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“Mondo devastato da una manciata di tiranni”: Papa Leone non si ferma

Prevost è arrivato in Camerun, seconda tappa del suo viaggio in Africa

“Mondo devastato da una manciata di tiranni”: Papa Leone non si ferma

Papa Leone XIV non si lascia intimorire. Sono stati giorni complessi per il Pontefice che, mentre è impegnato nella missione apostolica in Africa, è stato attaccato a più riprese dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Prima lo ha definito “debole sul crimine e pessimo in politica estera“, aggiungendo la sua preferenza per il fratello Louis, sostenitore MAGA, e affermando che senza di lui alla Casa Bianca Prevost non sarebbe mai salito al Vaticano. Poi Trump ha aggiunto che il Papa “ha detto cose sbagliate” e che per questo motivo non c’era alcun motivo di scusarsi.

Infine, proprio in queste ultime ore, il Presidente USA ha riferito che non ci sarebbe necessità di incontrare Papa Leone XIV per risolvere le divergenze:

Ho il diritto di non essere d’accordo con il Papa. Non ho nulla da obiettare al fatto che il Papa possa dire ciò che vuole, ma io posso essere in disaccordo”.

“Mondo devastato da una manciata di tiranni”

Dal canto suo, il Santo Padre, senza mai citare direttamente Trump, durante le sue visite in Algeria e in Camerun, continua a diffondere il suo messaggio di pace:

“Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno” aveva dichiarato Papa Leone XIV martedì 14 aprile 2026 ad Annaba (Algeria).

Due giorni più tardi, nella Cattedrale di San Giuseppe a Bamenda, nel nord-ovest del Camerun, il Pontefice ha rincarato la dose:

Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici, trascinando ciò che è sacro nell’oscurità e nella sporcizia. Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di fratelli e sorelle solidali”.

Le prima parte del suo discorso fa riferimento alle due immagini, create con l’intelligenza artificiale, che Trump ha diffuso in questi giorni sul suo social Truth: una che lo raffigura nelle vesti di Gesù, l’altra che lo vede abbracciato a Cristo.

La prima foto pubblicata da Trump, poi cancellata

Oltre a ciò, sempre su Truth, il capo della Casa Bianca era tornato alla carica contro Prevost con questo post:

“Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l’attenzione. L’AMERICA È TORNATA!”.

Il Santo Padre, all’uscita dalla cattedrale camerunense, ha liberato delle colombe bianche, simbolo di pace in una regione dell’Africa centrale che ha definito “una terra insanguinata ma fertile, che è stata maltrattata“. All’aeroporto di Bamenda, invece, Leone XIV ha condannato lo sfruttamento in corso dell’Africa, criticando “coloro che, in nome del profitto, continuano a mettere le mani sul continente africano per sfruttarlo e saccheggiarlo“.

Nella giornata di venerdì 17 aprile 2026, il Pontefice sarà sempre in Camerun: ha lasciato la Capitale Yaoundé per volare verso la città sud-occidentale di Douala, dove celebrerà la messa, visiterà un ospedale cattolico e incontrerà docenti universitari e studenti.