Ieri, 4 maggio 2026, la capitale armena ha ospitato l’ottava edizione del vertice della Comunità politica europea, un appuntamento che ha visto la partecipazione di circa cinquanta leader internazionali. Fra loro anche la premier italiana Giorgia Meloni. Per la prima volta, un Paese non europeo è stato invitato come ospite d’onore: si tratta del Canada, rappresentato da Mark Carney, che si è confrontato con colleghi alle prese con le tensioni provocate dalle politiche di Donald Trump.

Le accuse di Trump e la risposta di Meloni
Negli ultimi giorni, la premier italiana è diventata bersaglio degli attacchi del tycoon. Trump ha accusato l’Italia di non aver sostenuto a sufficienza gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran, arrivando a mettere in discussione la cooperazione militare tra Roma e Washington. In particolare, il tycoon ha ventilato un parziale ritiro dei militari statunitensi dalle basi italiane, insinuando che il nostro Paese non stia rispettando i suoi impegni Nato.
Le accuse di Trump si inseriscono in un quadro di crescente tensione internazionale: l’offensiva statunitense contro l’Iran ha avuto ripercussioni significative sull’economia globale e ha reso più fragili le alleanze storiche. La Casa Bianca, secondo quanto dichiarato dal repubblicano, ritiene che alcuni Paesi europei – tra cui l’Italia – non abbiano fornito un adeguato sostegno politico e logistico, mettendo a rischio la gestione della crisi.

A margine del vertice di Yerevan, Meloni ha risposto senza esitazioni, ribadendo l’impegno storico dell’Italia in ambito internazionale:
“L’Italia ha sempre mantenuto tutti gli impegni che ha sottoscritto, particolarmente in ambito Nato, lo abbiamo fatto anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti: in Afghanistan, in Iraq. Quindi alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette, anche perché a livello di Patto Atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo.”
La premier ha poi commentato il possibile ridimensionamento della presenza militare statunitense sul territorio italiano:
“Non so dire che cosa accadrà. Come ho detto tante volte, noi sappiamo che da tempo gli Stati Uniti discutono di un loro disimpegno dall’Europa, che è la ragione per la quale penso che noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e dobbiamo crescere nella nostra capacità di dare risposte da questo punto di vista. Dopodiché, chiaramente è una scelta che non dipende da me e che personalmente non condividerei“.
Italian Prime Minister Giorgia Meloni said she would not support any decision by President Donald Trump to withdraw US troops from Italy. Trump has lashed out at NATO allies for what he says is insufficient support for the war in Iran https://t.co/2sfZqGOuQX pic.twitter.com/1Np17OUQQs
— Reuters (@Reuters) May 4, 2026
La prospettiva della Nato
Le tensioni non passano inosservate neanche agli occhi della Nato. A Yerevan, il segretario generale Mark Rutte ha osservato che i partner europei hanno “recepito il messaggio” di Donald Trump sulle basi militari, riconoscendo che “c’è stata una certa delusione da parte degli Usa, ma gli europei hanno ascoltato”.
L’alleanza resta vigile: mentre le diplomazie italiana e statunitense preparano la visita a Roma del segretario di Stato Marco Rubio, prevista venerdì alle 11.30, l’incontro con la premier sarà un tentativo di ricucire lo strappo con Trump e di chiarire il sostegno dell’Italia agli impegni internazionali.