Frenata

L’Iran smentisce Trump sulla ripresa dei colloqui: “Nessun negoziato con gli USA”

I mediatori del Pakistan hanno confermato che non è stata ancora stabilita né una data né una sede per la ripresa dei negoziati diretti

L’Iran smentisce Trump sulla ripresa dei colloqui: “Nessun negoziato con gli USA”

L’annuncio di Donald Trump sulla sospensione di un possibile attacco contro l’Iran apre uno spiraglio diplomatico, ma da Teheran arriva una frenata netta. Il ministero degli Esteri iraniano respinge la ricostruzione della Casa Bianca e assicura che non sono in corso trattative con gli Stati Uniti: il confronto passa ora da Oman, Pakistan e Qatar, impegnati a evitare un peggioramento dell’escalation nella regione.

Trump annuncia colloqui, ma Teheran frena

La sospensione dei raid statunitensi contro l’Iran annunciata da Donald Trump non sarebbe il risultato di un negoziato diretto con Teheran in programma a partire da oggi, lunedì 3 agosto 2026.

Il ministero degli Esteri iraniano ha infatti smentito l’esistenza di colloqui con Washington, prendendo le distanze dalle dichiarazioni del presidente americano, secondo cui le conversazioni con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran avrebbero portato alla rinuncia a un attacco massiccio contro il Paese.

Trump aveva sostenuto che l’operazione preparata dagli Stati Uniti avrebbe avuto conseguenze devastanti per l’Iran, definendola potenzialmente “il più grande attacco dalla Seconda guerra mondiale” e affermando che il Paese avrebbe potuto non essere in grado di ricostruirsi.

Trump riapre il caso del voto 2020: "La Cina ha rubato i dati di 220 milioni di elettori". Ma nei dossier nessuna prova dei brogli
Donald Trump

Dopo il suo annuncio, il prezzo del petrolio ha registrato un immediato calo, scendendo sotto la soglia degli 80 dollari al barile.

Trattative con l’Oman per lo Stretto di Hormuz

A chiarire la posizione di Teheran è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, che ha spiegato come i contatti in corso riguardino l’Oman e siano finalizzati alla creazione di un passaggio temporaneo e sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto energetico.

Baghaei ha parlato di progressi nelle discussioni con Muscat, precisando però che un eventuale accordo tecnico non sarebbe sufficiente a garantire la completa riapertura della rotta marittima. Secondo il portavoce iraniano, la situazione resterà invariata finché continueranno le aggressioni statunitensi.

Iran accusa Washington per l’escalation

Durante l’intervento, Baghaei ha risposto anche alle accuse secondo cui l’Iran starebbe ampliando il conflitto attraverso gruppi alleati nella regione, dopo gli attacchi condotti dagli Houthi yemeniti sostenuti da Teheran e da formazioni irachene vicine all’Iran contro infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita.

“Le azioni intraprese dagli yemeniti riguardano loro. I nostri nemici cercano consapevolmente di distorcere i fatti per sottrarsi alle proprie responsabilità nell’aver provocato questa crisi. Gli americani sono responsabili dei conflitti nella regione e anche al di fuori di essa. Non dovrebbero aspettarsi che il fuoco che hanno appiccato non si estenda ad altre aree”, ha dichiarato il portavoce.

Pezeshkian: “Difenderemo sicurezza e territorio”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, invece, ha ribadito la linea di Teheran, spiegando che l’Iran non avrebbe intenzione di alimentare ulteriormente le tensioni, ma sarebbe pronto a reagire per proteggere sicurezza nazionale, interessi e integrità territoriale.

Pezeshkian
Masoud Pezeshkian

Nel frattempo resta alta l’attenzione internazionale sullo Stretto di Hormuz, mentre i tentativi diplomatici di Pakistan e Qatar cercano di evitare un nuovo peggioramento dello scontro tra Iran e Stati Uniti.

Pakistan e Qatar restano i mediatori principali

Sul fronte diplomatico, l’Iran ha poi escluso l’ingresso della Cina come nuovo intermediario nei rapporti con gli Stati Uniti. Baghaei ha sottolineato i buoni rapporti tra Teheran e Pechino, ma ha spiegato che il ruolo di mediazione resta affidato soprattutto a Pakistan e Qatar.

La Cina, ha aggiunto il portavoce iraniano, sarebbe impegnata principalmente a contenere un’ulteriore escalation e a ridurre le tensioni nella regione, senza assumere un incarico formale nei colloqui tra Washington e Teheran.

Ancora incerta la ripresa dei colloqui diretti

Non è stata ancora stabilita né una data né una sede per la ripresa dei negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran, fermi da mesi. Fonti del governo pakistano citate dall’agenzia Anadolu hanno riferito che non sarebbe previsto alcun incontro a Islamabad nelle prossime 24 ore.

I mediatori pakistani e qatarioti sarebbero comunque in contatto con entrambe le parti per individuare un possibile luogo per il ritorno al tavolo delle trattative. Tra le ipotesi figurano Islamabad e Doha, mentre il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi potrebbe recarsi a Teheran nei prossimi giorni per discutere della ripresa del dialogo.