Dalle parole alla possibilità concreta di azioni. Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, in un video pubblicato sui suoi canali social, annuncia che presenterà due disegni di legge per punire chi diffama i soldati dell’IDF all’estero.
“Saremo al fianco dei nostri eroici guerrieri. Revocheremo la cittadinanza a chiunque diffami i soldati delle Forze di Difesa Israeliane all’estero e li colpiremo duramente nel portafoglio”.
אנחנו נשמור על הלוחמים הגיבורים שלנו. נשלול אזרחות למי שיכפיש את חיילי צה״ל בעולם – ונפגע לו עמוק בכיס. pic.twitter.com/ziS6N37Jpe
— Benjamin Netanyahu – בנימין נתניהו (@netanyahu) September 16, 2026
In particolare, Netanyahu ha spiegato che il il primo Ddl introdurrà la possibilità di revocare la cittadinanza, mentre il secondo aumenterà la somma che potrebbe essere loro richiesta se riconosciuti colpevoli.
Il caso del film “Naza”
Il primo ministro di Israele fa poi dei nomi, cioè il leader del partito “I Democratici” Yair Golan, l’ex procuratore generale militare Yifat Tomer-Yerushalmi e ovviamente Yuval Abraham e Rachel Szor, registi del documentario “Naza“, che recentemente ha vinto il Premio Speciale della Giuria all’83esima Mostra del cinema di Venezia.
Al termine della proiezione al Lido, la pellicola ha registrato anche una standing ovation di ben 25 minuti, record per la rassegna cinematografica. Nel dettaglio, l’opera ricostruisce i sistemi di pianificazione degli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza a partire dal 7 ottobre 2023, basandosi sulle inchieste giornalistiche pubblicate tra il 2023 e il 2025 da The Guardian, +972 Magazine e Local Call.
Attraverso testimonianze rese anonime con l’alterazione di volti e voci, il film raccoglie le dichiarazioni di ventiquattro tra ufficiali dell’intelligence militare e soldati israeliani coinvolti nelle operazioni a Gaza. Il titolo “Naza” richiama un acronimo militare utilizzato dall’intelligence, derivato dalle parole “Nezek Agavi“, tradotto come “danno collaterale“, che indica il margine di vittime civili considerato tollerabile in un singolo attacco.
Le accuse in Israele
Su “Naza”, nonostante la grande accoglienza cinematografica internazionale, all’interno di Israele sono esplose le polemiche.
Sempre sui social, Netanyahu aveva inizialmente affermato:
“Ne ho sentito parlare, ed è sconvolgente. Stiamo combattendo l’incitamento all’antisemitismo in tutto il mondo, ma quando proviene da dentro di noi, è intollerabile“.
Il capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano Eyal Zamir, invece, aveva parlato di “un tentativo deliberato di minare la legittimità dell’Idf e dello Stato di Israele“. Ecco perché sul caso ha disposto che venga aperta una indagine, incaricando il procuratore generale militare di “valutare e promuovere possibili iniziative legali riguardanti il film e i soggetti coinvolti“:
“Non permetteremo che i soldati dell’Idf vengano trasformati in bersagli attraverso menzogne e infamanti accuse di sangue. Un simile tentativo va contrastato con decisione, utilizzando ogni strumento a nostra disposizione: legale, di comando e di diplomazia pubblica”.
Itamar Ben Gvir, ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, tra gli esponenti più estremisti, si è rivolto direttamente ai registi Yuval Abraham e Rachel Szor:
“A coloro che diffamano i nostri eroici combattenti, che rischiano la loro vita affinché possiamo vivere in pace e sicurezza, io dico: voi siete una vergogna e un disonore per l’intero popolo d’Israele. Andatevene. Sono sicuro che i vostri amici, i nostri nemici di Hamas a Gaza, vi accoglieranno a braccia aperte!”.
In queste ultime ore, purtroppo, il livello di tensione ha raggiunto un picco. Sotto casa della famiglia della regista Rachel Szor, infatti, si è svolta una manifestazione organizzata dagli estremisti, che accusano i due autori di “Naza” di tradimento.
“Nessun perdono per Yuval Abraham e Rachel Shor” hanno urlato i manifestanti.
Un video ha ripreso quei momenti ed è stato diffuso sui social.
Protestors tonight gathered outside the home of the parents of Rachel Szor, in the affluent town of Savyon, (when she is not there, she is abroad) one the directors of the NAZA movie and are terrorizing them and counter-demonstrators by calling for their death. This is what… pic.twitter.com/jHqSqyUw05
— Shaiel Ben-Ephraim (@academic_la) September 17, 2026