messaggio lanciato dal massimo rappresentante governativo di Tel Aviv è stato il seguente:

“La cosa più importante è che abbiamo salvato Israele da una minaccia esistenziale e imminente perché l’Iran stava correndo all’armamento nucleare e stava seppellendo sotto terra i missili. Se non avessimo agito quando abbiamo agito, con i nostri amici americani, tutti voi che ascoltate sareste stati sotto minaccia imminente di morte”.

Poi ha aggiunto:

“Abbiamo eliminato gli scienziati nucleari, la leadership del regime del terrore, abbiamo decimato la maggior parte del programma missilistico e infinite infrastrutture militari. Abbiamo inflitto danni per milioni di miliardi di dollari. Da decine di anni combatto contro gli sforzi dell’Iran di ottenere nucleare. È la missione della mia vita: con o senza accordo, vi dico che l’Iran non avrà armi nucleari. Finché sono premier, non accadrà”.

Netanyahu, tuttavia, ha dichiarato che, a prescindere dall’accordo di pace USA-Iran, la questione non è chiusa del tutto:

“Ma non è finita qui. Dobbiamo continuare a difenderci. Sul Libano rimarremo nella zona cuscinetto fino a che sarà necessario. Gli iraniani volevano che ci ritirassimo e non è accaduto perché io mi sono battuto per questo. Se si pongono minacce nei nostri confronti, manteniamo la libertà di azione“.

Infine, il Primo Ministro di Israele è stato incalzato in merito al suo rapporto con il Presidente USA Donald Trump:

“Ci conosciamo da decenni. Molto spesso vediamo le cose allo stesso modo, e ci sono volte che non è così. Io sono responsabile degli interessi nazionali di Israele e conosco molto bene l’arena della politica americana per sapere come muovermi”.

Alla domanda “Può dire che è lei che governa Israele e non Trump, e si ricandiderà?“, ha evidenziato:

“I miei rapporti con Trump sono quelli di due partner di lunga data, e ogni tanto ci sono divergenze. Chi pensa che si possa non prendere in considerazione quello che dice il nostro alleato USA, sbaglia. Ma alla mia guida, ho dimostrato di aver portato Israele alla sua posizione di forza attuale”.

Niente sanzioni UE a Ben Gvir

Riguardo all’accordo di pace tra USA e Iran, nelle ore successive all’annuncio si è espresso Itamar Ben Gvir, ministro della sicurezza nazionale ed esponente dell’estrema destra israeliano, che su ha incoraggiato Netanyahu a continuare la guerra:

“Signor Primo Ministro, sii forte e coraggioso, non avere paura e non scoraggiarti”.

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Itamar Ben Gvir

Poi, in un altro post, ha aggiunto:

L’accordo di Trump non ci vincola. Israele non è soggetto agli Stati Uniti e siamo una nazione indipendente e sovrana! Sottolineiamo: amiamo gli Stati Uniti e siamo grati al Presidente Trump. Eppure, lo Stato di Israele non è una repubblica delle banane. Lo dico sempre al Primo Ministro e lo ripeto a porte chiuse in ogni momento storico cruciale: nei momenti storici, bisogna prendere una decisione storica. La mia posizione è chiara: non siamo partner di questo accordo che non garantisce la nostra sicurezza e non ci vincola in alcun modo. Non dobbiamo scendere a compromessi su nulla che non sia lo smantellamento di Hezbollah“.

Nel frattempo, Kaja Kallas, alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, durante il Consiglio Affari esteri a Lussemburgo ha riferito:

“Molti Stati membri hanno proposto di sanzionare il ministro Ben Gvir. Al momento, dalle mie consultazioni con gli Stati membri, emerge che non abbiamo la necessaria unanimità per prendere questa decisione“.

La volontà di sanzionare il ministro della Sicurezza nazionale di Israele era maturata a seguito della pubblicazione del video di Ben Gvir nel quale mostrava il trattamento fatto da Israele nei confronti degli attivisti della Global Sumud Flotilla, fermati in acque internazionali e portati al porto di Ashdod. In quel filmato, si vedevano i membri della missione umanitaria per Gaza con le mani legate, tenuti in ginocchio e con la testa rivolta verso terra.