Il caso

Netanyahu chiede di aprire un’indagine sui soldati che hanno testimoniato nel film “Naza”

Il documentario Yuval Abraham e Rachel Szor, premio speciale della Giuria alla Mostra del cinema di Venezia, ha riscosso successo al botteghino in Italia. Da novembre sarà disponibile gratuitamente in streaming sul sito del Guardian

Netanyahu chiede di aprire un’indagine sui soldati che hanno testimoniato nel film “Naza”

Mentre in Italia e nel mondo il docu-film “Naza“, Premio Speciale della Giuria all’83esima Mostra del cinema di Venezia (durante la quale, al termine della proiezione, ha ricevuto una standing ovation di 25 minuti), ha raccolto grande successo di pubblico nelle sale cinematografiche, in Israele Benjamin Netanyahu si è mosso per prendere provvedimenti non solo nei confronti dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor.

“Naza”, Netanyahu chiede un’indagine sui soldati che hanno testimoniato

Il Primo Ministro dello Stato Ebraico, infatti, ha chiesto al procuratore generale, al capo dell’esercito e al capo dello Shin Bet, i servizi segreti interni, di identificare e aprire un’indagine sui ventiquattro militari e membri dell’intelligence che hanno fornito testimonianze anonime.

Nel dettaglio, l’opera ricostruisce i sistemi di pianificazione degli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza a partire dal 7 ottobre 2023, basandosi sulle inchieste giornalistiche pubblicate tra il 2023 e il 2025 da The Guardian, +972 Magazine e Local Call.

Attraverso testimonianze rese anonime con l’alterazione di volti e voci, il film raccoglie le dichiarazioni di ufficiali dell’intelligence militare e soldati israeliani coinvolti nelle operazioni a Gaza. Il titolo “Naza” richiama un acronimo militare utilizzato dall’intelligence, derivato dalle parole “Nezek Agavi“, tradotto come “danno collaterale“, che indica il margine di vittime civili considerato tollerabile in un singolo attacco.

Nei confronti dei testimoni, Netanyahu chiede di intervenire “con urgenza” per identificare le persone coinvolte e di aprire un’indagine penale per presunti reati legati alla divulgazione di informazioni riservate, alla diffamazione e al danneggiamento degli interessi diplomatici e di sicurezza di Israele.

“Il film racconta una storia falsa, fuorviante e di parte che diffama lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane nel mondo e danneggia gravemente la reputazione di Israele” ha riferito Netanyahu in una nota.

Documentario in streaming gratis da novembre

Dopo l’uscita del docu-film, anche i registi Yuval Abraham e Rachel Szor sono stati presi di mira, addirittura con intimidazioni e minacce. Miki Zohar, ministro della Cultura israeliano, ha detto di voler revocare loro la cittadinanza e l’esercito ha pubblicato un lungo documento nel quale li accusa di aver diffuso notizie false.

Al termine della proiezione nelle sale cinematografiche, i due registi israeliani hanno comunicato che “Naza” sarà visibile gratuitamente in streaming da novembre sul sito del “The Guardian”.