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Lite tra esperti alla tv russa: "L'Operazione Speciale sta fallendo e ora siamo nei guai"

La controffensiva ucraina sta creando grande preoccupazione in Russia: "Guerra rapida? Ci hanno raccontato un sacco di balle".

Lite tra esperti alla tv russa: "L'Operazione Speciale sta fallendo e ora siamo nei guai"
Esteri 13 Settembre 2022 ore 10:07

"Le nostre truppe continuano ad avanzare. Nell'ultimo mese abbiamo riconquistato 6mila chilometri quadrati di territorio nell'Ucraina orientale e meridionale".

Con queste parole il presidente Volodymyr Zelensky, nel suo messaggio serale, ha aggiornato i suoi concittadini sull'andamento della guerra che, nell'ultimo periodo, ha visto una clamorosa sferzata da parte dell'esercito ucraino nei confronti dei russi. Una controffensiva confermata sia dagli alleati ucraini, ma anche dai suoi acerrimi nemici, sempre più preoccupati delle sorti finali del conflitto. Esempio di tale apprensione è la recente lite tra alcuni esperti della tv russa dopo le ultime vittorie sul campo dell'Ucraina:

"L'Operazione Speciale sta fallendo e ora siamo nei guai. Doveva essere una guerra rapida e invece ci hanno raccontato un sacco di balle".

Esperti della tv russa litigano in diretta dopo la controffensiva ucraina

E' la giornalista Julia Davis, del Daily Beast, a pubblicare su Twitter uno spezzone del suo programma Russian Media Monitor e a commentare la scena con queste parole:

"La vita ti arriva velocemente: gli esperti della TV russa si rendono conto che il loro esercito sta fallendo e il loro paese è nei guai. Stanno iniziando a giocare al gioco della colpa. Alcuni di loro finalmente capiscono che la loro negazione genocida dell'identità ucraina non sta funzionando a favore della Russia".

IL VIDEO DELLA LITE IN DIRETTA:

Ad accendere il dibattito sulla guerra è stato Boris Nadezhdin, ex deputato della Duma. E' stato Boris Nadezhdin a introdurre il problema affermando che Putin aveva promesso che l’Operazione Speciale in Ucraina non avrebbe fatto vittime civili, sarebbe stata veloce e che la Guardia Nazionale avrebbe risolto tutto in poco tempo. Una previsione errata, fatta perché il Capo del Cremlino aveva ipotizzato la rapida resa degli ucraini e la loro volontà di diventare russi.

Secondo l'ex deputato della Duma, quindi, una vittoria in Ucraina sarebbe impossibile con metodi di guerra coloniale e affidandosi a mercenari perché, dalla parte opposta, si trova un esercito ampio, organizzato e ben equipaggiato. Considerata la situazione attuale, una mobilitazione generale dei russi contro l'Ucraina, secondo Nadezhdin, sarebbe ormai tardiva:

"E' momento di aprire i colloqui di pace per finire la guerra".

Sergey Mironov, invece, replica sostenendo la necessità di dover distruggere l’armata del “nazista” di Zelensky e aggiungendo che anche Putin ha sottolineato di non aver ancora cominciato la guerra in Ucraina. Un'opinione a cui fa eco quella di un altro deputato Alexander Kazarov arrivato persino a minacciare sottilmente Nadezhdin, invitandolo a moderare il linguaggio e a non parlare di “guerra coloniale” perché ci sarebbe il rischio di un conflitto globale. Di tutta risposta, Boris Nadezhdin afferma:

"Se scoppiasse una guerra mondiale, la Russia sarebbe in difficoltà".

Giornalista russa interrompe il tg col cartello "No War"

Il dibattito televisivo degli esperti russi arriva in un momento della guerra dove l'esercito di Putin si sta trovando particolarmente in difficoltà. Quando però, ad inizio conflitto, gli attacchi missilistici russi facevano terra bruciata in Ucraina, solo in pochi osavano manifestare aperto dissenso alle iniziative belliche del Capo di Stato.

Tra questi ricordiamo anche Maria Ovsiannikova, giornalista russa dell'emittente televisiva Pervyj kanal, primo canale della televisione russa, che durante il tg serale delle 21 è apparsa, dietro alla conduttrice, con il cartello "No War! Fermate la guerra, Non credere alla propaganda. Vi stanno mentendo, russi contro la guerra".

Il cartello "No War" di Maria Ovsiannikova

La giornalista, a seguito della sua intrusione non consentita, è stata subito tratta in arresto dalla Polizia di Stato. Dopo lunghe ore di attesa (e un "giallo") è stata rilasciata e multata.

Cosa sta accadendo ora in Ucraina

Ma per generare attualmente così tanta apprensione in Russia, anche tra i deputati e gli esperti di geopolitica, cosa sta realmente accadendo sul fronte di guerra? Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che nell'ultimo mese gli ucraini sono riusciti a recuperare 6mila chilometri quadrati nella zona orientale e meridionale, notizia confermata anche dagli alleati americani e britannici.

A Kharkiv, infatti, i russi si starebbero ritirando dalla regione, dove restano "sacche isolate di resistenza". Anche alcuni filmati condivisi sui social network hanno confermato che le forze ucraine sono entrate a Vovchansk e Velykyi Burluk, interrompendo le linee di comunicazione di terra russe (GLOC) lungo l'autostrada T2104 e raggiungendo il confine internazionale. Le forze ucraine hanno anche ripreso il controllo della città di Izyum, da mesi in mano a Mosca: qui, sempre immagini condivise sui social mostrano carri armati abbandonati e altre attrezzature militari pesanti, il che indica che le truppe russe non sono riuscite a organizzare una ritirata coerente.

"Le continue operazioni offensive russe contro Bakhmut e intorno alla città di Donetsk - affermano gli esperti - hanno perso ogni reale significato operativo per Mosca e hanno semplicemente sprecato parte della potenza di combattimento effettiva estremamente limitata che la Russia ancora conserva".

IL TWEET:

Ma anche a Sud la controffensiva ucraina sta registrando successi, in particolare nella zona di Kherson.

"I soldati ucraini hanno eroicamente trattenuto il nemico e ora inseguono i russi a Nord, Sud, Est, dappertutto, ma muovendosi in una sola direzione: verso la vittoria", ha detto nel suo ultimo discorso condiviso sui social il presidente Zelensky.

Nel dettaglio, sempre il The Study of War, afferma:

"Le forze ucraine hanno attaccato e ottenuto guadagni in diverse località importanti sulla sponda occidentale del fiume Dnipro. Hanno interrotto i due ponti sul fiume, oltre a interferire con gli sforzi russi per mantenere i rifornimenti tramite barche e traghetti. L'Ucraina ha impegnato una notevole potenza di combattimento e ha concentrato una parte significativa dei sistemi di precisione a lungo raggio forniti dall'Occidente su questo asse, e non è probabile che lo abbia fatto semplicemente per attirare le forze russe nell'area".

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