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ANCORA TENSIONE

Schiaffo dell'Iran al mondo: "Mahsa Amini è morta per malattia e non per le violenze"

E' quanto emerge dall'autopsia, ma prevalgono i dubbi. Intanto nel Paese continuano le agitazioni: rimosse dalle classi le foto dei dittatori.

Schiaffo dell'Iran al mondo: "Mahsa Amini è morta per malattia e non per le violenze"
Esteri 08 Ottobre 2022 ore 11:51

Mahsa Amini è morta per una malattia e non per le percosse subito dopo il suo arresto. L'Iran "corre ai ripari" contro il divampare del polemiche sul clima di repressione nel Paese e sui moniti che arrivano dall'Europa e dalle Organizzazioni sui diritti umani.

Ma non solo. Anche sulle morti di Nika Shakarami e Sarina Ismailzadeh il Governo iraniano ha escluso qualsiasi responsabilità e qualsiasi collegamento con il clima di proteste che ormai da tre settimane sta interessando il Paese e soprattutto le giovani e il mondo di scuole e università.

Una presa di posizione che non convince e sta provocando in queste ore quasi l'effetto opposto, ovvero "vigilare" ancora di più su quanto sta avvenendo in Iran e sul clima di tensione tra giovani e Polizia.

La morte di Mahsa Amini, la versione dell'Iran

Il Governo iraniano cerca dunque di fuggire dalle responsabilità per la morte di Mahsa Amini.

Un caso che sta scuotendo l'opinione pubblica internazionale e portando a gravi disordini nel Paese.

La giovane era stata infatti arrestata dalla "Polizia Morale" iraniana dopo essere stata sorpresa in giro con i capelli in vista e non coperti dallo chador.

"Mahsa morta per malattia, non per le percosse"

Che Mahsa sia morta per malattia è quanto messo nero su bianco dal rapporto medico dell'autopsia effettuata da un pool di medici incaricati dal Governo di Teheran.

Ma non solo. Oltre alla "versione ufficiale" sulla morte della giovane, il Governo sembra cercare anche di far quadrato sulla sua condotta autoritaria e su chi è al vertice del potere.

Bisogna vedere quanto spontaneamente o meno, i comandanti delle forze armate e i vertici della polizia hanno infatti rinnovato la propria fedeltà ad Ali Khamenei attraverso una dichiarazione congiunta.

Clima di tensione, il Governo fa quadrato contro i ribelli

Del resto, solo pochi giorni proprio Ali Khamenei aveva elogiato l'esercito e le forze dell'ordine per avere contenuto le proteste.

Khamenei si era spinto anche oltre, affermando la necessità di punire i giovani protagoniste delle manifestazioni di protesta.

Agitazioni che secondo il Governo iraniano non sarebbero spontanee, ma "orchestrate" da Stati Uniti e Israele.

Proteste che proseguono come nella foto e nel video dove vengono rimosse le foto di Khomeini e Khamenei.

Il comunicato di Esercito e Polizia

Esercito e Polizia hanno anche diffuso un comunicato stampa dove si dice:

"Le parole di Ali Khamenei sono state un avvertimento contro i capi della sedizione e i loro leader
stranieri, inclusi i criminali americani, il falso regime sionista, il regime saudita e l'impero mediatico dell'arroganza globale".

Le altre violenze negate

Al di là delle violenze e delle proteste, questa serie di aggiornamenti e comunicati stampa stanno contribuendo a creare un clima quasi surreale nel Paese.

Anche perché nel frattempo il Governo si è affrettato a negare la responsabilità su altre due morti che hanno interessato giovani donne.

In particolare, sempre nella giornata di ieri è stata diramata la versione ufficiale del suicidio per la morte della 16enne Sarina Ismailzadeh che secondo Amnesty International e altre organizzazioni sarebbe morta colpita da manganellate in testa.

Per le autorità iraniane la ragazza si sarebbe invece lanciata dalla finestra di un edificio poco prima della mezzanotte del 24 settembre.

Sempre le autorità hanno anche negato anche qualsiasi legame fra la morte di un’altra adolescente, Nika Shakarami, e le proteste.

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