Comunità politica europea

Meloni oggi in Armenia per vertice Ue, poi in Azerbaigian

Mantenere “unità e coerenza europee” in una fase caratterizzata da crisi simultanee, dal conflitto in Ucraina alle tensioni energetiche, fino alle minacce ibride

Meloni oggi in Armenia per vertice Ue, poi in Azerbaigian

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si trova a Erevan, in Armenia, per partecipare all’ottava riunione, in programma il 4 maggio 2026, della Comunità politica europea (Cpe), un vertice che riunisce capi di Stato e di governo del continente in un momento segnato da tensioni geopolitiche, instabilità energetica e nuove sfide alla sicurezza.

La premier ha raggiunto il Karen Demirchyan Sports and Concert Complex, sede dell’incontro, dove è stata accolta dal primo ministro armeno Nikol Pashinyan insieme agli altri leader presenti, prima della cerimonia di apertura e della tradizionale foto.

Il vertice si sviluppa attorno a un tema centrale, quello di come mantenere “unità e coerenza europee” in una fase caratterizzata da crisi simultanee, dal conflitto in Ucraina alle tensioni energetiche, fino alle minacce ibride. Dopo la sessione plenaria, i lavori entrano nel vivo con tavole rotonde parallele dedicate da un lato alla resilienza democratica e alle interferenze esterne, dall’altro alla connettività e sicurezza economica nel contesto della transizione verde, un dossier sempre più intrecciato con la stabilità delle catene di approvvigionamento.

Ucraina al centro: incontro con Zelensky

A margine del vertice, Meloni ha preso parte a una riunione dedicata all’Ucraina insieme al presidente Volodymyr Zelensky e ad altri leader europei, fra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer. Il confronto si inserisce nel lavoro di coordinamento politico e militare a sostegno di Kiev, in una fase in cui il conflitto resta aperto e senza una soluzione immediata.

Zelensky ha sottolineato la necessità di mantenere alta la pressione sulla Russia e di accelerare il sostegno europeo, ricordando l’importanza del pacchetto da 90 miliardi di euro recentemente sbloccato per sostenere bilancio, difesa e resilienza del Paese.

“Stiamo facendo tutto il possibile per arrivare a una conclusione dignitosa della guerra”, ha spiegato, evidenziando anche la priorità di rafforzare la difesa aerea e il sistema energetico ucraino in vista dei prossimi mesi.

Sulla stessa linea la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha ribadito come le esigenze dell’Ucraina restino “più urgenti che mai”, sottolineando il rafforzamento della cooperazione industriale nella difesa e gli investimenti nella produzione di droni e sistemi di protezione aerea.

Difesa e Nato: il messaggio di Trump agli europei

Il vertice si svolge anche sullo sfondo delle tensioni nei rapporti transatlantici. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha riconosciuto che tra Stati Uniti ed Europa ci sono state frizioni, ma ha assicurato che i Paesi europei hanno “recepito il messaggio” del presidente americano Donald Trump, in particolare sul contributo alla sicurezza e sull’utilizzo delle basi militari.

Rutte ha evidenziato come sempre più Paesi stiano rafforzando la loro presenza operativa, anche con il pre-posizionamento di mezzi navali strategici vicino al Golfo, in vista di possibili sviluppi della crisi regionale. Un segnale che va nella direzione di una maggiore responsabilità europea nella sicurezza collettiva.

Europa più autonoma: energia, difesa e supply chain

Il tema dell’autonomia strategica europea attraversa l’intero vertice. Ursula von der Leyen ha indicato chiaramente le tre aree su cui l’Unione deve ridurre la dipendenza esterna: energia, difesa e catene di approvvigionamento.

“Siamo troppo esposti alla volatilità dei combustibili fossili”, ha spiegato, sottolineando la necessità di accelerare su rinnovabili e nucleare per garantire risorse più stabili e competitive.

Meloni oggi in Armenia per vertice Ue, poi in Azerbaigian
Von der Leyen, Zelensky in Armenia

Parallelamente, cresce l’attenzione sulla sicurezza delle supply chain e sulla costruzione di relazioni economiche con Paesi “affini”, attraverso nuovi accordi di libero scambio, nel tentativo di rendere il sistema europeo più resiliente agli shock globali.

Le posizioni europee: tra sostegno a Kiev e rafforzamento interno

Dal vertice emerge una linea condivisa di sostegno all’Ucraina e di rafforzamento interno dell’Unione. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ribadito l’impegno a sostenere “tutti gli sforzi per una pace giusta e duratura”, intensificando al tempo stesso la pressione sulla Russia e confermando che “il futuro dell’Ucraina è nell’Ue”.

Anche l’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas ha sottolineato la necessità di rafforzare il pilastro europeo della Nato, dopo l’annuncio americano sul possibile ritiro di truppe dal continente, definito una sorpresa nei tempi ma non nei contenuti.

Dallo stesso vertice arriva inoltre un segnale politico forte sul percorso europeo della Moldova, con la presidente Maia Sandu che ha ribadito come l’adesione all’Ue rappresenti il progetto strategico centrale per il Paese, in un’Europa chiamata a rafforzarsi come spazio democratico.

Cooperazione e iniziative

A margine del vertice si è svolta anche la seconda riunione della Coalizione europea contro le droghe (Ecad), co-presieduta da Meloni e Macron, segnale di come la Cpe stia progressivamente assumendo un ruolo operativo oltre che politico. Antonio Costa ha definito il formato un “catalizzatore di azioni concrete”, capace di produrre iniziative su sicurezza, cooperazione e stabilità.

Lo stesso Costa ha sottolineato il valore simbolico del vertice di Erevan, definendolo “storico” sia per la sua collocazione nel Caucaso meridionale sia per il contesto di progressiva normalizzazione tra Armenia e Azerbaigian, elemento che apre nuove prospettive di cooperazione economica e infrastrutturale nella regione.

La missione nel Caucaso: tappa anche a Baku

La visita di Meloni non si esaurisce con il vertice. Nel pomeriggio la premier si recherà infatti in Azerbaigian, su invito del presidente Ilham Aliyev, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia in un momento di forte instabilità.

La missione a Baku si inserisce in una strategia più ampia del governo italiano per diversificare le fonti di approvvigionamento e proteggere famiglie e imprese dagli shock esterni, aggravati dalla crisi iraniana e dalle tensioni nello stretto di Hormuz. Al centro dei colloqui ci saranno il rafforzamento del partenariato energetico, lo sviluppo di investimenti lungo la filiera e l’organizzazione di un Business Forum nella seconda metà dell’anno.

Non mancherà un confronto sui principali dossier internazionali, dalla guerra in Ucraina alla situazione in Medio Oriente, fino al processo di normalizzazione tra Azerbaigian e Armenia e al rafforzamento delle relazioni tra Baku e Unione europea.